<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>imprenditorialità &#8211; Venti Blog</title>
	<atom:link href="https://ventiblog.com/tag/imprenditorialita/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://ventiblog.com</link>
	<description>La voce dei Ventenni</description>
	<lastBuildDate>Wed, 30 Oct 2019 18:07:42 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=5.6.15</generator>
	<item>
		<title>Gli imprenditori del nuovo millennio — tra likes, visite e idee innovative</title>
		<link>https://ventiblog.com/gli-imprenditori-del-nuovo-millennio-tra-likes-visite-e-idee-innovative/</link>
					<comments>https://ventiblog.com/gli-imprenditori-del-nuovo-millennio-tra-likes-visite-e-idee-innovative/?noamp=mobile#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giulia Giansiracusa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Oct 2019 18:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA POP]]></category>
		<category><![CDATA[IN EVIDENZA]]></category>
		<category><![CDATA[INTERESSI]]></category>
		<category><![CDATA[VENTI NEWS]]></category>
		<category><![CDATA[giovani di successo]]></category>
		<category><![CDATA[imprenditorialità]]></category>
		<category><![CDATA[youtube]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://ventiblog.com/?p=16249</guid>

					<description><![CDATA[<p>L’Italia è stata vittima per generazioni intere di quella che, recentemente, verrebbe definita “fuga di cervelli”. Giovani in cerca di fortuna che miravano alle decantate opportunità del nuovo continente e che si lasciavano dietro il tanto amato bel paese. La situazione non è purtroppo cambiata molto e le opportunità sono ancora poche, ma ultimamente sono nate nuove professioni che hanno dato sfogo alla fantasia e all&#8217;ingegno dei giovani e che li hanno aiutati a sconfiggere questa mancanza di fortuna imprenditoriale [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com/gli-imprenditori-del-nuovo-millennio-tra-likes-visite-e-idee-innovative/">Gli imprenditori del nuovo millennio — tra likes, visite e idee innovative</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com">Venti Blog</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-drop-cap">L’Italia è stata vittima per generazioni intere di quella che, recentemente, verrebbe definita “fuga di cervelli”. Giovani in cerca di fortuna che miravano alle decantate opportunità del nuovo continente e che si lasciavano dietro il tanto amato bel paese. La situazione non è purtroppo cambiata molto e le opportunità sono ancora poche, ma ultimamente sono nate nuove professioni che hanno dato sfogo alla fantasia e all&#8217;ingegno dei giovani e che li hanno aiutati a sconfiggere questa mancanza di fortuna imprenditoriale e, quindi, ad evitare di lasciare la terra natìa. Ecco che nascono gli influencer, gli YouTuber e i blogger vari ed eventuali che prendono il <em>Non ragioniam di lor, ma guarda e passa</em> di Dantesca memoria, lo accartocciano e lo buttano nel cestino della carta (perché loro tenendo al pianeta ascoltano Greta e riciclano). </p>



<p>I giovani che sono stati accusati di essere mammoni e
“bamboccioni” finalmente hanno la loro rivincita. Gli ex-bambini timidi e
isolati in classe hanno adesso modo di parlare dei loro hobby senza dover
effettivamente guardare in faccia lo spettatore. Ragazzi e adulti dal cuore
giovane, che magari sono stati presi in giro per le loro passioni, adesso
possono sfruttare proprio quelle stesse passioni per fare soldi. E non stiamo
parlando di due spiccioli. </p>



<p>Parliamo, ad esempio, dell’ormai famosissima <strong>Chiara Ferragni. Tutti la vogliono, tutti la cercano. L’influencer per eccellenza, la biond</strong>issima testimonial di questo mondo e quest’altro. Tutto è iniziato con un blog sulla moda. Una cosa potenzialmente banale da cui, però, sono scaturite le radici per il suo impero. Che sia conosciuta per il suo matrimonio con Fedez, per il suo Instagram o per le varie comparse a sfilate ed eventi non importa. Lei è comunque conosciuta. Anche da chi, in realtà, non l’hai mai seguita sui vari <em>social </em>e che si è visto chiedere con tono quasi scandalizzato, “ma in che senso non conosci la Ferragni?”. Un nome, una garanzia. Ciò che la Ferragni indossa, la gente vuole. Ciò di cui la Ferragni parla, la gente <em>vuole</em>. Un impero creato su opinioni personali, un occhio per la moda — che non guasta mai — e un po’ di sana fortuna, perché si sa che senza di quella purtroppo i sogni rimangono sogni. </p>



<p>Passiamo poi a <strong>Guglielmo Scilla</strong>, in arte <strong>willwoosh</strong>. Chiedimi il nome di uno YouTuber italiano e ti farò il suo senza alcun dubbio. Noi vecchi <em>aficionados </em>del canale lo ricordiamo per le parodie, per i video comici, per le parrucche improponibili e per le scuse improbabili per salvarsi da un appuntamento potenzialmente disastroso. Le origini si sanno, ma si sa anche che nel corso degli anni Gugliemo ha affinato le sue abilità fino a diventare un meraviglioso Danny Zuko — ovviamente gelatinato al punto giusto. Quello che è nato come un canale divertente per farsi due risate fra i compiti di una materia e l’altra è diventato poi un canale, a volte, dai toni più seri e dagli argomenti di attualità. Shoccante nella sua subitaneità il video sul coming out. Shoccante sì, ma così willwoosh nella modalità. Gugliemo è sempre stato capace di sdrammatizzare anche temi difficili e in quell’occasione non è stato da meno, facendo peraltro capire al pubblico da casa che molti dei temi considerati taboo spesso hanno solo bisogno di qualcuno che ne parli senza farne un dramma. </p>



<p>Impossibile scordarsi, poi, <strong>Fabio Rovazzi</strong>. Fino a qualche anno fa vi avrei creduto se mi aveste detto di non sapere chi fosse, ma ormai è praticamente impossibile non riconoscere questo nome. Che sia per le troppe volte in cui vi hanno cantato “Andiamo a comandare” ogni volta che nominavate la tangenziale (Romani, e mi includo in questa categoria, non vi invidio) o per le varie collaborazioni musicali, non c’è dubbio che Fabio Piccolrovazzi detto Rovazzi faccia parlare di sé. Successi su successi che lo hanno portato persino a collaborare con Will Smith — mica pizza e fichi! — e ad aggiudicarsi il premio Miglior Videoclip Italiano 2018-2019 a IMAGinACTION con “Faccio quello che voglio”. Il video dal titolo così evocativo e quasi reminiscente di un capriccio infantile è un vero e proprio cortometraggio che vede la partecipazione di numerosi artisti tra i quali Gianni Morandi, Fabio Volo, Rita Pavone, e chi più ne ha più ne metta. Tra elementi distopici e inquadrature degne di un colossal americano il video non passa di sicuro inosservato ed assicura a Rovazzi fama, fan e followers. Ci si sarebbe da chiedersi cosa aspettarsi in futuro, ma visto il recentissimo “Senza pensieri” direi che non c’è assolutamente da preoccuparsi. </p>



<p>Sebbene con un background meno artistico di quello dei giovani precedenti, non si può certo evitare di parlare di <strong>Davide Dattoli.</strong> Magari meno noto per alcuni, il bresciano non ancora trentenne Davide Dattoli è la mente, insieme al braccio Lorenzo Maternini, dietro Talent Garden. Come si può dedurre dal nome, Talent Garden è uno spazio per aiutare talenti di ogni tipo a collaborare fra di loro e lavorare insieme. Nata nel 2011 a Brescia, Talent Garden si può considerare la piattaforma tangibile per creare network. Startup, freelance, studenti, imprenditori, professioni… Talent Garden offre sale riunioni, aule per corsi, laboratori e molto altro ancora. In parole povere, offre ad ogni innovatore la possibilità di crescere e prosperare. Il networking e co-working portato all’ennesima potenza, insomma. Talent Garden ormai conta 23 campus in ben 8 paesi e direi che nessuno è sorpreso di sapere che Davide Dattoli è stato inserito da Forbes nella lista degli under 30 più influenti al mondo. Mi sento di dire che la mente dietro Talent Garden si merita questo e altro. </p>



<p>Continuando sulla scia informatica è quasi obbligatorio parlare di <strong>Salvatore Aranzulla.</strong> Salvatore Aranzulla è un po’ il nostro Google, il nostro “so tutto io” ma in senso buono. Se avete un dubbio informatico, lui ha la risposta. Chi non si è chiesto almeno una volta quali programmi usare per duplicare i CD. Si sa che buche, binari e sobbalzi improvvisi rovinano i CD da macchina — categoria a parte, l’amabile antenato della playlist — e nessuno ci vuole rimettere un CD originale. Vi sto già immaginando che aprite Google e ponete la vostra domanda. E Google, molto semplicemente, vi suggerisce il sito Aranzulla.it. E se lo dice Google vi dovete fidare. Quella che è nata come una guida pratica e semplificata per sé stesso e per i suoi amici è quello che poi lo ha portato al successo. Risposte semplici e terminologia accessibile hanno fatto sì che Salvatore Aranzulla avesse un successo tale da permettergli di pagarsi gli studi in Economia Aziendale alla Bocconi, che tutti sanno non essere esattamente regalata. E siccome di persone un po’ imbranate con la tecnologia ce ne sono tante e ce ne saranno sempre tante, il futuro di Salvatore è assicurato. </p>



<p>Questi sono solo alcuni esempi di giovani italiani che
hanno saputo sfruttare la propria creatività, espressività, verve comica e il
fiuto per gli affari per crearsi un nome e strapparsi di dosso l’etichetta di
bamboccioni. Come loro ce ne sono moltissimi altri di giovani dalle idee
brillanti e, vista anche la nuovissima laurea in “Influencer” — nome che
nasconde un ottimo marketing e un clickbait grande quanto una casa —sono sicura
che il futuro dell’Italia sarà roseo da quel punto di vista. </p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com/gli-imprenditori-del-nuovo-millennio-tra-likes-visite-e-idee-innovative/">Gli imprenditori del nuovo millennio — tra likes, visite e idee innovative</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com">Venti Blog</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ventiblog.com/gli-imprenditori-del-nuovo-millennio-tra-likes-visite-e-idee-innovative/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>THECOLORSOUP: quando la creatività si sposa con innovazione ed ecosostenibilità</title>
		<link>https://ventiblog.com/thecolorsoup-quando-la-creativita-si-sposa-con-innovazione-ed-ecosostenibilita/</link>
					<comments>https://ventiblog.com/thecolorsoup-quando-la-creativita-si-sposa-con-innovazione-ed-ecosostenibilita/?noamp=mobile#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stephanie Bortolussi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Oct 2016 18:00:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Moda]]></category>
		<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[imprenditorialità]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[moda]]></category>
		<category><![CDATA[startup]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://ventiblog.com/?p=10097</guid>

					<description><![CDATA[<p>n questi giorni abbiamo scoperto THECOLORSOUP, un innovativo shop online dedicato alla stampa dei tessuti on demand, che è anche blog e trendsetter. Nato dall’unione delle idee di Elena(project manager), Daniela (content editor&#38;digital marketing) e Lorenzo (web designer&#38;developer), il sito consente a stilisti e designer professionisti, ma anche a non addetti ai lavori, di personalizzare il tessuto dal singolo metro a migliaia di metri, per la realizzazione di capi di abbigliamento o elementi d&#8217;arredo e accessori. Il progetto si è [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com/thecolorsoup-quando-la-creativita-si-sposa-con-innovazione-ed-ecosostenibilita/">THECOLORSOUP: quando la creatività si sposa con innovazione ed ecosostenibilità</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com">Venti Blog</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><span class="cb-dropcap-small">I</span>n questi giorni abbiamo scoperto <strong><a href="http://thecolorsoup.com"><em>THECOLORSOUP</em></a>,</strong> un innovativo shop online dedicato alla stampa dei tessuti on demand, che è anche blog e trendsetter.</p>
<p>Nato dall’unione delle idee di <strong>Elena</strong>(project manager), <strong>Daniela</strong> (content editor&amp;digital marketing) e <strong>Lorenzo</strong> (web designer&amp;developer), il sito consente a stilisti e designer professionisti, ma anche a non addetti ai lavori, di <strong>personalizzare il tessuto </strong>dal singolo metro a migliaia di metri,<strong> per la realizzazione di capi di abbigliamento </strong>o<strong> elementi d&#8217;arredo </strong>e<strong> accessori.</strong> Il progetto si è sviluppato in un solo anno, il 2015, durante il quale i tre giovani start-upper hanno partecipato ad <a href="http://www.h-farm.com">H-FARM</a>, il più grande acceleratore europeo di imprese tenutosi a Venezia e, dopo mesi di lavoro, hanno lanciato online la piattaforma. Fondamentale per lo sviluppo del progetto è stato l’aiuto del <a href="http://www.mirogliogroup.com/it/">Gruppo Miroglio</a>, che ha deciso di investire sul talento e sull’entusiasmo di giovani dipendenti per promuovere il lancio di iniziative innovative e supportare quindi la trasformazione dell’azienda in un’ottica digitale. Ma scopriamo qualcosa di più sul successo di <em>THECOLORSOUP</em> assieme ad <strong>Elena Guarene</strong>, project manager.</p>
<h2><strong>Una delle chiavi di successo della vostra piattaforma è sicuramente la personalizzazione. In che modo hanno risposto gli utenti a questo tipo di servizio?</strong></h2>
<p>“Personalizzazione” è un must anche quando si tratta di tessuto. Il nostro sito nasce come risposta a questa diffusa esigenza di stampare e decorare il tessuto con grafiche e fantasie uniche per realizzare capi di abbigliamento o arredare casa in modo speciale. In questi mesi abbiamo avuto la prova del fatto che la creatività degli utenti non ha limiti…!</p>
<h2><strong>Quindi la personalizzazione e la conseguente possibilità di vedere il proprio progetto pubblicato sul vostro blog dopo aver acquistato i vostri tessuti, vi ha permesso in un certo senso di premiare i vostri clienti. Che successo ha riscontrato questo tipo di strategia?</strong></h2>
<p>Siamo riusciti a trovare la formula giusta per combinare stampa digitale e creatività in un binomio perfetto. Ecco perché abbiamo creato uno spazio di contaminazione tra tessuti, arte e tecnologia sostenuto da un continuo impegno nella ricerca di soluzioni su misura per la singola esigenza di ciascun cliente. In fondo alla base del nostro progetto c’è un’attività continua volta a sperimentare e proporre nuovi strumenti per stimolare la creatività dei consumatori. La semplicità con la quale è possibile fruire del servizio di <em>THECOLORSOUP</em> è sicuramente un aspetto di vantaggio per il business della piattaforma: basta che l&#8217;utente scelga tra oltre 600 proposte di grafiche o carichi un proprio disegno, selezioni una tra le più di 20 basi di tessuto a disposizione e invii l’ordine. <img class="aligncenter wp-image-10098 size-large" src="http://ventiblog.com/wp-content/uploads/2016/10/IMG_3686-1024x683.jpg" alt="thecoloursoup1" width="750" height="500" srcset="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2016/10/IMG_3686-1024x683.jpg 1024w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2016/10/IMG_3686-300x200.jpg 300w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2016/10/IMG_3686-360x240.jpg 360w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2016/10/IMG_3686-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 750px) 100vw, 750px" /></p>
<h2><strong>Elena, su quali strumenti avete puntato per ampliare la conoscenza della vostra start-up ed aumentare il volume d&#8217;affari? Quanto vi hanno incentivato in questo i social network?</strong></h2>
<p>Uno dei nostri obiettivi è quello di coltivare e far crescere una community sempre più attiva e coinvolgente, nella quale la passione del tessuto diventi un hobby o addirittura una professione. Proprio per questo i social hanno avuto e hanno un’importanza di rilevo nelle attività di tutti i giorni, ma sono comunque sostenuti da attività di comunicazione off line, come partecipazioni a fiere, mostre mercato, attività di workshop.</p>
<h2><strong>Dopo un anno di attività, a quanto ammonta il vostro fatturato?</strong></h2>
<p>Siamo molto soddisfatti dai risultati ottenuti e soprattutto del trend in continua crescita. Guardando i numeri in questo anno abbiamo evaso circa 1500 ordini. Gli utenti attivi, ovvero quelli che hanno effettuato almeno un ordine sul nostro sito sono più di 800 e di questi, il 20% ha compiuto più di un acquisto. Sono stati venduti circa 730 kit – il campionario composto da piccoli tagli dei diversi tipi di tessuti offerti, utile da consultare prima di iniziare un progetto. Per quanto riguarda la produzione, abbiamo finora stampato circa 4000 metri lineari di tessuto per la maggior parte dei casi (il 90%) con grafiche personalizzate fornite dall’utente. <img class="aligncenter wp-image-10099 size-large" src="http://ventiblog.com/wp-content/uploads/2016/10/MG_2142-1024x719.jpg" alt="thecoloursoup 2 " width="750" height="527" srcset="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2016/10/MG_2142-1024x719.jpg 1024w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2016/10/MG_2142-300x211.jpg 300w" sizes="(max-width: 750px) 100vw, 750px" /> La community creata da THECOLORSOUP non si limita solo agli utenti italiani, che rimangono comunque i principali clienti, ma tocca mercati quali Spagna, Germania, Francia e Svizzera. Visto il successo che la start-up sta riscontrando, l’obiettivo di medio termine è sicuramente quello di proseguire il processo di internazionalizzazione della piattaforma, puntando a diventare un vero e proprio punto di riferimento anche per i clienti esteri. Elena ci svela infatti che tra non molto il sito sarà consultabile anche in lingua inglese, così da agevolare e velocizzare lo sviluppo del mercato europeo.</p>
<h2><strong>L&#8217;ecosostenibilità è una caratteristica fondamentale di <em>THECOLORSOUP</em>. In che modo vengono stampati i tessuti?</strong></h2>
<p><em>THECOLORSOUP</em> utilizza una tecnologia di stampa digitale diretta e sublimatica a seconda del progetto, avvalendosi dei migliori colori del mercato. Facendo parte del Gruppo Miroglio, abbiamo alla base il know-how e il parco macchine di ultima generazione della realtà che compongono il gruppo. I processi produttivi sono Made in Italy e vantano un alto livello di sostenibilità ambientale salvaguardando il risparmio d’acqua, obiettivo chiave degli investimenti tecnologici del Gruppo nel settore del printing.   <strong>Creatività, innovazione ed ecosostenibilità</strong>: sono queste le chiavi del successo di <em>THECOLORSOUP</em>.</p>
<p><figure id="attachment_10111" aria-describedby="caption-attachment-10111" style="width: 666px" class="wp-caption aligncenter"><img class="wp-image-10111 size-large" src="http://ventiblog.com/wp-content/uploads/2016/10/MG_1834-666x1024.jpg" alt="Gli ideatori di Thecoloursoup" width="666" height="1024" srcset="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2016/10/MG_1834-666x1024.jpg 666w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2016/10/MG_1834-195x300.jpg 195w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2016/10/MG_1834-300x461.jpg 300w" sizes="(max-width: 666px) 100vw, 666px" /><figcaption id="caption-attachment-10111" class="wp-caption-text">Gli ideatori di THECOLORSOUP</figcaption></figure></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com/thecolorsoup-quando-la-creativita-si-sposa-con-innovazione-ed-ecosostenibilita/">THECOLORSOUP: quando la creatività si sposa con innovazione ed ecosostenibilità</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com">Venti Blog</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ventiblog.com/thecolorsoup-quando-la-creativita-si-sposa-con-innovazione-ed-ecosostenibilita/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>I DROMEDARI DI SANTO: 700 CHILI DI BONTA’</title>
		<link>https://ventiblog.com/i-dromedari-di-santo-700-chili-di-bonta/</link>
					<comments>https://ventiblog.com/i-dromedari-di-santo-700-chili-di-bonta/?noamp=mobile#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elvira Scarnati]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Sep 2014 12:28:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[STARTUP]]></category>
		<category><![CDATA[VENTI NEWS]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[imprenditorialità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://ventiblog.com/?p=2083</guid>

					<description><![CDATA[<p>I dromedari sono tra gli animali esotici che nel nostro immaginario appartengono a un mondo lontano, affascinante e molto diverso dal nostro: l’Oriente. Ma è così, appunto, solo nel nostro immaginario, perché nella realtà i dromedari sono molto più vicini a noi di quanto possiamo pensare. Qualche settimana fa, per caso, abbiamo scoperto Carmen, Jamila e Mustafà, tre dromedari che si aggirano beatamente sulle pendici dell’Etna. I dromedari in Italia e Sicilia non sono una novità: già presenti nella nostra [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com/i-dromedari-di-santo-700-chili-di-bonta/">I DROMEDARI DI SANTO: 700 CHILI DI BONTA’</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com">Venti Blog</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">
<p><a href="http://ventiblog.com/wp-content/uploads/2014/09/image144.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2084" src="http://ventiblog.com/wp-content/uploads/2014/09/image144.jpg" alt="image" width="600" height="316" srcset="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2014/09/image144.jpg 600w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2014/09/image144-300x158.jpg 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a></p>
<p>I dromedari sono tra gli animali esotici che nel nostro immaginario appartengono a un mondo lontano, affascinante e molto diverso dal nostro: l’Oriente. Ma è così, appunto, solo nel nostro immaginario, perché nella realtà i dromedari sono molto più vicini a noi di quanto possiamo pensare.</p>
<p>Qualche settimana fa, per caso, abbiamo scoperto <strong>Carmen, Jamila e Mustafà</strong>, tre dromedari che si aggirano beatamente sulle pendici dell’Etna.</p>
<p>I dromedari in Italia e Sicilia non sono una novità: già presenti nella nostra penisola in epoca romana, si aggiravano in Sicilia anche nel Medioevo, durante la dominazione musulmana; e la loro presenza è ricordata anche dalla festa messinese “du Camiddu”, che si svolge ogni agosto.<br />
Carmen, Jamila e Mustafà appartengono a <strong>Santo Fragalà</strong>, talentuoso venticinquenne di Messina, veterinario e docente di Fisiologia Equina, che da qualche mese ha avviato un’attività molto particolare ed innovativa, (ri)portando i dromedari in Sicilia.</p>
<p>Santo ha aperto <strong>Gjmàla</strong>, azienda che si occupa della produzione di prodotti caseari e cosmetici a base di latte di dromedario, e che oggi è il secondo allevamento di dromedari in Europa (il primo si trova in Olanda).</p>
<p>Famoso fin dall’antichità, il latte del dromedario è il cosiddetto “<strong>oro bianco del deserto</strong>”, nel quale probabilmente si immergeva Cleopatra per i suoi bagni di bellezza. Ricco di nutrimenti, calcio e vitamine, è un latte leggero e nutriente consigliato per i bambini affetti da intolleranze al latte vaccino e per questo assimilato al latte di asina, dal quale però si distingue per la quantità prodotta al giorno – un dromedario può produrre in media 10 litri di latte al giorno, contro il litro scarso dell’asina – e per il prezzo – circa 6 euro a litro, contro i 12 euro al litro del latte d’asina.<br />
Ho contattato Santo per e-mail e lui, in modo divertente e allegro, mi ha raccontato della sua azienda e dei suoi tre dromedari da “700 kg di bontà”, facendomi sorridere anche quando, scherzando, mi ha corretto sul nome di Jamila (da me erroneamente chiamata Jasmine).</p>
<p><strong>Innanzitutto, cosa significa il nome “Gjmàla”?<br />
</strong>Il nome Gjmàla non è altro che la versione fonetica del termine arabo per indicare Dromedario.</p>
<p><strong>Com’è nata l’idea dell’azienda?</strong><br />
L’idea dell’azienda forse nasce direttamente dal mio patrimonio genetico. Il mio cognome Fragalá appartiene alla dominazione araba in Sicilia, nonostante io abbia tratti somatici prettamente normanni, e significa gioia di Allah. Più in particolar modo, ho un dottorato di ricerca all’università di Messina in Fisiologia Equina e, mentre stavo svolgendo uno studio sulle proprietà del latte di diverse specie, mi sono imbattuto in un articolo della FAO che parlava del latte di dromedario. Questa è stata la scintilla che ha scatenato la voglia di poter fare un allevamento in Sicilia.</p>
<p><strong>Quanto tempo è stato necessario per avviarlo?<br />
</strong>Tanto, tanto tanto… Due anni di preparativi, di disbrigo pratiche, di autorizzazioni e ancora ce ne vogliono!</p>
<p><strong>È stato complesso?</strong><br />
Abbastanza, soprattutto perché la burocrazia italiana ha tempi biblici. E inoltre quando ci si trova di fronte a qualcosa di nuovo è più facile sbarrare le porte che assumersi delle responsabilità.</p>
<p><strong>Gestire i dromedari immagino non sia proprio semplice (e usuale)…cosa prevede?<br />
</strong>Considera che sono animali che possono arrivare a 700 kg di peso, possono scalciare e mordere. Dunque bisogna avere attenzione e dimestichezza. Io però dico che i miei sono 700 kg di bontà! La loro gestione prevede comunque una buona alimentazione, un controllo sanitario di routine, e poi la pulizia del mantello e la pulizia costante dei luoghi dove loro alloggiano, quest’ultima resa più facile per la presenza di deiezioni abbastanza compatte e poco voluminose.</p>
<p><strong>Come ti sei organizzato?<br />
</strong>Per adesso l’azienda ha una conduzione familiare, ma non nego la volontà di allargare il tutto. Gestione e protocolli alimentari e medici li controllo io, alla fine è il mio mestiere, mentre la pulizia viene eseguita da altri componenti della mia famiglia!</p>
<p><strong>Oltre a Carmen, Jasmine e Mustafá intendi (presto) prendere qualche altro dromedario?<br />
</strong>Come tutti fai lo stesso errore – ride di gusto (ndr.) – non è’ Jasmine ma Jamila, significa bella in arabo. Infatti è la più bella del trio, è l’unica a manto bianco!<br />
Qui rido anch’io, un po’ per l’imbarazzo, un po’ per la simpatia di Santo (ndr.)</p>
<p><figure id="attachment_2085" aria-describedby="caption-attachment-2085" style="width: 580px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://ventiblog.com/wp-content/uploads/2014/09/image145.jpg"><img class="wp-image-2085 size-full" src="http://ventiblog.com/wp-content/uploads/2014/09/image145.jpg" alt="Foto tratta dalla pagina Facebook di Gjmàla" width="580" height="416" srcset="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2014/09/image145.jpg 580w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2014/09/image145-300x215.jpg 300w" sizes="(max-width: 580px) 100vw, 580px" /></a><figcaption id="caption-attachment-2085" class="wp-caption-text">Foto tratta dalla pagina Facebook di Gjmàla</figcaption></figure></p>
<p>Comunque sì, proprio in questi giorni siamo in trattative per acquistarne altri.</p>
<p><strong>Chi viene a visitare Gjmàla cosa trova?<br />
</strong>Da me vengono a visitare l’azienda, famiglie e gruppi organizzati. Questi ultimi svolgono un percorso didattico allo scopo di conoscere e valorizzare il latte di dromedario, ma anche imparare il rispetto per la natura e gli animali!</p>
<p><strong>Si possono vedere gli animali e l’attività produttiva?<br />
</strong>Certo, gli animali sono sempre visibili. Inoltre l’azienda nasce all’interno del mio quartier generale, dove ci sono gli uffici dei miei marchi e il mio giardino zoologico privato. Di conseguenza, su richiesta è possibile vedere altri animali, mentre l’attività produttiva non è sempre visibile, dipende dai periodi di mungitura! Inoltre la trasformazione del nostro latte avviene in laboratori esterni all’azienda che lavorano per noi. In determinate occasioni, con la disponibilità dei gruppi, organizziamo dei percorsi anche all’interno di questi laboratori.</p>
<p><strong>Qual è il canale distributivo? I prodotti sono acquistabili solo presso l’azienda o anche in qualche negozio o shop online?<br />
</strong>I prodotti possono essere acquistati in azienda, sull’e-commerce, oppure in negozi che, dopo aver dato la loro richiesta, sono stati valutati da noi. Il nostro è un prodotto di nicchia, cerchiamo dunque boutique che abbiano un loro charme e che valorizzino ancora di più il nostro prodotto.</p>
<p><strong>Al momento alcuni prodotti sono importati dall’allevamento olandese. Cosa riesci a produrre già in proprio?<br />
</strong>In mancanza di latte nostro, noi importiamo solo del latte grazie ad una linea diretta con l’azienda olandese. Considera che siamo una start-up, di conseguenza non possiamo avere una produzione elevata e costante tutto l’anno, spero in futuro sì! Tutti i trasformati, ovvero dolci e cosmetici, già sono prodotti da noi, seguendo alcuni dettami della tradizione siciliana.</p>
<p><strong>Quali altri prodotti prevedi di offrire nel futuro?<br />
</strong>Segreto… Aspetta dicembre e lo vedrai!!</p>
<p><strong>Il mercato del latte di dromedario è ancora una nicchia in Europa che però tende ad ampliarsi (mi viene in mente la recente apertura agli Emirati Arabi da parte dell’UE). Com’è il mercato in Italia?<br />
</strong>La mia azienda nasce come un’azienda che vuole produrre ma soprattutto promuovere il latte di dromedario. Il latte di dromedario in Italia ha un mercato ancora poco fertile, considerato anche il fatto che il dromedario appartiene a un immaginario collettivo che non lo classifica come animale da reddito ma da circo! Entra nella testa della gente, che storce il naso ancor prima, dico, non di assaggiare ma di vedere! Per adesso comunque ti posso dire che ci stiamo facendo conoscere.</p>
<p><strong>Dove vendi principalmente i tuoi prodotti?<br />
</strong>I miei prodotti vengono venduti ovunque, sia per curiosità che per vero interesse culinario o cosmetico. Ovviamente gli stranieri acquistano di più!</p>
<p><strong>Quali sono i progetti futuri di Gjmàla?<br />
</strong>Tanti progetti… Ma non si dicono, sono uno scaramantico!!!</p>
<p>Allora nell’attesa di scoprirli, IN BOCCA AL LUPO!!</p>
<p><figure id="attachment_2086" aria-describedby="caption-attachment-2086" style="width: 580px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://ventiblog.com/wp-content/uploads/2014/09/image146.jpg"><img class="size-full wp-image-2086" src="http://ventiblog.com/wp-content/uploads/2014/09/image146.jpg" alt="Foto tratta dalla pagina Facebook di Gjmàla" width="580" height="385" srcset="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2014/09/image146.jpg 580w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2014/09/image146-300x199.jpg 300w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2014/09/image146-360x240.jpg 360w" sizes="(max-width: 580px) 100vw, 580px" /></a><figcaption id="caption-attachment-2086" class="wp-caption-text">Foto tratta dalla pagina Facebook di Gjmàla</figcaption></figure></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com/i-dromedari-di-santo-700-chili-di-bonta/">I DROMEDARI DI SANTO: 700 CHILI DI BONTA’</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com">Venti Blog</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ventiblog.com/i-dromedari-di-santo-700-chili-di-bonta/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>“MY MOM’S CLOTHES” – TRE RAGAZZE, MILLE IDEE, COLORI E PASSIONI CHE SI DIFFONDONO</title>
		<link>https://ventiblog.com/my-moms-clothes-tre-ragazze-mille-idee-colori-e-passioni-che-si-diffondono/</link>
					<comments>https://ventiblog.com/my-moms-clothes-tre-ragazze-mille-idee-colori-e-passioni-che-si-diffondono/?noamp=mobile#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elvira Scarnati]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Sep 2014 12:39:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[STARTUP]]></category>
		<category><![CDATA[VENTI NEWS]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[imprenditorialità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://ventiblog.com/?p=1962</guid>

					<description><![CDATA[<p>NOME: MY MOM’S CLOTHES CHI SONO: SAMANTHA DI MODICA (SAM), “La mano che disegna” ELISABETTA MAZZUCA (BETTA), “La mano che cuce” ALESSANDRA PETRAMALA (ALE), “La mano che incolla” DOVE TROVARLE: COSENZA, in Via Bari 5 ONLINE: qui! Tutte le ragazze di ogni tempo e luogo, da piccole (ma, ammettiamolo, anche da grandi) hanno spulciato nell’armadio della mamma in cerca di capi e accessori da indossare e mixare. E proprio da questo semplice gesto è nato My Mom’s Clothes, un mondo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com/my-moms-clothes-tre-ragazze-mille-idee-colori-e-passioni-che-si-diffondono/">“MY MOM’S CLOTHES” – TRE RAGAZZE, MILLE IDEE, COLORI E PASSIONI CHE SI DIFFONDONO</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com">Venti Blog</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><strong>NOME:</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>MY MOM’S CLOTHES</strong></p>
<p><strong>CHI SONO: </strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>SAMANTHA DI MODICA</strong> (SAM), <em>“La mano che disegna”</em></p>
<p style="text-align: center;"><strong>ELISABETTA MAZZUCA</strong> (BETTA), <em>“La mano che cuce”</em></p>
<p style="text-align: center;"><strong>ALESSANDRA PETRAMALA</strong> (ALE), <em>“La mano che incolla”</em></p>
<p><strong>DOVE TROVARLE:</strong></p>
<p style="text-align: center;">COSENZA, in Via Bari 5<br />
ONLINE: <a href="http://mymomsclothes.com/">qui</a>!</p>
<p style="text-align: justify;">Tutte le ragazze di ogni tempo e luogo, da piccole (ma, ammettiamolo, anche da grandi) hanno spulciato nell’armadio della mamma in cerca di capi e accessori da indossare e mixare. E proprio da questo semplice gesto è nato <em>My Mom’s Clothes</em>, un mondo frizzante, allegro, ricco di sogni ed emozioni, in cui moda e arte si incontrano.</p>
<p style="text-align: justify;">Abbiamo sentito Betta, Ale e Sam per telefono e, con una chiacchierata, ci hanno raccontato la loro storia e il loro progetto. Sono un vulcano di idee e passione e il brio e l’entusiasmo che trasmettono è arrivato anche nella nostra redazione, al di là della cornetta.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>My Mom’s Clothes</em> è nato nel 2008, inizialmente per gioco, sotto forma di blog, in cui Sam e Ale creavano i loro outfits con i vestiti presi dagli armadi delle loro mamme. Poi, man mano, il progetto si è evoluto ed è cresciuto. Non solo si è aggiunta Betta, ma hanno iniziato a produrre le prime magliette con le stampe e i disegni realizzati a mano, suscitando interesse e tanto entusiasmo tra amici e parenti. Oggi producono t-shirt, vestiti e accessori, tutto rigorosamente handmade; hanno un vivace laboratorio, un bellissimo sito web, da cui è possibile acquistare i capi tramite lo <a href="http://mymomsclothes.com/shop/collezione-spring-summer-2014/">shop online</a>, e vantano collaborazioni con locali e imprenditori della loro città ma anche, e soprattutto, con artisti, primo tra tutti, il maestro <strong>Vigliaturo</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"> <a href="https://20ventiblog.files.wordpress.com/2014/07/10529522_10204136976615536_1730092578_n.jpg"><img class="size-medium wp-image-1106 aligncenter" src="http://20ventiblog.files.wordpress.com/2014/07/10529522_10204136976615536_1730092578_n.jpg?w=300&amp;h=300" alt="10529522_10204136976615536_1730092578_n" width="300" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Betta, Ale e Sam sono tre ragazze con tanta voglia di mettersi in gioco. Ci hanno detto <em>“se non facciamo noi qualcosa per il nostro futuro, chi lo fa?</em>”. Ci piace definirle <strong><em>Wonder Women</em></strong>, si impegnano a capofitto nel progetto senza perdere la grinta (e due di loro sono anche delle super-mamme!).<br />
Si definiscono “<strong>creatività condivisa</strong>”, hanno una formazione professionale diversa ma accomunata, appunto, dall’amore per tutto ciò che è arte e creatività. <em>“Quando ci chiedono come ci suddividiamo il lavoro, rispondiamo che non abbiamo ruoli distinti, facciamo tutto insieme. Tra noi c’è una gran bella collaborazione. Certo, nel concreto, è ovvio che ognuna si concentra maggiormente su un processo</em> – Sam è “la mano che disegna”, Betta “la mano che cuce” e Ale “la mano che incolla” – <em>ma riusciamo ad avere sempre una visione unica; ed è questo uno dei nostri punti di forza. Poi ormai non siamo più solo amiche, è come se fossimo sorelle, abbiamo creato una vera e propria famiglia”</em>. Ed entrare in contatto con<em> My Mom’s</em> vuol dire entrare a far parte di questa giovane e vulcanica famiglia.</p>
<p style="text-align: justify;"> <a href="https://20ventiblog.files.wordpress.com/2014/07/10533779_10204136976695538_386030319_n.jpg"><img class="size-medium wp-image-1107 aligncenter" src="http://20ventiblog.files.wordpress.com/2014/07/10533779_10204136976695538_386030319_n.jpg?w=300&amp;h=300" alt="10533779_10204136976695538_386030319_n" width="300" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">La parola d’ordine è <strong>handmade</strong>. Le t-shirt, i vestiti, le felpe e le borse, sono tutti realizzati a mano da loro. <em>“Curiamo tutto da sole, tanto che spesso ci dicono “voi siete pazze!”. E i capi non sono la sola cosa fatta mano, anche il laboratorio si può dire che è stato realizzato “handmade” da noi! Abbiamo pitturato pareti, cornici, specchi…ormai ci prendiamo in giro da sole! </em>Ridono (ndr.)<em> Anche il nostro primo catalogo, per il poco tempo a disposizione, lo abbiamo creato da sole… <strong>Interniamo tutto: dall’ideazione dei capi alle foto sul blog!</strong>”.<br />
</em><br />
Sul sito internet, che è il principale canale di distribuzione, si trovano capi e accessori, per uomo e donna, ma nel loro store/laboratorio è da poco disponibile anche la collezione baby.<br />
“<em>Nella creazione dei capi ci lasciamo ispirare dall’intera realtà che ci circonda. Poi tutte e tre amiamo l’estate e i viaggi, e appena possiamo scappiamo al mare per prendere ispirazione…poi, quando qualcosa ci colpisce, la appuntiamo sulla nostra mitica bacheca in laboratorio.”<br />
</em>Palme, frange, fiori, ghirigori e tanti colori sono gli elementi principali della loro ultima collezione estiva, che trasmette in pieno la voglia d’estate.</p>
<p style="text-align: justify;"> <a href="https://20ventiblog.files.wordpress.com/2014/07/10551953_10204136976895543_708568047_n.jpg"><img class="size-medium wp-image-1110 aligncenter" src="http://20ventiblog.files.wordpress.com/2014/07/10551953_10204136976895543_708568047_n.jpg?w=300&amp;h=300" alt="10551953_10204136976895543_708568047_n" width="300" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Al momento le abbiamo trovate indaffarate nell’ultimazione della collezione s/s 2015 (la f/w 2014 è già pronta) e nella creazione di magliette per l’inaugurazione di un noto locale della costa tirrenica cosentina.</p>
<p style="text-align: justify;">Importante è stata la collaborazione con l’artista <strong>Silvio Vigliaturo</strong>, realizzando un connubio perfetto tra arte e moda. Tramite un network di conoscenze comuni – l’imprenditore acrese Pierpaolo Mustica ha creato i presupposti per la collaborazione – Vigliaturo ha scelto di realizzare per <em>My Mom’s </em>tre opere, disegnate poi a mano su magliette e vestiti, con una tiratura limitata di 25 pezzi per opera, che si possono ottenere solo su ordinazione tramite lo shop online.<br />
“<em>Noi siamo contentissime di aver potuto lavorare con lui. Il maestro Vigliaturo ha creduto in noi fin da subito, si è fidato ciecamente, e alla serata di presentazione della collezione <strong>ha definito My Mom’s “pop art che cammina”</strong>. </em>La moda diventa quindi arte che si indossa, <em>“si fa promotrice di cultura e conoscenza, mirando a sensibilizzare il pubblico verso l’arte e l’artigianalità”. </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em> <a href="https://20ventiblog.files.wordpress.com/2014/07/10544950_10204136982095673_516503800_n.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1109" src="http://20ventiblog.files.wordpress.com/2014/07/10544950_10204136982095673_516503800_n.jpg?w=300&amp;h=300" alt="10544950_10204136982095673_516503800_n" width="300" height="300" /></a> <a href="https://20ventiblog.files.wordpress.com/2014/07/10551982_10204136982135674_82209351_n.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1111" src="http://20ventiblog.files.wordpress.com/2014/07/10551982_10204136982135674_82209351_n.jpg?w=300&amp;h=200" alt="10551982_10204136982135674_82209351_n" width="300" height="200" /></a><br />
</em></p>
<p style="text-align: justify;">Ale, Betta e Sam di progetti futuri ne hanno tanti e ci hanno dato solo un assaggio delle mille idee che hanno appuntato in testa e sulla bacheca del loro laboratorio. Intanto vogliono crescere e farsi conoscere, <strong>puntando su pezzi unici, di qualità e personalizzabili</strong>, per mostrare al mondo che noi ventenni, anche restando al sud, possiamo realizzare i nostri sogni, creare il nostro futuro e trasmettere ottimismo e grinta agli altri. L’importante è impegnarsi, credere nelle proprie idee e distinguersi, come <em>My Mom’s Clothes, </em>che in tre aggettivi è“<strong><em>originalità, passione e, ovviamente, handmade</em></strong><em>”.</em></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com/my-moms-clothes-tre-ragazze-mille-idee-colori-e-passioni-che-si-diffondono/">“MY MOM’S CLOTHES” – TRE RAGAZZE, MILLE IDEE, COLORI E PASSIONI CHE SI DIFFONDONO</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com">Venti Blog</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ventiblog.com/my-moms-clothes-tre-ragazze-mille-idee-colori-e-passioni-che-si-diffondono/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>IL GIARDINO DEI TALENTI</title>
		<link>https://ventiblog.com/il-giardino-dei-talenti/</link>
					<comments>https://ventiblog.com/il-giardino-dei-talenti/?noamp=mobile#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giovanna Cataldo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Sep 2014 11:55:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[STARTUP]]></category>
		<category><![CDATA[VENTI NEWS]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[imprenditorialità]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://ventiblog.com/?p=1943</guid>

					<description><![CDATA[<p>Di Giovanna Cataldo È finito il tempo dei liberi professionisti che lavorano solitari nei loro studi, degli imprenditori che lavorano inesorabilmente negli scantinati o nel garage di casa. La nostra società sta cambiando e la nuova parola d’ordine è “condivisione”. Il cambiamento è volto a catturare il valore aggiunto generato dall’interazione tra individui, che possono lavorare nello stesso settore, ma anche in settori contigui. Molte aziende hanno anticipato i tempi iniziando a sfruttare paradigmi di Open Innovation per creare nuovi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com/il-giardino-dei-talenti/">IL GIARDINO DEI TALENTI</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com">Venti Blog</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">Di <a title="GIOVANNA CATALDO" href="http://ventiblog.com/2014/05/giovanna-cataldo/">Giovanna Cataldo</a></p>
<p><a href="http://ventiblog.com/wp-content/uploads/2014/09/image66.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1944" src="http://ventiblog.com/wp-content/uploads/2014/09/image66-300x141.jpg" alt="image" width="300" height="141" srcset="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2014/09/image66-300x141.jpg 300w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2014/09/image66.jpg 600w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>È finito il tempo dei liberi professionisti che lavorano solitari nei loro studi, degli imprenditori che lavorano inesorabilmente negli scantinati o nel garage di casa. La nostra società sta cambiando e la nuova parola d’ordine è “<strong>condivisione</strong>”. Il cambiamento è volto a catturare il valore aggiunto generato dall’interazione tra individui, che possono lavorare nello stesso settore, ma anche in settori contigui. Molte aziende hanno anticipato i tempi iniziando a sfruttare paradigmi di Open Innovation per creare nuovi prodotti e nuovi servizi, e oggi sempre più liberi professionisti scelgono di localizzare la loro attività in spazi di Co-working, dove pagando delle quote mensili o annuali si può affittare una scrivania in uno spazio dotato di tutti gli apparati necessari. La filosofia di <strong>TAG (Talent Garden)</strong>è sulla stessa lunghezza d’onda: <strong>creare un ecosistema dove menti brillanti, ma diverse, non solo possano trovare un posto dove lavorare, ma possano anche fiorire insieme</strong>, competendo e arricchendosi allo stesso tempo.</p>
<p><a href="http://ventiblog.com/wp-content/uploads/2014/09/image67.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1945" src="http://ventiblog.com/wp-content/uploads/2014/09/image67-300x200.jpg" alt="image" width="300" height="200" srcset="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2014/09/image67-300x200.jpg 300w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2014/09/image67-360x240.jpg 360w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2014/09/image67.jpg 600w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
<p>Il progetto TAG parte a Brescia e si diffonde velocemente nel nord Italia: Bergamo, Milano, Torino. Oggi conta otto sedi in Italia, sparse dal Nord al Sud, e una all’estero, New York. Il modello di base è molto semplice: si parte dall’affitto di uno spazio in cui lavorare (il modello base di Co-working), però in più si punta a sfruttare quelle <a title="GLI EFFETTI DELLA RETE: IL CONCETTO DI ESTERNALITÀ DI RETE" href="http://ventiblog.com/2014/09/gli-effetti-della-rete-il-concetto-di-esternalita-di-rete/">esternalità</a> spontanee che si creano in un ambiente in cui sono immersi individui così diversi. Lo spazio fisico è pensato proprio favorire questi scambi: <strong>open space con scrivanie, areerelax con Xbox e biliardino</strong>, dove tra mobili ecocompatibili dal design e dalla qualità italiana, sembra davvero di trovarsi in un giardino. Il tutto mira a facilitare la condivisione di idee e progetti, e la nascita di collaborazioni tra i membri: è possibile che una start-up trovi in un altro membro il profilo perfetto per completare il proprio team. Per questo motivo per entrare nel giardino è necessario lavorare in un settore specifico(digital e comunicazione), o comunque in settori attigui. Il risultato è un ambiente fertileper le nuove idee,e dove l’innovazione è continua.<br />
Oggi TAG conta più di 400 talenti, divisi in Piccole e Medie Imprese, Start-up e liberi professionisti, che hanno voglia di condividere le proprie competenze e collaborare con gli altri. I founder e i mentor gestiscono gli spazi e mettono la loro esperienza al servizio della comunità. È possibile, attraverso il network offerto, trovare investitori per il proprio progetto. È proprio questo l’altro importante valore aggiunto dato ai membri della comunità: il <a title="QUANDO LA RETE E’ FATTA DA PERSONE" href="http://ventiblog.com/2014/09/quando-la-rete-e-fatta-da-persone/">network</a>. Chi accede, ad esempio, al TAG di Milano, automaticamente ha accesso agli altri TAG in giro per il mondo: più persone ne entrano a far parte, più le competenze sono diversificate, più aumenta il valore della comunità. In questo modo si riesce a facilitare l’espansione internazionale delle aziende, e si crea anche una rete locale di individui che facilita le iniziative imprenditoriali che partono sia dalle giovani imprese che da aziende più mature.</p>
<p>In conclusione, TAG è un progetto molto ambizioso e rischioso – partire da Brescia per poi espandersi in tutto il mondo – ma è anche un modello che funziona sia in un ambiente già ricco di iniziative, sia in ambienti in cui si deve partire da zero per la costruzione di un sistema più favorevole alle start-up. Da un lato, infatti, abbiamo città come New York e Milano, l’altra faccia della medaglia invece è Cosenza dove il numero di aziende che operano nell’innovazioneè indiscutibilmente esiguo.</p>
<p>Talent Garden, <strong>proprio come un grande giardino in cui le piante e i fiori sono diversi, ma crescono in armonia completandosi a vicenda</strong>.</p>
<p><a href="http://ventiblog.com/wp-content/uploads/2014/09/image68.jpg"><img class="alignleft wp-image-1946 size-thumbnail" src="http://ventiblog.com/wp-content/uploads/2014/09/image68-150x150.jpg" alt="image" width="150" height="150" srcset="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2014/09/image68-150x150.jpg 150w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2014/09/image68-100x100.jpg 100w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2014/09/image68-125x125.jpg 125w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></a><a href="http://ventiblog.com/wp-content/uploads/2014/09/image69.jpg"><img class="alignright wp-image-1947 size-thumbnail" src="http://ventiblog.com/wp-content/uploads/2014/09/image69-150x150.jpg" alt="image" width="150" height="150" srcset="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2014/09/image69-150x150.jpg 150w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2014/09/image69-300x300.jpg 300w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2014/09/image69-100x100.jpg 100w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2014/09/image69-125x125.jpg 125w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com/il-giardino-dei-talenti/">IL GIARDINO DEI TALENTI</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com">Venti Blog</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ventiblog.com/il-giardino-dei-talenti/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Francesca Del Sarto – “Auronia è la nuova galassia in cui la donna è protagonista, è la mia sfida continua”</title>
		<link>https://ventiblog.com/francesca-del-sarto-auronia-e-la-nuova-galassia-in-cui-la-donna-e-protagonista-e-la-mia-sfida-continua/</link>
					<comments>https://ventiblog.com/francesca-del-sarto-auronia-e-la-nuova-galassia-in-cui-la-donna-e-protagonista-e-la-mia-sfida-continua/?noamp=mobile#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elvira Scarnati]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Sep 2014 14:23:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[STARTUP]]></category>
		<category><![CDATA[VENTI NEWS]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[imprenditorialità]]></category>
		<category><![CDATA[startup]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://ventiblog.com/?p=1485</guid>

					<description><![CDATA[<p>vere un’idea, crederci fortemente, esserne presi totalmente e buttarsi a capofitto per realizzarla, questo è quello che capita quando si fa start-up, ed è quello che ci ha raccontato Francesca Del Sarto. Giovane torinese, con alle spalle 10 anni di carriera nel mondo del marketing, ad un certo punto della sua vita è stata completamente travolta da un’idea, un’intuizione coinvolgente che man mano l’ha portata a lasciare il lavoro per avverare il suo sogno e avviare il suo progetto, Auronia. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com/francesca-del-sarto-auronia-e-la-nuova-galassia-in-cui-la-donna-e-protagonista-e-la-mia-sfida-continua/">Francesca Del Sarto – “Auronia è la nuova galassia in cui la donna è protagonista, è la mia sfida continua”</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com">Venti Blog</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">
<p><span class="cb-dropcap-small">A</span>vere un’idea, crederci fortemente, esserne presi totalmente e buttarsi a capofitto per realizzarla, questo è quello che capita quando si fa start-up, ed è quello che ci ha raccontato Francesca Del Sarto. Giovane torinese, con alle spalle 10 anni di carriera nel mondo del marketing, ad un certo punto della sua vita è stata completamente travolta da un’idea, un’intuizione coinvolgente che man mano l’ha portata a lasciare il lavoro per avverare il suo sogno e avviare il suo progetto, <em>Auronia.</em><br />
<em><br />
</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Auronia </em>rappresenta un nuovo modo di vestirsi e di fare moda, un nuovo tipo di prêt-à-porter, che punta sull’essenza delle persone, i loro desideri, i sentimenti e la voglia di essere protagonisti, tramite la personalizzazione delle t-shirt con l’uso di<em><a href="http://20ventiblog.files.wordpress.com/2014/05/sconosciuto.jpeg"><img class="alignright wp-image-450" src="http://20ventiblog.files.wordpress.com/2014/05/sconosciuto.jpeg?w=289&amp;h=176" alt="sconosciuto" width="289" height="176" /></a></em> fotografie.</p>
<p style="text-align: justify;">Tramite il solo store online (non esiste, infatti, un negozio) è possibile caricare la propria foto, scegliere le fantasie e avviare il processo di co-creazione insieme ai fashion designer.</p>
<p style="text-align: justify;">Abbiamo incontrato Francesca al <em>La</em> <em><a href="http://20ventiblog.wordpress.com/portfolio/nuvola-rosa-women-power/">Nuvola Rosa</a> – </em>evento socio culturale sul rapporto tra le donne e la tecnologia, svoltosi a Roma dal 22 al 24 aprile – dove Francesca ha presentato la sua start-up.<br />
Quando parla, fin dalle prime parole, si avverte il grande e coinvolgente entusiasmo che nutre per la sua idea.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Innanzitutto, spiegaci: cos’è e cosa vuol dire il nome <em>Auronia</em>?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>&lt;&lt;Auronia </em>è un nuovo mondo, una nuova galassia, dove le persone possono essere diverse e completamente protagoniste. E’ un pianeta con regole diverse.<br />
Il nome <em>Auronia </em>è evocativo di un mondo parallelo rispetto a quello della moda tradizionale, un mondo in cui ogni donna partecipa alla creazione del capo d’abbigliamento, partendo dalla lavorazione della foto e dell’immagine. Sono proprio i ricordi e le emozioni legate alle foto che rendono i capi di <em>Auronia </em>diversi dagli altri. &gt;&gt;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Parlando della storia di <em>Auronia:</em> è un brand nato nel 2013, ma frutto dei pensieri e delle osservazioni avuti nel corso degli anni, complici l’interesse personale per la moda e la professione nel marketing. Ma com’è nata effettivamente? </strong></p>
<p style="text-align: justify;">&lt;&lt;Si, <em>Auronia</em> non è stata solo un’illuminazione: è nata a seguito del mio percorso personale, il mio amore per la moda e le novità (sono sempre stata amante dello shopping e man mano che i miei gusti si sono affinati non desideravo più capi uguali agli altri, volevo qualcosa che avesse la mia impronta), ma anche grazie al il mio percorso professionale, che mi ha aiutato a mettere le basi all’dea.<br />
Una volta avuta l’idea, infatti, è come se non esistesse nient’altro di meglio al mondo, se ne diventa follemente innamorati, e guai a chi ha da ridirne! Ma bisogna avere poi la lucidità di concretizzarla e renderla operativa. Ho iniziato a fare ricerche e a valutarne la fattibilità, per capire se effettivamente potesse essere produttiva ed economica al punto giusto.&gt;&gt;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Hai quindi avviato la tua start-up che, voglio ricordare, </strong><strong>collabora stabilmente con lo IED di Torino e</strong><strong> fa parte delle</strong><strong> aziende seguite da Treatabit, sezione dedicata ai progetti digitali di I3P (Incubatore Imprese Innovative del Politecnico di Torino)…</strong></p>
<p style="text-align: justify;">&lt;&lt; Si, una volta compreso che il progetto potesse essere fattibile ed economico, mi sono lanciata ed ho iniziato a partecipare a fiere, convegni, in Italia ed all’estero, per fare ricerche, prendere contatti, fare network.<br />
Bisogna sottolineare che tutto il motore dietro la start-up è lo stesso start-upper, la stessa persona! La start-up puoi alimentarla solo tu! Quindi il salto va fatto. Io mi sono buttata, sarà stata anche l’incoscienza, non so…mi sono lanciata nonostante la mia timidezza. I limiti personali devono essere superati. Quindi ho iniziato a investire denaro, a fare test di prodotto e di mercato, a cercare contatti, a scegliere i fornitori… Anche qui l’impegno e l’impronta personale sono importanti: bisogna convincere, porre l’idea in modo giusto, intrigante, mostrare opportunità di business futuri, trasmettere entusiasmo e potenzialità. &gt;&gt;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E bisogna saper cogliere le occasioni…</strong></p>
<p style="text-align: justify;">&lt;&lt; Assolutamente si! E non esiste se un giorno si è stanchi, se non si ha dormito la notte…, l’occasione è quella e bisogna sempre fare del proprio meglio. Certo, è impegnativo ma sfidante! A dir la verità, all’inizio l’approccio è stato difficile, ma man mano che la mia idea diventava realtà e vedevo che alle persone con cui mi ponevo – e di cui, forse, all’inizio, avevo anche un po’ “paura” – riuscivo a trasmettere entusiasmo o riuscivo a convincerli, o solo incuriosirli, beh, questo a me dava entusiasmo per mille! Si crea un ciclo che si autoalimenta, un dare – avere. Ma quando dai, l’avere vale per dieci! Quindi, nonostante le difficoltà iniziali e le porte sbattute in faccia, bisogna fare il primo passo. Poi, pian piano le cose arrivano. &gt;&gt;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Come dici tu stessa, ti sei innamorata della tua idea, non riuscivi a pensare ad altro, così hai lasciato 10 anni di carriera ed hai investito tutto nel tuo progetto. Tu per <em>Auronia </em>ti sei veramente messa in gioco! Daresti lo stesso consiglio? A chi ha un’idea ma è ancora titubante sul puntare tutto e provarci, che diresti?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://20ventiblog.files.wordpress.com/2014/05/capricci-tshirt-distese.jpg"><img class="alignleft wp-image-442 size-medium" src="http://20ventiblog.files.wordpress.com/2014/05/capricci-tshirt-distese.jpg?w=300&amp;h=196" alt="CAPRICCI-tshirt-distese" width="300" height="196" /></a> </strong></p>
<p style="text-align: justify;">&lt;&lt;Ah si, caspita, ho davvero puntato tutto! Si, darei certamente lo stesso consiglio. Credo che bisogna, in qualche modo, mettersi in gioco, capire almeno se ne vale la pena. Quando si “accende la lampadina” ormai è fatta…se si accende sei spacciato! Non puoi ignorarla, perché poi avresti una vita d’inferno, la ricorderesti ogni secondo! Certo bisogna valutare per bene anche le motivazioni alla base dell’essere titubanti, bisogna valutare i limiti dell’idea e quanta voglia si ha di realizzarla. In ogni caso, sono dell’opinione che se si hanno dei dubbi bisogna toglierseli e rischiare, quando si può. Ci sono momenti della vita in cui si hanno tante responsabilità, come la famiglia, per cui uno non se la sente di fare quel passo, invece quando si è più giovani, e non si hanno quei tipi di legami, si può provare con più serenità.</p>
<p style="text-align: justify;">Altrimenti, prima o poi, ci si ritrova con la mente e col cuore sempre lì, si hanno rimpianti e magari nel frattempo qualcun altro ha portato avanti la stessa idea. Bisogna cogliere le occasioni e superare le titubanze.&gt;&gt;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Vuoi dare qualche consiglio pratico a chi volesse creare una start-up sulla propria idea?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">&lt;&lt; Prima di fare il passo bisogna parlare, non solo con amici e persone di fiducia che possano motivare o dare consigli, bisogna parlare con chi ha la professionalità adeguata, con elementi istituzionali, incubatori e venture capitalists. E’ importante avere l’opportunità di essere seguiti da chi ha fondi e professionalità. I venture capitalist, soprattutto, hanno enormi capacità di capire le opportunità future in modo rapido, sono abituati a gestire il nuovo. Aiutano a comprendere se ci sono elementi di criticità nell’offerta ed eventualmente a trovare soluzioni alternative. Questi soggetti si possono facilmente trovare agli start-up days, agli start-up cups o agli MTVdigital days. Io ho partecipato all’evento <em>Gamma Donna</em> a Torino e lì ho potuto mostrare il mio progetto, avere riscontri e ottenere contatti. Ci sono davvero tante opportunità per trovare una conferma per le proprie idee.&gt;&gt;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Uno sguardo al passato ed uno al futuro: cosa pensi guardando la strada fatta e come vedi il futuro?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">&lt;&lt; Non tornerei più indietro! E’ stimolante, naturalmente, come esperienza professionale, ma anche come esperienza di vita. Poi, andrà come andrà. Ci sono tante start-up che partono, vanno bene ma poi non riescono a diventare azienda. Io in ogni caso ci ho provato e sono riuscita a catturare l’attenzione delle persone, quindi questo è già una grande soddisfazione. Certo è ovvio che l’intenzione è quella di creare qualcosa che abbia la sua nicchia di mercato. Proprio per com’è fatta, <em>Auronia</em> non sarà mai <em>mainstream,</em> è molto particolare, fa e farà sempre parte di una nicchia. Poi la nicchia può essere piccola o grande, e questa è la sfida: renderla quanto più possibile estesa.<br />
Il futuro quindi lo vedo sfidante: sempre più un crescere, un migliorare, un innovare. La spinta verso il futuro è molto laboriosa, ci sono molte cose da fare e c’è sempre bisogno di tutte le mie attenzioni. E’ una sfida continua, ma rende la vita bella e viva.&gt;&gt;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Venti </em></strong><strong>ti augura di continuare nel migliore dei modi e sempre con lo stesso entusiasmo questa sfida! Un grande in bocca al lupo a te e ad<em> Auronia!</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><br />
</strong>Per avere il vostro capo <em>Auronia</em> andate <a title="Auronia" href="http://www.auronia.it/" target="_blank" rel="noopener">qui</a>!</p>
<p>In più, <strong>in esclusiva solo per voi che leggete e seguite <em>Venti</em></strong><em>, Auronia </em>offre un buono per provare gratuitamente la grafica della t-shirt, senza il vincolo dell’acquisto. Poi, se volete, potrete naturalmente effettuare l’acquisto direttamente dal sito web di <em>Auronia</em>.<br />
Per ottenere il buono, <a href="https://www.facebook.com/pages/Venti/266196256885951?fref=ts" target="_blank" rel="noopener">seguiteci e scriveteci</a>!</p>
<p>Io ho già inviato la mia foto, questa è la stampa che sarà sulla mia t-shirt (che più mia di così non potrebbe essere)!<a href="http://20ventiblog.files.wordpress.com/2014/05/perpetual-rose-scarnati-elvira.jpg"><img class="wp-image-449 size-medium aligncenter" src="http://20ventiblog.files.wordpress.com/2014/05/perpetual-rose-scarnati-elvira.jpg?w=300&amp;h=300" alt="PERPETUAL-ROSE-Scarnati-Elvira" width="300" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://20ventiblog.files.wordpress.com/2014/05/cromoterapia-glidiola.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-443" src="http://20ventiblog.files.wordpress.com/2014/05/cromoterapia-glidiola.jpg?w=300&amp;h=300" alt="CROMOTERAPIA-Glidiola" width="300" height="300" /></a> <a href="http://20ventiblog.files.wordpress.com/2014/05/fusion-glidiola.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-444" src="http://20ventiblog.files.wordpress.com/2014/05/fusion-glidiola.jpg?w=300&amp;h=300" alt="FUSION-Glidiola" width="300" height="300" /></a> <a href="http://20ventiblog.files.wordpress.com/2014/05/kiss-me-glidiola.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-445" src="http://20ventiblog.files.wordpress.com/2014/05/kiss-me-glidiola.jpg?w=300&amp;h=300" alt="KISS-ME-Glidiola" width="300" height="300" /></a> <a href="http://20ventiblog.files.wordpress.com/2014/05/perpetual-rose-glidiola.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-448" src="http://20ventiblog.files.wordpress.com/2014/05/perpetual-rose-glidiola.jpg?w=300&amp;h=300" alt="PERPETUAL-ROSE-Glidiola" width="300" height="300" /></a></p>
<p><a href="http://20ventiblog.files.wordpress.com/2014/05/capricci-glidiola.jpg"><img class="wp-image-441 size-medium aligncenter" src="http://20ventiblog.files.wordpress.com/2014/05/capricci-glidiola.jpg?w=300&amp;h=300" alt="CAPRICCI-Glidiola" width="300" height="300" /></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com/francesca-del-sarto-auronia-e-la-nuova-galassia-in-cui-la-donna-e-protagonista-e-la-mia-sfida-continua/">Francesca Del Sarto – “Auronia è la nuova galassia in cui la donna è protagonista, è la mia sfida continua”</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com">Venti Blog</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ventiblog.com/francesca-del-sarto-auronia-e-la-nuova-galassia-in-cui-la-donna-e-protagonista-e-la-mia-sfida-continua/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Quando rischiare è un’impresa: storie imprenditoriali e intervista a Ciceroos</title>
		<link>https://ventiblog.com/quando-rischiare-e-unimpresa-storie-imprenditoriali/</link>
					<comments>https://ventiblog.com/quando-rischiare-e-unimpresa-storie-imprenditoriali/?noamp=mobile#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giovanna Cataldo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Sep 2014 14:17:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[STARTUP]]></category>
		<category><![CDATA[VENTI NEWS]]></category>
		<category><![CDATA[imprenditorialità]]></category>
		<category><![CDATA[startup]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://ventiblog.com/?p=1488</guid>

					<description><![CDATA[<p>Siamo tutti un po’ amanti del rischio: in amore, nella carriera e nelle scelte che riguardano la nostra vita. Ma la tipologia di individui certamente più propensa a rischiare è quella degli imprenditori. Fare impresa è puro rischio. Gli imprenditori mettono in gioco tutto quello che hanno, investono l’intera vita per realizzare la propria visione. Quanto conta la genetica? Quanto l’ambiente, nella formazione di questi individui? Entrambi i fattori hanno un peso considerevole, ma per riuscire nell’impresa, non basta avere una [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com/quando-rischiare-e-unimpresa-storie-imprenditoriali/">Quando rischiare è un’impresa: storie imprenditoriali e intervista a Ciceroos</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com">Venti Blog</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Siamo tutti un po’ amanti del rischio: in amore, nella carriera e nelle scelte che riguardano la nostra vita. Ma la tipologia di individui certamente più propensa a rischiare è quella degli imprenditori. <strong>Fare impresa è puro rischio</strong>. Gli imprenditori mettono in gioco tutto quello che hanno, investono l’intera vita per realizzare la propria visione. Quanto conta la genetica? Quanto <em>l’ambiente,</em> nella formazione di questi individui? Entrambi i fattori hanno un peso considerevole, ma per riuscire nell’impresa, non basta avere una buona formazione, bisogna saper cogliere e, soprattutto, creare le occasioni. Bisogna saper guardare oltre, verso i bisogni ancora latenti nell’<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Umanit%C3%A0">umanità</a>. Ci può essere un salto nel vuoto più rischioso?</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter wp-image-472 size-medium" src="http://20ventiblog.files.wordpress.com/2014/05/impr-jobs_giovane2.jpg?w=300&amp;h=243" alt="IMPR-jobs_giovane2" width="300" height="243" /></p>
<p style="text-align: justify;">Un esempio su tutti è <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Steve_Jobs">Steve Jobs</a>.</strong> Ha capito per primo che la tecnologia non è solo per tecnici. La tecnologia serve a semplificare la nostra vita. Steve ha sempre rischiato, qualche volta ha perso, però è riuscito a realizzare la sua visione e a impattare l’umanità. Tanto che oggi non potremmo immaginare le nostre vite senza la <a href="https://www.apple.com/it/"><em>Apple</em></a>.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter wp-image-476 size-medium" src="http://20ventiblog.files.wordpress.com/2014/05/imprsilicon-valley-asia.jpg?w=275&amp;h=300" alt="IMPRsilicon-valley-asia" width="275" height="300" /></p>
<p style="text-align: justify;">Un altro esempio di grande imprenditorialità è la storia di come è nata la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Silicon_Valley"><strong>Silicon Valley</strong></a>. Lasciare qualcosa di sicuro, il lavoro, una vita confortevole, per qualcosa d’incerto.</p>
<p><img class="aligncenter wp-image-473 size-medium" src="http://20ventiblog.files.wordpress.com/2014/05/imprciceroos_logo.jpg?w=300&amp;h=121" alt="IMPRciceroos_logo" width="300" height="121" /></p>
<p style="text-align: justify;">A volte però il rischio non sta nello scoprire luoghi nuovi, ma nel coraggio di tornare al proprio paese, per cercare di mettere in pratica quello che si è imparato altrove. È quello che ha fatto il salentino <a href="https://www.youtube.com/watch?v=A8KR-6UBb-s"><strong>Daniele Cassini</strong></a>, ideatore di <a href="http://www.ciceroos.it/"><strong>CicerOOs</strong></a>, insieme all’amico <strong>Daniele Viva</strong>, CEO dell’azienda. Nella Silicon Valley Cassini ha partecipato al prestigioso programma di scambio culturale <a href="http://www.fulbright.it/"><strong><em>Fulbright</em></strong></a><em>.</em>“Da questo programma si impara tutto – ci ha detto Cassini – come fare <a href="http://www.fundraising.it/">fundraising</a>, come fare marketing, come diventare uno start-upper. Ma, cosa più importante: Fulbright è un network pazzesco, utile nel momento in cui si decide di fare impresa. In America non importava quanto eri stanco, quanto avevi lavorato o studiato, dovevi partecipare agli eventi e portare a casa più contatti possibile”. E proprio lì, in Silicon Valley, è nata l’idea alla base della sua start-up: quante volte, mentre siamo in viaggio, vorremmo trovare consigli precisi su dove andare e cosa vedere? Internet non fornisce sempre risultati coerenti, allora entra in gioco CicerOOs, software che analizza e modifica i contenuti sui luoghi presenti su internet, per renderli facilmente ricercabili e utilizzabili.</p>
<p><img class="wp-image-474 size-full alignleft" src="http://20ventiblog.files.wordpress.com/2014/05/imprdaniele-cassini.jpg?w=1100" alt="IMPRdaniele-cassini" width="100" height="100" /></p>
<p style="text-align: justify;">Tornato in Puglia, Cassini fonda, insieme a Viva, la start-up. Il primo anno è stato prettamente “di preparazione”: lavorare per costruire il network, familiarizzare con l’ambiente universitario e regionale, studiare bandi e quant’altro. Ma replicare il modello californiano in Italia non è semplice,“le differenze ci sono – dice Cassini – l’America è un conto, poi c’è il resto del mondo. <strong>In Italia c’è soprattutto una questione culturale. </strong>Molto spesso quello che trattiene un giovane dal rischiare sono <strong>le aspettative</strong> che i genitori, o gli altri formano su di lui”. Altro problema è <strong>la carenza di Venture Capitalist e Business Angel</strong> che finanzino giovani talentuosi per l’avvio della propria impresa. Rendere l’Italia un paese più “start-up friendly” è uno degli obiettivi primari presenti nell’agenda del governo: bisogna semplificare le procedure burocratiche, rendere meno gravosa la tassazione e più efficiente la PA, affinché rispetti gli impegni assunti. Ma, nonostante tutte le difficoltà, Daniele rifarebbe tutto. “Pagherei per rifare tutto quello che ho fatto – dice – <strong>è come stare sulle montagne russe</strong>. Non ha prezzo venire da un posto così semplice ed essere invitati alla Rai, o firmare accordi con grandi aziende”.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone wp-image-475 size-medium" src="http://20ventiblog.files.wordpress.com/2014/05/imprhoteloos.png?w=300&amp;h=110" alt="IMPRhoteloos" width="300" height="110" /></p>
<p style="text-align: justify;">Di recente ha anche avviato un nuovo progetto, <a href="http://www.hoteloos.it/"><em>HotelOOs</em></a>, motore di ricerca che permette di trovare in una località l’hotel che meglio si abbina agli interessi dell’utente. Fare impresa, quindi, è già di per sé un rischio, e rischiare non è facile, soprattutto oggi che l’incertezza regna sovrana. Ma con coraggio, forza e perseveranza è possibile arrivare al successo. Certo ci vuole anche un po’ di fortuna, ma l’importante è mettersi in gioco, perché la fortuna siamo noi stessi a crearla.</p>
<p><a class="wpa-about" href="http://wordpress.com/about-these-ads/" rel="nofollow">Informazioni su questi ad</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com/quando-rischiare-e-unimpresa-storie-imprenditoriali/">Quando rischiare è un’impresa: storie imprenditoriali e intervista a Ciceroos</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com">Venti Blog</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ventiblog.com/quando-rischiare-e-unimpresa-storie-imprenditoriali/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
