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	<title>imprenditoria giovanile &#8211; Venti Blog</title>
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	<description>La voce dei Ventenni</description>
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		<title>Alla scoperta di ‘A lumachella con Lorenzo D’Amore</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maria Carmela Mandolfino]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jan 2025 06:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[VENTI NEWS]]></category>
		<category><![CDATA[a lumachella]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Chi lo dice che il tanto angosciante e inquieto Blue Monday non possa diventare un Green Monday? A rendere tutto più fresco, vivace, intrigante e soprattutto green in questo primo lunedì del 2025 dopo le “fatte feste” natalizie ci pensa il giovane imprenditore agricolo Lorenzo D’amore che ci invita a conoscere da vicino il suo progetto imprenditoriale di elicicoltura che ha chiamato ‘A Lumachella, per tener fede alle origini campane, in altre parole ci apre le porte nel suo  magnifico [&#8230;]</p>
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<p>Chi lo dice che il tanto angosciante e inquieto Blue Monday non possa diventare un Green Monday?</p>



<p>A rendere tutto più fresco, vivace, intrigante e soprattutto green in questo primo lunedì del 2025 dopo le “fatte feste” natalizie ci pensa il giovane imprenditore agricolo Lorenzo D’amore che ci invita a conoscere da vicino il suo progetto imprenditoriale di elicicoltura che ha chiamato ‘A Lumachella, per tener fede alle origini campane, in altre parole ci apre le porte nel suo  magnifico regno verde in cui alleva piccole e bavosissime chiocciole!</p>



<p>Lorenzo D’amore di origine napoletana ma ebolitano di adozione arriva ad un giro di boa della sua vita e decide di abbandonare il lavoro che svolgeva per dedicarsi completamente ad una nuova avventura, investendo tempo e danaro nella creazione di un progetto che aveva in mente già da tempo e che finalmente si decide a mettere in piedi, è così che tre anni fa nasce ad Eboli (SA) la sua azienda di elicicoltura. Nasce così un allevamento di chiocciole che inizia con l’ospitare circa 16.000 piccole lumache e che negli anni si sono più che triplicate. Lorenzo racconta che l’idea delle lumache nasce dalla voglia di creare una realtà nuova e non ancora esistente nella città e che ha solo pochi altri esempi nella provincia di Salerno, al contempo decide di investire in un circolo virtuoso che dia possibilità di sviluppare un progetto ecosostenibile, non inquinante, che non abbia alcun impatto ambientale e che soprattutto rispetta la tanto bramata “vita lenta”, tipica del sud Italia e del sud del mondo. Lorenzo prima di essere imprenditore ci tiene a precisare che è un agricoltore: il suo è un lavoro fisico che lo tiene a stretto contatto con la terra dove le lumachine per nascere e riprodursi hanno bisogno di un ambiente umido e curato. Il primo lavoro è quindi quello di coltivare il terreno a cavoli, biete o cicorie che sono immesse in delle vasche, utili a creare un ambiente circoscritto e particolarmente acquitrinoso. Le lumache che vivono in queste vasche vengono utilizzate per un duplice scopo: per la gastronomia e per l’estrazione della bava.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img width="682" height="1024" src="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2025/01/IMG-20241219-WA0012-682x1024.jpg" alt="" class="wp-image-35561" srcset="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2025/01/IMG-20241219-WA0012-682x1024.jpg 682w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2025/01/IMG-20241219-WA0012-200x300.jpg 200w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2025/01/IMG-20241219-WA0012-1023x1536.jpg 1023w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2025/01/IMG-20241219-WA0012-750x1126.jpg 750w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2025/01/IMG-20241219-WA0012.jpg 1066w" sizes="(max-width: 682px) 100vw, 682px" /></figure>



<p>La chiocciola finchè è giovane produce molta bava utile alla creazione di prodotti per la cosmesi. Le lumachine periodicamente vengono trasportate fino in Piemonte, precisamente nell’Istituto internazionale di elicicoltura di Cherasco, dove viene estratta la bava e con essa si da vita alla creazione di creme, after shower, DDcream e altri prodotti per la cosmesi con il brand ‘Alumaglow. Tutti i prodotti per la cosmesi fatti con la bava di lumaca possiedono elementi riccamente nutrienti per la pelle e per la rigenerazione delle cellule epiteliali. Lorenzo ci spiega anche che tutto il “viaggio” affrontato dalle chiocciole è “cruelty free” ovvero non viene usato nessun metodo invasivo o nocivo per la vita della lumaca, anche all’interno delle vasche non vengono usati additivi o pesticidi proprio per rispettare il processo naturale della vita delle lumache. Ovviamente la natura richiede dei tempi che sono ben più lenti di quelli artificiali, per questo bisogna avere molta cura e pazienza nella gestione del terreno che deve essere costantemente supervisionato e pulito per evitare l’intrusione di piccoli roditori selvatici che a volte rosicchiano e uccidono le lumachine.</p>



<p>Solo nel momento in cui le piccole ospiti iniziano ad invecchiare e non producono più la quantità di bava utile alla creazione di prodotti, vengono usate per il mondo della gastronomia. Anche in questo caso Lorenzo ha deciso di seguire il loro naturale processo di invecchiamento, senza forzature. Ecco che cosa vuol dire sposare lo stile di “vita lenta”, i frutti che vengono dalla terra sono buoni quando sono genuini, e per avere qualità devono maturare da soli, con il solo supporto umano, ma senza invasione di campo.</p>



<p>Lorenzo ha deciso con le sue “lumachelle” di investire in un progetto ecosostenibile e utile al rispetto della natura e dei piccoli animaletti, in tal modo ha dimostrato che con un po’ di coraggio e con le idee chiare si può restare nella propria terra, dedicandosi all’innovazione e alla possibilità di contribuire ad uno sviluppo economico locale.</p>



<p> Lorenzo ha grandi progetti per il futuro, oltre ai prodotti di cosmesi ‘A lumaglow e alla collaborazione con realtà gastronomiche, vorrebbe che la sua azienda agricola ‘A lumachella diventasse utile ad attività didattiche, invitando scuole e associazioni per invogliare anche i più piccoli a restare ricordando loro che il futuro spesso è proprio nella terra che calpestiamo ogni giorno e a volte non ce ne rendiamo conto.</p>



<p>Foto di Pier Filippo Raso</p>
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		<title>Primo premio Luce! Startup Inclusiva, a vincere è la promozione di valori universali</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maria Francesca Astorino]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Jul 2023 21:50:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[IN EVIDENZA]]></category>
		<category><![CDATA[INIZIATIVE]]></category>
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		<category><![CDATA[giovani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Diffondere la cultura della innovazione per generare positività sul fare impresa in Italia e creare valore rispetto ai temi sul mondo del lavoro. Questi gli obiettivi del primo premio Luce! Startup Inclusiva. L’occasione è quella di festeggiare il terzo compleanno della fondazione del canale di informazione trasversale ed innovativo, curato dai giornalisti delle tre testate storiche La Nazione, Il Resto del Carlino, Il Giorno, che dal 2021 propone temi di attualità analizzati attraverso una chiave fluida prona ad accende il [&#8230;]</p>
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<p class="has-drop-cap">Diffondere la cultura della innovazione per generare positività sul fare impresa in Italia e creare valore rispetto ai temi sul mondo del lavoro. Questi gli obiettivi del primo premio Luce! Startup Inclusiva. L’occasione è quella di festeggiare il terzo compleanno della fondazione del canale di informazione trasversale ed innovativo, curato dai giornalisti delle tre testate storiche La Nazione, Il Resto del Carlino, Il Giorno, che dal 2021 propone temi di attualità analizzati attraverso una chiave fluida prona ad accende il dibattito. Le modalità per interagire sono quelle dello spazio digitale attivo e multiforme di cui la testata si fa portatrice tramite il sito web ed i canali social promuovendo l’informazione tramite contenuti smart quali video, audio.</p>



<p>Alla sua prima edizione, il premio per le startup inclusive sarà consegnato nel mese di ottobre in occasione del Festival di Luce!. Manifestazione che si terrà nel Salone dei Cinquecento di Palazzo vecchio a Firenze. A sostenere l’evento, insieme al canale Luce!, saranno StartupItalia, la media company fondata nel 2013, che promuove il saper fare impresa tra i giovani in Italia e REKEEP, il primo gruppo italiano che si occupa di Integrated Facility Management. </p>



<p>Dalla collaborazione tra queste realtà imprenditoriali è nata l’idea di dare un riconoscimento a quelle aziende italiane che si sono distinte per progetti altamente innovativi e di ricerca nei campi dell’inclusione sociale, sostenibilità ambientale, disparità di genere e diritti civili. A premiarle e prima ancora a selezionare dieci startup tra quelle che si sono candidate al premio, la giuria composta dai partner dell’evento. Le dieci startup elette saranno raccontate magistralmente dalla redazione del sito Luce!. La startup vincitrice avrà l’onore di ricevere un riconoscimento in visibilità sui canali media di Luce! e otterrà dei branded content con PED sociali oltre il lancio della newsletter su StartupItalia, una video intervista dedicata e la campagna di comunicazione sui media del gruppo dei partners. </p>



<p>Nel corso dei tre anni, di pari passo con il compleanno del canale d’informazione, Luce! ha realizzato, delle giornate di dibattito dal titolo Dream Time – Il Festival di Luce!. Occasioni per festeggiare il grande successo della testata e dibattere in maniera aperta con le nuove generazioni sul mondo che vorrebbero. Le giornate organizzate sempre nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, hanno proposto talk con creator del mondo dell’economia, della politica e dello spettacolo insieme a momenti di svago con musica dal vivo. Luce! si è fatto portavoce insieme ai giovani delle tematiche dei nostri tempi raccontate attraverso il sito e i social. Inoltre, ha voluto incontrarli nei luoghi che maggiormente contribuiscono alla formazione sociale, culturale ed umana: le scuole. Il tour si è svolto principalmente nella zona di Milano dove gli studenti sono stati invitati a partecipare a tavole rotonde sui temi delle sfide, dei sogni e delle paure delle nuove generazioni. A prendere parte agli incontri anche volti noti del giornalismo e dell’imprenditoria come Agnese Pini, direttrice di Quotidiano Nazionale, Il Giorno, il Resto del Carlino, La Nazione e Luce!; Armando Stella, vicedirettore Il Giorno; Luisa Bragnoli, CEO Beyond International e Partner Double Robotics. </p>



<p>Tra le tematiche affrontate, gli hot topic che contraddistinguono Luce!: l’inclusione, la coesione e la diversità. La forza delle immagini, oltre a quella delle parole, è usata per raccontare le contraddizioni, i cambiamenti della società odierna, apparentemente in costante evoluzione ma che fa i conti con gli standard retrò del pensare comune. Luce! in questo è una lente di ingrandimento che mette a fuoco le azioni di inclusione, coesione ed accettazione del “diverso” portando esempi di protagonisti positivi del nostro tempo che si battono ogni giorno per affermare valori universali. Il manifesto della redazione Luce! è un vero programma editoriale che pone l’obiettivo nella ricerca del cambiamento per farne terreno di confronto e di dibattito. Partendo da tematiche interesse comune quali il cinema, l’arte e la musica vuole offrire un nuovo canale per interconnettere le generazioni. Partire dai bisogni fino ad arrivare alle prospettive dei più giovani cercando di mettere in contatto e “in luce”, ad un pubblico di adulti lettori, i loro modi di pensare.</p>
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		<title>Una questione generazionale: c&#8217;è bisogno di dare risorse e fiducia ai giovani</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Enrichetta Alimena]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Jul 2020 05:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[IN EVIDENZA]]></category>
		<category><![CDATA[VENTI NEWS]]></category>
		<category><![CDATA[imprenditoria]]></category>
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		<category><![CDATA[investimenti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La lenta e difficile ripresa delle attività produttive dopo la fine della fase acuta della pandemia rende ancor più evidente il dramma della disoccupazione giovanile nel nostro Paese, dove i ragazzi sembrano sempre più preda della precarietà e dell&#8217;incertezza. I dati degli ultimi mesi sono inequivocabili: il nostro è un Paese che investe poco sulle nuove generazioni, che nella maggior parte dei casi entrano tardi e con stipendi troppo bassi nel mondo del lavoro. Ma vediamo i dati: secondo l&#8217;Istat, [&#8230;]</p>
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<p class="has-drop-cap">La lenta e difficile ripresa delle attività produttive dopo la fine della fase acuta della pandemia rende ancor più evidente il dramma della disoccupazione giovanile nel nostro Paese, dove i ragazzi sembrano sempre più preda della precarietà e dell&#8217;incertezza. I dati degli ultimi mesi sono inequivocabili: il nostro è un Paese che investe poco sulle nuove generazioni, che nella maggior parte dei casi entrano tardi e con stipendi troppo bassi nel mondo del lavoro.</p>



<p>Ma vediamo i dati: secondo l&#8217;Istat, l&#8217;Italia è penultimo Paese in Europa per numero di laureati tra i 30-34 anni, preceduto solo dalla Romania. <br>Questo è un elemento da tener in considerazione se pensiamo che sempre l&#8217;Istat ci dice che un alto livello d&#8217;istruzione come la laurea garantisce un miglior livello di occupazione, pari a+ 16 %; le donne, poi, hanno il triplo di possibilità di trovare lavoro, anche al Sud, rispetto a chi ha solo il diploma. <br>Nonostante questo, l&#8217;Italia continua a investire poco in Alta Formazione e in formazione tecnica, come certifica anche il rapporto giovani dell&#8217;Istituto Toniolo, curato dal demografo Rosina. <br>Per invertire questa tendenza c&#8217;è bisogno di un cambiamento culturale, radicale, che metta al centro dell&#8217;agenda politica e sociale i giovani e il loro futuro. <br>Un cambiamento culturale implica dare loro fiducia, nonostante la poca esperienza, e vuol dire dare loro i mezzi economici che permettano loro di esprimersi al meglio.</p>



<p>Cambiamento, poi, vuol dire pensare ai giovani come una risorsa, a cui affidare il futuro del nostro paese, e che i ragazzi devono avere la libertà di plasmare secondo strade nuove che solo loro potranno percorrere. <br>Che l&#8217;Italia sia un Paese che “non si fida” dei giovani lo conferma anche un recente rapporto Censis, secondo cui tra il 2007 e il 2017 circa 775 mila italiani hanno lasciato il nostro Paese, la maggior parte sotto i 40 anni.<br>Dobbiamo precisare che la volontà di superare i nostri confini non è di per sé negativa: è anzi sintomo di una grande voglia di esplorare e scoprire il mondo, di voler lasciare le proprie certezze e sperimentare; il guaio sta nell&#8217;impossibilità spesso di tornare, se non al prezzo di perdere quelle posizioni, magari di prestigio, guadagnate all&#8217;estero.</p>



<p>Chiudiamo con l&#8217;ultimo rapporto di Union Camere che, su un campione di un milione e mezzo d&#8217;imprese, un&#8217;azienda giovanile su 3 chiude i battenti nei primi 5 anni di vita e di queste quasi la metà non supera il biennio. Il risultato è che in otto anni si sono perse 122 mila imprese “under 35”, portando a quota 575mila l’esercito delle iniziative imprenditoriali guidate da giovani. <br>D&#8217;altro canto nel rapporto Union Camere 2019 è scritto che all&#8217;inizio dell&#8217;anno scorso le startup in Italia sono arrivate a 10.882 in aumento di circa 272 unità rispetto al trimestre precedente: il 73 , 3 % di queste fornisce servizi alle imprese, in prevalenza nel settore informatico; seguono poi fabbricazione di macchinari ed elettronica. Poca invece la formazione tecnica, bassi gli investimenti in ricerca e sviluppo, sottolinea Rosina, curatore del rapporto giovani.</p>



<p>Il direttore di Union Camere Angalli ribadisce:“Ai giovani piace ancora fare impresa anche se crescono le difficoltà. Ma quando riescono a superare la fase di avvio, i giovani “under 35” sono più resistenti rispetto agli altri imprenditori”. <br>Per invertire la tendenza, Unioncamere e Smart Future Accademy presieduto da Adriana Lilli Franceschetti, hanno firmato un protocollo d&#8217;intesa per un progetto di collaborazione con le scuole superiori, per avviare dei percorsi di formazione e orientamento mirati al mondo del lavoro.</p>



<p>C&#8217;è bisogno infatti che i giovani siano da subito messi alla prova, messi di fronte alle difficoltà e alle opportunità che devono saper cogliere per poter navigare più agevolmente nel mare sempre più inquieto del nostro mondo.</p>



<p></p>



<p class="has-text-align-center"><em>Già pubblicato su Quotidiano del Sud – L’altravoce dei Ventenni 20/7/2020</em></p>
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