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	<title>george harrison &#8211; Venti Blog</title>
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	<description>La voce dei Ventenni</description>
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		<title>John Lennon, love is the answer</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Carmine Marino]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Oct 2020 17:30:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA POP]]></category>
		<category><![CDATA[MUSICA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ottant&#8217;anni fa la nascita di una delle più grandi icone della cultura pop Il fraseggio di un piano e una voce calda che sembra chiedere all&#8217;ascoltatore: «Mi puoi aiutare a immaginare un mondo diverso?». Potere della musica e della penna di John Lennon, capace di tramandare come un modernissimo cantore non soltanto testi e composizioni immortali, ma anzitutto una serie di messaggi universali che testimoniano la forza dell&#8217;arte nelle sue manifestazioni più nobili. Quella forza che Lennon sentiva repressa nella [&#8230;]</p>
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<p class="has-drop-cap">Ottant&#8217;anni fa la nascita di una delle più grandi icone della cultura pop</p>



<p>Il fraseggio di un piano e una voce calda che sembra chiedere all&#8217;ascoltatore: «<em>Mi puoi aiutare a immaginare un mondo diverso?</em>». </p>



<p>Potere della musica e della penna di John Lennon, capace di tramandare come un modernissimo cantore non soltanto testi e composizioni immortali, ma anzitutto una serie di messaggi universali che testimoniano la forza dell&#8217;arte nelle sue manifestazioni più nobili. </p>



<p>Quella forza che Lennon sentiva repressa nella difficile e turbolenta convivenza con Paul McCartney, a cui non mancò di ricordare nella sarcastica <em>How do you sleep &#8211;</em> pubblicata nel 1971, quando i Beatles avevano già chiuso bottega da un anno &#8211; che l&#8217;unica cosa degna di nota della sua carriera era stata <em>Yesterday</em>. Una dichiarazione che poteva suonare pretenziosa e finanche arrogante, a maggior ragione perché Lennon si era appena messo alla ricerca di una nuova strada artistica e musicale. </p>



<p>Eppure, anche grazie al decisivo incontro con Yoko Ono &#8211; che pure i fan dei <em>Fab Four </em>hanno sempre considerato una sciagura, in quanto accelerò il processo di disgregazione del gruppo &#8211; Lennon riuscì brillantemente a svincolarsi dal suo ingombrante passato per costruirsi un&#8217;identità riconoscibile. </p>



<p>Con il trasferimento a New York, poi, si consuma la definitiva transizione dall&#8217;inclinazione visionaria dei Beatles psichedelici e lisergici di brani come <em>Lucy In The Sky With Diamonds</em>, <em>Revolution #9 </em>e <em>Yellow Submarine</em> alla consapevolezza e all&#8217;impegno che caratterizzeranno tutta la sua carriera da solista. </p>



<p>La cronaca dolente della vita operaia (<em>Working Class Hero</em>), una serrata requisitoria contro ogni guerra (<em>I Don&#8217;t Want To Be A Soldier</em>), la rivendicazione dell&#8217;ideale pacifista in una canzone (<em>Give Peace A Chance</em>) che parlava apertamente di masturbazione. Davvero troppo per le istituzioni americane, FBI e Casa Bianca in testa, che per anni cercheranno di ostacolare la carriera di Lennon e di rispedirlo in Gran Bretagna. </p>



<p>Dal canto suo, l&#8217;ex Beatle non fece molto per compiacere chi lo aveva messo nel mirino: continuò a denunciare, a prendere posizione, a graffiare. </p>



<p>Come accadde con l&#8217;album del 1972 <em>Some Time in New York City</em>, la cui copertina ricordava molto da vicino la prima pagina del più famoso quotidiano d&#8217;America, con la differenza che, al posto delle notizie, comparivano titoli e testi dei suoi brani, alcuni dei quali inequivocabili: <em>Angela </em>era un omaggio all&#8217;attivista per i diritti civili Angela Davis, anch&#8217;essa finita nel mirino della polizia federale; <em>Attica State </em>parla della rivolta nel carcere di Attica, consumatasi nel 1971; <em>Sunday Bloody Sunday </em>è la rievocazione di quella domenica di sangue e terrore che, undici anni dopo, darà fama planetaria agli U2.</p>



<p>Eppure, nell&#8217;immaginario collettivo si sono sedimentate anche le ballate di ispirazione intimista, su tutte <em>Jealous Guy</em>, una sorta di autoanalisi che consente a John di fare i conti con i suoi errori e le vampate di gelosia che hanno ferito Yoko, e <em>Mother</em>, un omaggio alla madre investita e uccisa da un&#8217;auto nel 1957. </p>



<p>La star Lennon &#8211; sensibile alla causa dei diritti civili delle minoranze &#8211; che si sovrappone e si confonde con l&#8217;uomo John, impulsivo e passionale. Due personalità contraddittorie che la musica riesce miracolosamente a tenere insieme per tutta la prima metà degli anni Settanta. </p>



<p>Dal loro incontro nascono inni universali che assumono la dimensione del manifesto programmatico e del messaggio politico: se <em>Imagine</em>, che ha recentemente scatenato alle nostre latitudini uno (stucchevole) dibattito sul suo reale messaggio politico e ideologico, non ha mai smesso di ispirare uomini e donne in tutto il mondo, brani come <em>Happy Xmas </em>(<em>War Is Over</em>) e <em>Mind Games </em>custodiscono un anelito di speranza che si specchia in uno dei versi più celebri del canzoniere di Lennon, «<em>love is the answer</em>». </p>



<p>In queste parole, si può intuire anche la svolta che John imprimerà alla sua carriera e alla sua vita privata nel cuore degli anni Settanta: finito il tempo dell&#8217;impegno politico diretto, Lennon consegna alle stampe un album (<em>Rock&#8217;n&#8217;Roll</em>, pubblicato nel 1975) che è un omaggio ai suoi miti musicali dell&#8217;infanzia, primo fra tutti Chuck Berry. Inoltre, l&#8217;ex Beatle chiude i conti con le sue avventure extraconiugali &#8211; Lennon aveva tradito Yoko Ono con la sua segretaria, May Pang &#8211; e festeggia la nascita del figlio Sean. </p>



<p>Cinque anni di silenzio discografico prima di tornare in studio per un disco, <em>Double Fantasy</em>, che la critica ha lungamente sottovalutato, forse perché troppo sbilanciato sul privato. Eppure, i ritmi accattivanti di (<em>Just Like</em>) <em>Starting Over </em>e le piacevoli melodie di <em>Watching The Wheels </em>e <em>Woman </em>suggerivano che Lennon potesse dire ancora molto. Neppure il tempo di pensarlo che, a due settimane di distanza dalla pubblicazione dell&#8217;album, Lennon si trovò faccia a faccia con il suo assassino, Mark Chapman, a pochi passi da casa sua. </p>



<p>A quarant&#8217;anni da quell&#8217;8 dicembre 1980, però, la voce di John Lennon continua a chiederci di immaginare. E di sognare con lui.</p>
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