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	<title>Franco Marcelletti &#8211; Venti Blog</title>
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	<description>La voce dei Ventenni</description>
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		<title>Gli scugnizzi del Sud diventati campioni d&#8217;Italia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Carmine Marino]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Oct 2023 07:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Su RaiPlay la docuserie in sei puntate sull&#8217;epopea della Juvecaserta Ci vuole talento per sognare in grande, a maggior ragione quando vivi in una piccola città di provincia. E così, anche un tabellone disegnato sul muro di un bar può mettere le ali a due ragazzi che hanno il basket nelle vene. Ferdinando e Vincenzo sono due adolescenti casertani che, dopo la scuola, si dedicano anima e corpo alla palla a spicchi. Entrambi vengono notati da un impiegato del Comune [&#8230;]</p>
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<p>Su RaiPlay la docuserie in sei puntate sull&#8217;epopea della Juvecaserta</p>



<p>Ci vuole talento per sognare in grande, a maggior ragione quando vivi in una piccola città di provincia. E così, anche un tabellone disegnato sul muro di un bar può mettere le ali a due ragazzi che hanno il basket nelle vene. Ferdinando e Vincenzo sono due adolescenti casertani che, dopo la scuola, si dedicano anima e corpo alla palla a spicchi. Entrambi vengono notati da un impiegato del Comune che lavora nel settore giovanile della Juvecaserta, la società di basket fondata negli anni Cinquanta dai fratelli Santino e Romano Piccolo. Entrambi hanno voglia di emergere, nonostante le resistenze del padre di Nando &#8211; un severo idraulico-elettricista convinto che il figlio dovesse seguirlo al lavoro &#8211; e lo scetticismo di Biagio Esposito, convocato a scuola dai professori che non riuscivano a capacitarsi dell&#8217;ossessione di Enzino per la palla a spicchi. </p>



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<p>Dalla palestra della ragioneria al palazzetto di Viale Medaglie d&#8217;oro: la primogenitura di una storia di successo raccontata da Gianni Costantino nella docuserie <em>Scugnizzi per sempre</em>, trasmessa su Raidue a fine agosto e oggi disponibile su RaiPlay. Gli inizi tormentati di una società che faticava addirittura a trovare uno sponsor, poi l&#8217;arrivo del mecenate Giovanni Maggiò, che trasforma la Juvecaserta in una potenza del basket italiano. La società bianconera comincia a pensare in grande quando Maggiò porta in città il commissario tecnico della Nazionale jugoslava Bogdan Tanjevic. Etica del lavoro, impegno e sacrificio: parole d&#8217;ordine che risuonano fin dal primo, massacrante ritiro precampionato dell&#8217;estate 1982. Due settimane tra le montagne bosniache per temprare lo spirito degli <em>scugnizzi</em>, tra i quali il 15enne Nando Gentile, non ancora «l&#8217;uomo dell&#8217;ultimo tiro», ma tanto, tanto promettente. </p>



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<iframe title="Mike Sylvester e la RISSA del 1985 contro Caserta (antennatre)" width="750" height="563" src="https://www.youtube.com/embed/wMnu8DvxIUk?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe>
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<p>La Juvecaserta ha tuttavia bisogno di un campione per vincere il campionato di Serie A2: la scelta cade su «un brasiliano che segna e piange», Oscar Schmidt. Una micidiale macchina da punti che guida i bianconeri alla promozione in A1 nella primavera del 1983. Un capolavoro che si aggiunge all&#8217;altra, grande intuizione dell&#8217;imprenditore di origini bresciane: costruire un palasport moderno e funzionale in appena 100 giorni. Il Palamaggiò diventa «La Reggia del basket», maestosa e imponente quasi quanto la residenza vanvitelliana. Un&#8217;arena infuocata in cui è difficilissimo vincere, anche per le squadre d&#8217;élite del nostro basket. Nel corso degli anni &#8217;80, Caserta abbraccia campioni su campioni: l&#8217;uruguaiano Horacio “Tato” Lopez, il bulgaro Georgi Glouchkov, il primo europeo a giocare in NBA. E poi un eccelso difensore come Sandro Dell&#8217;Agnello, che ebbe persino il privilegio di stoppare in amichevole un certo Michael Jordan.</p>



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<iframe title="Real Madrid-Snaidero Caserta - 1989 - Ultima azione" width="750" height="563" src="https://www.youtube.com/embed/yn-0hdpzRvg?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe>
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<p>I due fari del quintetto bianconero, però, sono sempre loro: Nando ed Enzo. Il primo debutta in Serie A1 nell&#8217;ottobre del 1983 a Cantù, facendo impazzire un intoccabile come Pierluigi Marzorati, il secondo entra in prima squadra nella stagione 1984/85. La banda Tanjevic comincia a stupire la critica e gli appassionati: dopo aver sfiorato la Coppa Italia nel 1984, arrendendosi di misura ai campioni d&#8217;Italia della Granarolo, Caserta conquista due anni dopo la prima finale-scudetto della sua storia contro la Simac Milano allenata da Dan Peterson. Una sfida all&#8217;apparenza impossibile per i bianconeri, che tuttavia lottano alla pari con i vari D&#8217;Antoni, Meneghin, Premier e Riva fino alla risolutiva gara-3, persa al PalaTrussardi. Il primo passo per emergere e, soprattutto, per guadagnarsi il rispetto e la considerazione di tifosi e addetti ai lavori. Neppure il cambio di timoniere &#8211; con la promozione del vice Franco Marcelletti al posto di Tanjevic &#8211; rallenta il processo di crescita della Juve. Un brand così riconoscibile che persino grandi aziende come Mobilgirgi, Snaidero, Indesit e Phonola accettano di sponsorizzare la squadra. </p>



<p>La morte prematura di Giovanni Maggiò nell&#8217;ottobre 1987 è un colpo durissimo per la piazza e per la società. Tuttavia, un&#8217;avventura così bella ed esaltante non può finire così presto. Tocca dunque ai figli Gianfranco e Ornella prendere il comando del club. Che, dopo tante occasioni perse d&#8217;un soffio, si regala il primo trofeo della sua storia: la Coppa Italia 1988. Eppure, agli occhi di molti, la Juvecaserta è ancora un&#8217;incompiuta: le troppe finali perse &#8211; come quella di Coppa delle Coppe contro il Real Madrid nel 1989 &#8211; impongono un cambio di rotta. Via gli idoli Schmidt e Glouchkov per fare posto agli americani Shackleford e Frank. L&#8217;azzardo suscita polemiche e contestazioni, ma Caserta ricomincia il suo volo. Fino all&#8217;indimenticabile gara-5 della finale-scudetto 1991 vinta in casa della Philips Milano, nonostante l&#8217;infortunio a Esposito a metà del secondo tempo. Sarà proprio il “fratello” maggiore Nando Gentile a portare gli <em>scugnizzi</em> casertani nella storia. Da campione vero.</p>



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<iframe title="Phonola Caserta-Philips Milano" width="750" height="563" src="https://www.youtube.com/embed/s7A610ELUGk?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe>
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