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	<title>eventi &#8211; Venti Blog</title>
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	<description>La voce dei Ventenni</description>
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		<title>Mimosa Misasi, le nuove frontiere del corporate catering sostenibile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marina Barone]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Oct 2020 06:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ESPERIENZE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Mimosa Misasi è una giovane chef e imprenditrice emergente che ci accoglie nella sua casa di Milano in compagnia del piccolo gatto Luna. Ciao Mimosa, raccontaci un po&#8217; di te e del tuo percorso. Sono Mimosa Misasi, ho 28 anni, nata a Napoli e di origini calabresi. La cucina è diventata una mia grande passione durante il periodo universitario. Studiavo storia dell&#8217;arte a Bologna e allo stesso tempo lavoravo a Palazzo Fava ma già sentivo che lavorare in ambito museale [&#8230;]</p>
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<p class="has-drop-cap">Mimosa Misasi è una giovane chef e imprenditrice emergente che ci accoglie nella sua casa di Milano in compagnia del piccolo gatto Luna.</p>



<div class="wp-block-image is-style-rounded"><figure class="alignright size-large is-resized"><img src="http://ventiblog.com/wp-content/uploads/2020/10/Mimosa-Misasi_copy-1-682x1024.jpg" alt="" class="wp-image-24998" width="418" height="627" srcset="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2020/10/Mimosa-Misasi_copy-1-682x1024.jpg 682w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2020/10/Mimosa-Misasi_copy-1-200x300.jpg 200w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2020/10/Mimosa-Misasi_copy-1-1024x1536.jpg 1024w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2020/10/Mimosa-Misasi_copy-1-640x960.jpg 640w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2020/10/Mimosa-Misasi_copy-1.jpg 1333w" sizes="(max-width: 418px) 100vw, 418px" /></figure></div>



<p><strong>Ciao Mimosa, raccontaci un po&#8217; di te e del tuo percorso.</strong></p>



<p>Sono Mimosa Misasi, ho 28 anni, nata a Napoli e di origini calabresi. La cucina è diventata una mia grande passione durante il periodo universitario. Studiavo storia dell&#8217;arte a Bologna e allo stesso tempo lavoravo a Palazzo Fava ma già sentivo che lavorare in ambito museale non era la mia strada. Lo studio mi ha aperto la mente e mi ha permesso di avere un approccio diverso alle cose oltre ad aver accentuato il mio senso estetico. Mi ha sicuramente permesso di costruire un grande bagaglio che mi ha formata nonostante abbia poi deciso di lavorare in un ambito diverso.&nbsp;Così mi sono rimboccata le maniche per finire in tempo tutti gli esami che mi mancavano e iscrivermi all&#8217;Alma &#8211; Scuola Internazionale di Cucina Italiana &#8211; di Gualtiero Marchesi. Ricordo il giorno della mia laurea come quello più felice della mia vita perché è stato un traguardo importante che mi ha permesso di poter iniziare a fare ciò che volevo più di ogni altra cosa: cucinare. All&#8217;Alma ho appreso rapidamente la tecnica e lo stile di approccio alla cucina. Successivamente ho lavorato per 3 anni nella ristorazione stellata, è stato un periodo massacrante, lavoravo dalle 12 alle 15 ore al giorno, per 5 o 6 giorni a settimana, ma è stato anche un periodo di grande cambiamento e di apprendimento. Davo davvero il massimo per i miei datori di lavoro ma alla fine ho capito che stavo investendo tutta me stessa per una realtà che non sentivo infondo mia. Da qui la decisione di costruire qualcosa di mio che mi desse anche il tempo per la mia famiglia, gli amici, i viaggi e che mi soddisfacesse a pieno dal punto di vista professionale. Nel 2018 nasce Mimosa Milano srl. Oggi con il mio piccolo team creiamo eventi e ci occupiamo di comunicarli al meglio, la comunicazione è tutto!&nbsp;Insegno anche in un istituto alberghiero a ragazzi tra i 16 e i 18 anni e ho iniziato da poco una collaborazione con un bar catering con cui tra poco parteciperemo a una fiera di nicchia: The Love Affair in cui lanceremo il nostro concetto di&nbsp;<em>pairing</em>&nbsp;tra food e drink in sinergia ma non voglio svelare la sorpresa (potrete seguirci sui nostri <a href="https://www.instagram.com/mimosa_milano/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">social</a>!)</p>



<p><strong>Come è nata l&#8217;idea imprenditoriale e la linea di lavoro di&nbsp;<em><a href="https://www.mimosamilano.com" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Mimosa Milano</a></em>?</strong> </p>



<p>La mia idea di catering è sempre stata chiara nella mia mente e dopo un’analisi di mercato e dei costi mi sono rimboccata le maniche per&nbsp;<em>make it happen</em>. Ho scelto Milano un po’ per l’amore, un po’ perché è la città in Italia più pronta ad accogliere novità ed eventi più legati al mondo societario rispetto al Sud dove per “eventi” s’intendono tradizionalmente, i matrimoni, i battesimi, le cresime, al Nord è una dimensione aziendale &#8211;<em>corporate &#8211;</em>&nbsp;e anche l&#8217;atteggiamento dei clienti è diverso. Una volta che il cliente mi contatta, insieme possiamo concordare il menù e lo stile dell&#8217;evento. Mi piace molto offrire un servizio personalizzato che include anche la scelta della&nbsp;<em>mise en place</em>. Tutto è curato nei minimi dettagli. <br>Oltre al servizio di catering offro anche un servizio di consulenza per la ristorazione volto a migliorare e quindi ottimizzare il rendimento delle strutture.&nbsp;Riguardo la mia linea di lavoro, ho scelto la sostenibilità. Realizzo delle box di alta cucina per la colazione, il pranzo, e gli aperitivi, utilizzabili durante gli shooting fotografici, i&nbsp;&nbsp;press day e altre occasioni in cui si necessita di un servizio catering più “veloce” scegliendo sempre ogni ingrediente e materiale in base alla sua sostenibilità per far sì che non sia di peso alla natura.&nbsp;Il packaging delle box è fatto solo con materiale compostabile in modo da minimizzare il più possibile il nostro impatto ambientale. Una volta consumato il pasto, tutto ciò che si trova nella box, essa compresa, finisce nell&#8217;umido e diventa&nbsp;<em>humus</em>. <br>Ho sempre pensato al mondo che stiamo costruendo e lasciando alle future generazioni. A mio avviso, devono essere in primis le grandi attività soprattutto in ambito ristorativo, a dare il buon esempio. Per esempio, collaboro con tante importanti case di moda che hanno una policy di zero plastica e mi sono trovata subito&nbsp;in sintonia quando abbiamo iniziato a con loro. Purtroppo molte realtà nel campo della ristorazione ancora non sono sensibili al problema ambientale e non è scontato pensare che facciano anche semplicemente la raccolta differenziata.</p>



<p><strong>A riguardo, cos&#8217;è il progetto della&nbsp;<em>Sosteniamoci</em>&nbsp;bag?</strong> </p>



<p>Il periodo del lockdown è stato molto difficile e sentivo i miei fornitori avviliti perché i ristoranti erano chiusi. Volevo fare qualcosa per loro e per i piccoli produttori locali ed, appunto, sostenerli (manca però la parte di sostegno alle persone bisognose e di sostegno emotivo alle persone a casa che si sarebbero divertite sperimentando nuove ricette nelle cucine di casa). Dunque ho realizzato delle bag con i loro ingredienti di stagione da vendere nell&#8217;area di Milano per realizzare le ricette della tradizione italiana, ad esempio le orecchiette alle cime di rapa, a casa. Con il ricavato delle bag ho acquistato dei generi alimentari freschi per l&#8217;associazione CAF, per sostenere i minori vittime di maltrattamenti e le famiglie in difficoltà. Abbiamo venduto 400 Sosteniamoci bag in due mesi e mezzo e così donato loro 200 kg di frutta e verdura.</p>



<p><strong>Questo è un grande esempio di resilienza. Chi o cosa ti ispira in cucina?</strong> </p>



<p>Dal momento che ho iniziato il mio percorso, ho imparato a trovare ispirazione da tutto quello che mi circonda. L&#8217;ispirazione è un po&#8217; ovunque e basta avere l&#8217;occhio per riconoscerla. Può arrivare da un&#8217;immagine, ad esempio gli abbinamenti di colore nella natura mi fanno venire in mente di riproporre quell&#8217;armonia anche attraverso il gusto. O ancora viaggiare mi ispira molto nella realizzazione di piatti nuovi, e infine come non citare le ricette della nonna?</p>



<p><strong>Quali sono state le carte vincenti nella realizzazione del tuo progetto?</strong></p>



<p>Sicuramente passione, energia e determinazione. Mi sono prefissata degli obiettivi come degli step da superare e questo mi ha fatto andare avanti. Ho avuto intorno le persone giuste, quelle che spesso ti aprono gli occhi su situazioni che non avevi considerato, ed è stato determinante. Non ho avuto paura di fare degli sbagli, credo che siano parte della crescita.&nbsp;Dal punto di vista imprenditoriale la carta vincente è stata investire sulla strategia marketing e la scelta di fornitori di qualità, non sono mai scesa a compromessi su quello. Tuttavia, ancora faccio fatica a definirmi uno Chef perché vedo in questa figura un Maestro, diciamo piuttosto che per ora mi sento una cuoca &#8211; imprenditrice&nbsp;<em>ambiziosa</em>.</p>



<p><strong>Quali sono i tuoi progetti per il futuro?</strong></p>



<p>Nei miei progetti per il futuro, a parte fare sempre meglio, vorrei ritagliarmi il tempo per poter fare uno stage a Lima dallo chef Virgilio Martinez per aprirmi a nuovi ingredienti e tecniche che ancora non conosco.&nbsp;Vorrei, naturalmente, far crescere la mia realtà e perché no, un giorno aprire&nbsp;<em>Mimosa Parigi, Mimosa Londra</em>,&nbsp;<em>Mimosa New York</em>. Con immenso rammarico tra i miei progetti, al momento, non c&#8217;è il Sud Italia. Al Sud non manca nulla in termini di qualità del cibo, degli ingredienti, ma non mi ritrovo nella mentalità. Certamente sarebbe bello fare qualcosa per la mia terra ed i giovani, perciò voglio guardare al Sud con speranza. Mi auguro che ci saranno nuove opportunità di crescita anche per il servizio di catering e che ciò mi consentirà un giorno di portarvi quello che ho imparato e per cui ho investito tempo, energie e passione. </p>



<p><strong>Ringraziamo Mimosa per aver portato un esempio di continua innovazione, sostenibilità ed intraprendenza made in Italy e le auguriamo di raggiungere nuovi traguardi con l&#8217;entusiasmo che la contraddistingue.</strong></p>



<figure class="wp-block-gallery columns-3 is-cropped"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img width="768" height="1024" src="http://ventiblog.com/wp-content/uploads/2020/10/IMG_0773-768x1024.jpg" alt="" data-id="25010" data-full-url="http://ventiblog.com/wp-content/uploads/2020/10/IMG_0773.jpg" data-link="http://ventiblog.com/?attachment_id=25010" class="wp-image-25010" srcset="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2020/10/IMG_0773-768x1024.jpg 768w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2020/10/IMG_0773-225x300.jpg 225w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2020/10/IMG_0773-1152x1536.jpg 1152w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2020/10/IMG_0773-640x853.jpg 640w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2020/10/IMG_0773.jpg 1536w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><img width="682" height="1024" 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<p class="has-text-align-center"><em>Già pubblicato, in versione ridotta, su L&#8217;Altravoce dei Ventenni-Quotidiano del Sud 19/10/2020</em></p>
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			</item>
		<item>
		<title>La Palestina all&#8217;Onu</title>
		<link>https://ventiblog.com/la-palestina-allonu/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Claudia Donato]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Nov 2019 17:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[IN EVIDENZA]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[osservatore]]></category>
		<category><![CDATA[stato non membro]]></category>
		<category><![CDATA[venti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel 2012 la Palestina entra a far parte dell&#8217;Onu come Stato non membro osservatore, ma cosa significa? L’Assemblea generale dell’ONU, il 29 novembre di esattamente 7 anni fa, riconosceva la Palestina come “Stato non membro osservatore permanente”. Fra i 138 voti favorevoli ci fu anche quello dell’Italia, mentre fra i 9 no risaltarono i pareri negativi di Stati Uniti e, naturalmente, Israele, Paese con cui la Palestina è in guerra da lungo tempo. Ma che significa diventare uno Stato osservatore? [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h3>Nel 2012 la Palestina entra a far parte dell&#8217;Onu come Stato non membro osservatore, ma cosa significa?</h3>



<p>L’Assemblea
generale dell’ONU, il 29 novembre di esattamente 7 anni fa, riconosceva la
Palestina come “Stato non membro osservatore permanente”. Fra i 138 voti
favorevoli ci fu anche quello dell’Italia, mentre fra i 9 no risaltarono i
pareri negativi di Stati Uniti e, naturalmente, Israele, Paese con cui la
Palestina è in guerra da lungo tempo.</p>



<p>Ma che
significa diventare uno Stato osservatore? Occorre, innanzitutto, fare un passo
indietro: la Palestina era già “ente osservatore”, era, cioè, considerata
un’organizzazione che poteva assistere ai lavori dell’Assemblea Generale delle
Nazioni Unite pur non essendo né uno stato ufficiale, né Paese membro dell’ONU.
Di conseguenza, non poteva partecipare alle votazioni. Sostanzialmente, dopo il
29 novembre 2012 la sua posizione non è cambiata di molto, in quanto non è
ancora considerata ufficialmente membro ONU e continua a non poter partecipare
alle votazioni.</p>



<p>Tuttavia,
col riconoscimento – probabilmente più simbolico che concreto – di questo
status, la Palestina ha ottenuto la possibilità di intervenire durante gli
incontri dell’Assemblea, votare su questioni procedurali, servire come
firmatario su documenti di lavoro e firmare le risoluzioni. Resta invece
interdetta l’opportunità di sponsorizzare risoluzioni o voti in merito a
questioni sostanziali.</p>



<p>Pertanto,
l’<em>upgrade</em> da ente a Stato osservatore, sebbene non significhi molto in
termini pratici, porta con sé un forte valore simbolico, visto che fino al 2012
la Palestina non era mia riuscita a conquistare il titolo di “Stato”.</p>



<p>Ad
ogni modo, a voler essere precisi, parliamo dello “Stato di Palestina”, e non
solo di “Palestina”, dal momento che il più generico termine Palestina viene utilizzato
per indicare la regione geografica del Vicino Oriente compresa tra il Mar
Mediterraneo, il&nbsp;fiume Giordano, il&nbsp;Mar Morto, a scendere fino
al&nbsp;Mar Rosso&nbsp;e i confini con l&#8217;Egitto. La Palestina, quindi, ingloba un’area
territoriale piuttosto ampia: Cisgiordania e Striscia di Gaza (condivisi con lo
Stato di Israele), parti di Siria, Giordania e Libano.</p>



<p>Riassumendo,
se prendiamo in considerazione tutti i Paesi che gravitano attorno a quest’area
geografica mediorientale, comprendiamo l’eterogeneità e l’elevato numero di
interessi economico-politici in gioco e possiamo farci un’idea delle ragioni dell’insorgenza
dei tanti conflitti che si sono susseguiti nel corso della storia.</p>



<p>L’annuncio
dell’Onu è stato accolto con scene di giubilo, canti, spari in aria e bandiere
al vento nella piazza di&nbsp;Ramallah, la capitale <em>de facto</em> dello Stato
di Palestina. Perché, in realtà, la capitale rivendicata dal popolo palestinese
è Gerusalemme Est, la quale si trova attualmente sotto il controllo israeliano.</p>



<p>Per
fare un po&#8217; più di chiarezza sull’assetto politico della Palestina, è
necessario sottolineare che questo Stato è tuttora privo di un&#8217;organizzazione
statuale tipica, non possiede un esercito&nbsp;regolare, e rimane&nbsp;occupato&nbsp;da
Israele per quanto riguarda Gerusalemme Est e parte della&nbsp;Cisgiordania;&nbsp;mentre
la&nbsp;Striscia di Gaza, alla quale Israele fornisce energia elettrica, è
sotto parziale&nbsp;blocco navale,&nbsp;terrestre e aereo, imposto da parte di
Israele ed Egitto a partire dal giugno 2007 dopo la vittoria di Hamas
alle&nbsp;elezioni legislative del 2006.</p>



<p>In
mezzo a tutto questo trambusto, a tenere le redini dello Stato è l’Autorità
Nazionale Palestinese, ovvero l’organismo politico di auto-governo il cui
leader, ai tempi della risoluzione ONU del 2012, Abu Mazen, dichiarò che la
Palestina partecipava all’Assemblea Generale quel giorno perché credeva nella
pace e la sua gente ne aveva un disperato bisogno. Aggiunse che il popolo palestinese
guardava all’Onu con grande speranza per la fine delle ingiustizie e per un
futuro di pace e sostenne che il voto era l’ultima chance per salvare la
soluzione dei due stati (Palestina e Israele).</p>



<p>Ma, a
distanza di 7 anni, lo Stato di Palestina, la pace con Israele non l’ha ancora
raggiunta – né pare la raggiungerà nel breve periodo. Tuttavia, a livello di
relazioni internazionali, qualche passo in avanti l’ha fatto. Infatti, alla
data odierna, la Palestina è riconosciuta come Stato da 137 membri dell&#8217;ONU; il
30 ottobre 2014 ha ottenuto il primo riconoscimento internazionale come Stato
da parte della Svezia; il&nbsp;Parlamento Europeo nel dicembre 2014 ha votato a
favore del riconoscimento dello Stato di Palestina &#8220;in linea di
principio&#8221; e &#8220;di pari passo con lo sviluppo dei colloqui di
pace&#8221;; nel 2015 lo Stato mediorientale ha sottoscritto lo Statuto di Roma,
riconoscendo la giurisdizione della Corte Penale Internazionale.</p>
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		<title>Un TED per dare valore alla Calabria</title>
		<link>https://ventiblog.com/un-ted-per-dare-valore-alla-calabria/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Chiara Allevato]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Sep 2019 10:39:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA POP]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La prima volta che ho sentito parlare del TED lo vedevo come un’entità astratta di cui mi erano noti solo i riverberi nella cultura popolare. A quanto pare, infatti, era in eventi con quella sigla che si tenevano gli interventi e le conferenze che venivano condivise sui social network. Interventi di pochi minuti in cui persone ordinarie-e non- esprimevano idee e concetti straordinari, parlando con devozione della propria passione o della propria esperienza di vita armate di un semplice microfono [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-drop-cap">La prima volta che ho sentito parlare del TED lo vedevo come
un’entità astratta di cui mi erano noti solo i riverberi nella cultura
popolare. A quanto pare, infatti, era in eventi con quella sigla che si
tenevano gli interventi e le conferenze che venivano condivise sui social
network. Interventi di pochi minuti in cui persone ordinarie-e non- esprimevano
idee e concetti straordinari, parlando con devozione della propria passione o
della propria esperienza di vita armate di un semplice microfono e posizionate
davanti uno sfondo scuro. </p>



<figure class="wp-block-image alignwide"><img width="900" height="300" src="http://ventiblog.com/wp-content/uploads/2019/09/TEDx_talks_1.jpg" alt="" class="wp-image-15303" srcset="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2019/09/TEDx_talks_1.jpg 900w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2019/09/TEDx_talks_1-300x100.jpg 300w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2019/09/TEDx_talks_1-640x213.jpg 640w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /><figcaption><a href="https://www.google.com/url?sa=i&amp;source=images&amp;cd=&amp;ved=2ahUKEwiH59e1x83kAhXRxqQKHZw0Cz0QjRx6BAgBEAQ&amp;url=https%3A%2F%2Fwww.ted.com%2Fwatch%2Ftedx-talks&amp;psig=AOvVaw2u7crBpVg6-fn_b5rzj7Xm&amp;ust=1568455803830043">Foto TED talk</a></figcaption></figure>



<p>Tuttavia, ho scoperto che dietro c’era molto di più. Ogni
evento racchiude in sé persone appassionate, che applicano volontariamente le
loro conoscenze e capacità per realizzare conferenze che possano istruire,
intrattenere e divertire, ma soprattutto ispirare. Quello che più colpisce del
mondo TED quando ne entri a far parte è che non basta decidere chi deve parlare
sul palco e di cosa, ogni azione è mirata a unire ambiti diversi e a permettere
la realizzazione di un contesto in cui tecnologia e comunicazione permettono la
diffusione di qualcosa che andrà oltre quello che è il prodotto finale- il
video- e la sua prestazione online, un momento di condivisione reale e virtuale
di contenuti importanti.</p>



<p>Quello che ormai è diventato un <em>meme</em>, una battuta
ricorrente dell’internet “thanks for coming to my ted talk” rappresenta
perfettamente l’intento di questa organizzazione non profit, fondata nel 1984 e
che ha cominciato a tenere conferenze annuali trent’anni fa. TED sta per
Technology Entertainment Design, perché inizialmente il ciclo di lezioni che si
volevano tenere con questo marchio riguardavano solo la tecnologia e il design,
ma presto si è espanso in ogni campo del sapere. </p>



<p>Il motto, l’obiettivo, l’occhiello che muove le tre grandi
lettere rosse e le porta in ogni luogo del web e del reale è “ideas worth
spreading”; non sono, infatti, interessi corporativi, propagande ideologiche e
influenze dottrinali a mettere in moto gli eventi, ma la volontà di portare sul
loro palco e sulla loro piattaforma accessibile a tutti “idee meritevoli di
essere diffuse”, idee che altrimenti non troverebbero pubblico o rimarebbero
rinchiuse in seminari polverosi e discussi da elité ristrette.</p>



<p>La struttura di ogni evento con la sigla TED è semplice,
breve- nessuna lezione dura più di diciotto minuti- ed efficace, l’ideale per
diventare virale sul web e raggiungere il più ampio pubblico possibile. Il
successo di un format del genere risiede quindi nella semplicità dell’estetica
che consente di concentrarsi su contenuti di spessore, una combinazione che
garantisce il suo successo. Dagli anni Novanta, infatti, le conferenze TED si
sono diffuse in tutto il mondo e dagli Stati Uniti sono state esportate grazie
all’aggiunta di una piccola “x”. I TEDx sono conferenze approvate
dall’organizzazione stessa e mirano alla valorizzazione delle comunità locali,
organizzando eventi con le stesse caratteristiche “madri” nelle singole città
che lo richiedano. </p>



<p>Il mio primo approccio in questo mondo è stato nel 2016 a
Roma, dove ho potuto assistere ad una serie di interventi brevi ma ispiranti,
tenuti da scienziati, artisti e semplici sognatori- alcuni con grandi nomi,
tutti con grandi idee. Quella prima esperienza come spettatrice mi ha portato a
pensare di voler entrare in quel mondo di platonica ispirazione, un Iperuranio
terrestre che, supportato nel modo adeguato, ha la capacità di arricchire e
unire realtà mondiali in contesti locali più contenuti.</p>



<p>Ed è per questo che la battuta “grazie per essere venuti al
mio TED talk” è quantomai azzeccata: questo momento di condivisione si è esteso
a chiunque abbia l’idea giusta e la passione adatta per portarla avanti. Non
sono più solo Bono, Bill Clinton e Piero Angela a parlare al pubblico, ma
chiunque se lo meriti a prescindere dalla propria condizione sociale e dai
mezzi a disposizione. Il sostegno dato dal TED non è solo astratto, ma garanzia
e metro che verranno rispettati gli standard richiesti e i principi alla base
dell’organizzazione, valorizzando la missione del progetto sia per ciò che
rappresenta a livello globale, sia per ciò che può rappresentare a livello
locale.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright is-resized"><img src="http://ventiblog.com/wp-content/uploads/2019/09/tedxcosenza_logo-1024x378.png" alt="" class="wp-image-15304" width="306" height="113" srcset="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2019/09/tedxcosenza_logo-1024x378.png 1024w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2019/09/tedxcosenza_logo-300x111.png 300w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2019/09/tedxcosenza_logo-640x236.png 640w" sizes="(max-width: 306px) 100vw, 306px" /></figure></div>



<p>
















Quando
è stato organizzato per la prima volta a Cosenza, nel 2017, ho avuto
l’opportunità di assistere alla macchina in movimento e già lì avevo deciso che
mi sarebbe piaciuto farla partire. Il 20 settembre si terrà, infatti, la
seconda edizione di TEDxCosenza, organizzata da me e da un gruppo di persone,
devote in egual modo al progetto, che verrà realizzato al Teatro Rendano e
vedrà la partecipazione di scienziati, artisti e semplici sognatori.
Organizzare un evento simile in Calabria mi permetterà di far scoprire- così
come ho scoperto io stessa- il valore di una terra dimenticata e maltrattata,
spesso considerata maledetta, senza la presunzione di benedirla come induce la
metafora religiosa, ma portando persone e idee che si nascondono nella polvere
e hanno bisogno di un palco e una piattaforma giusta per emergere. 



</p>



<p>
















Ed è
proprio dall’idea di voler “mettere a fuoco” queste idee e mostrarle con
nitidezza, che nasce anche il nome del tema scelto per l’evento: Out of focus.
Andremo oltre la polvere che avvolge la nostra terra, oltre le nubi del
presente, per presentare un futuro ancora incerto, insieme alla volontà di
renderlo migliore e alle idee meritevoli di essere diffuse.



</p>
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		<title>Associazione MK @ tra Promozione dei Borghi e Turismo Esperienziale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giovanni Madeo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Apr 2018 18:54:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[INIZIATIVE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sono tornato dall&#8217;altra parte delle stivale, in Calabria, nei meandri della cultura ellenico-bizantina. E&#8217; sabato mattina, 24 Marzo, ed esco a respirare un pò d&#8217;aria nuova e a passeggiare sotto il sole. Incontro qualche amico e via&#8230;il tempo di raccontarci un po&#8217; di cose e vengo a conoscenza di un nuovo progetto: Associazione MK, un&#8217;associazione di promozione sociale, culturale, turistica e del tempo libero. MK nasce grazie all&#8217;impegno e alla pura volontà di un gruppo di giovani laureati e brillanti [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Palatino, serif;">Sono tornato dall&#8217;altra parte delle stivale, <strong>in Calabria</strong>, nei meandri della <strong>cultura ellenico-bizantina</strong>.<br />
</span>E&#8217; sabato mattina, 24 Marzo, ed esco a respirare un pò d&#8217;aria nuova e a passeggiare sotto il sole. Incontro qualche amico e via&#8230;il tempo di raccontarci un po&#8217; di cose e vengo a conoscenza di un nuovo progetto: <strong>Associazione MK, </strong><strong><span style="font-family: Palatino, serif;">un&#8217;associazione di promozione sociale, culturale, turistica e del tempo libero.</span></strong></p>
<p><span style="font-family: Palatino, serif;">MK nasce grazie all&#8217;impegno e alla pura volontà di un gruppo di <strong>giovani laureati e brillanti visionari del territorio</strong>, abitanti di Mirto Crosia, t</span><span style="font-family: Palatino, serif;">ornati nel proprio paese, dopo varie esperienze professionali e di studi, in Italia e all&#8217;estero. Un gruppo di amici s</span><span style="font-family: Palatino, serif;">pinti da <strong>una forza di volontà nuova</strong>, che disegna <strong>azioni di crescita</strong>, con l&#8217;obiettivo di <strong>condividere e donare</strong> alla terra quel bagaglio di consapevolezza maturato durante gli anni. </span></p>
<p>Per capire meglio, proseguo la mia passeggiata per le vie del borgo, e dopo mezz&#8217;ora mi trovo al <em>Pala Teatro, </em>dove effettivamente trovo conferme! Mi trovo coinvolto in un team dinamico e pratico<em>, </em>che<em> </em>sta già lavorando attivamente per la realizzazione di un nuovo<strong> evento di promozione culturale</strong>.</p>
<p>I ragazzi dell&#8217;associazione mi spiegano subito il loro obiettivo: <strong>condividere un messaggio di cambiamento, condividere una nuova visione di crescita, condividere la fresca gioia della Calabria ai viaggiatori di tutto il mondo.</strong></p>
<p><span style="font-family: Palatino, serif;">E&#8217; a tutti gli effetti</span><strong><span style="font-family: Palatino, serif;"> una nuova isola di crescita e sviluppo; </span></strong><span style="font-family: Palatino, serif;">un gruppo dinamico e pro-attivo, </span><span style="font-family: Palatino, serif;">consapevole delle ricchezze del territorio, e dell&#8217;immenso patrimonio culturale di cui siamo circondati. Un nuovo equipaggio che vuole contribuire concretamente a <strong>incidere un percorso di crescita</strong>, attuando passi fondamentali, al fine di poter far risplendere in tutto il mondo la bellezza e la maestosità della proprie radici.</span></p>
<p><span style="font-family: Palatino, serif;">Nella piazza principale del <strong>centro storico del Comune di Crosia</strong> ha sede l&#8217;associazione, la quale si pone come portavoce nella <strong>diffusione della conoscenza della Valle del Trionto</strong>, oltrepassando i confini territoriali e culturali, grazie all&#8217;utilizzo consapevole del web e all&#8217;abolizione dell&#8217;utilizzo della carta.</span></p>
<p>Il Portavoce mi dice: “<span style="font-family: Palatino, serif;"><i>Siamo abituati a intraprendere lunghi viaggi in località esotiche, dimenticando i luoghi che ci appartengono, siamo abituati a costruire sogni scrutando l&#8217;orizzonte, trascurando ciò che ci circonda”</i></span></p>
<p><span style="font-family: Palatino, serif;">Da questa consapevolezza, nasce l&#8217;azione di promozione territoriale dell&#8217;Associazione MK.</span></p>
<p><div style="width: 480px;" class="wp-video"><!--[if lt IE 9]><script>document.createElement('video');</script><![endif]-->
<video class="wp-video-shortcode" id="video-12331-1" width="480" height="480" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="http://ventiblog.com/wp-content/uploads/2018/04/VID-20180330-WA0010.mp4?_=1" /><a href="http://ventiblog.com/wp-content/uploads/2018/04/VID-20180330-WA0010.mp4">http://ventiblog.com/wp-content/uploads/2018/04/VID-20180330-WA0010.mp4</a></video></div></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><span style="font-family: Palatino, serif;">Favorire <strong>l&#8217;aggregazione interculturale</strong> e la socializzazione attraverso la valorizzazione, in ogni sua forma del tempo libero. </span></h2>
<p><strong><span style="font-family: Palatino, serif;">Ed è tutto vero, da lì a qualche ora inizia lo spettacolo! </span></strong></p>
<p>Sono le ore 15:00 ed in Piazza Dante arrivano, da <strong>15 nazionalità</strong> diverse, <strong>40 studenti</strong> appartenenti al progetto Erasmus dell&#8217;<strong>UNICAL, Università della Calabria.</strong></p>
<p><strong><span style="font-family: Palatino, serif;">Il TOUR ha inizio : #ERASMUS @ One day tour</span></strong></p>
<p><strong><span style="font-family: Palatino, serif;">Una nuova visione di turismo eco sostenibile e di scambi interculturali. </span></strong><span style="font-family: Palatino, serif;">Una full Immersion nella tradizioni e nella cultura contadine della Valle del Trionto. </span></p>
<p>Il reportage realizzato per l&#8217;occasione saprà trascinarvi molto meglio delle parole in questa nuova dimensione.</p>
<p><div style="width: 750px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-12331-2" width="750" height="422" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="http://ventiblog.com/wp-content/uploads/2018/04/MK@-V3.mp4?_=2" /><a href="http://ventiblog.com/wp-content/uploads/2018/04/MK@-V3.mp4">http://ventiblog.com/wp-content/uploads/2018/04/MK@-V3.mp4</a></video></div></p>
<h2><strong>24 H infinite!</strong></h2>
<p>Tra scambi di idee e risate multiculturali, tra paesaggi suggestivi e sapori tipici, <strong>tra danze antiche e suoni moderni</strong>, tra cultura antica e nuove visioni, tra il Resto del mondo e la maestosa Calabria.</p>
<p><span style="font-family: Palatino, serif;">Grazie a un team folto e motivato, e grazie alle varie sinergie createsi, insieme al responsabile del progetto Erasmus, Eros Eroll Qose, gli ospiti s</span><span style="font-family: Palatino, serif;">ono stati accolti e guidati attraverso un itinerario variegato, il quale propone <strong>conoscenza ed esperienza</strong> dei diversi lati culturali e tipici calabresi.</span></p>
<ul>
<li><span style="font-family: Palatino, serif;"><strong>Percorsi naturalisti e tour aziendale </strong>presso l&#8217;azienda agricola Vulcano;</span></li>
<li><span style="font-family: Palatino, serif;"><strong>Visita guidata dei borghi </strong>nel centro storico di <strong>Crosia; </strong></span></li>
<li><span style="font-family: Palatino, serif;">3 postazioni di <strong>specialità eno gastronomiche</strong> locali;</span></li>
<li><span style="font-family: Palatino, serif;">Gruppi di animazione folkloristici e balli popolari,<strong>“Le Pacchiane”; </strong></span></li>
<li>Proiezione di<strong> Cortometraggi e reportage culturali</strong> sulle antiche tradizioni.</li>
<li><strong>Night Party</strong> @ Palateatro;</li>
<li><strong>Benedizione </strong>e visita luoghi sacri.</li>
</ul>
<h2><strong><span style="font-family: Palatino, serif;">I Ragazzi di MK sono davvero forti!</span></strong></h2>
<p>Coinvolgenti ed entusiasti, capaci di accogliere e condividere, danzare e degustare tra i sapori antichi di <strong>una terra ricca e magica</strong> e le idee innovative provenienti da ogni parte del mondo.</p>
<p><span style="font-family: Palatino, serif;">Promuovono attivamente <strong>stili di vita sani </strong>e integrati nel tessuto culturale locale, </span><span style="font-family: Palatino, serif;">valorizzano la propria terra condividendo un nuovo punto di vista, capaci di rappresentare e raccontare in modo nuovo il territorio, al fine di <strong>esportare e condividere il carattere tipico della Calabria ad un pubblico internazionale. </strong></span></p>
<p><span style="font-family: Palatino, serif;">L&#8217;utilizzo dei nuovi media, in particolare dei canali social, al fine di <strong>coinvolgere attivamente</strong> la comunità, facendola sentire parte di una crescita identitaria e collettiva, che vede al centro i piccoli borghi, <strong>la riscoperta dei caratteri tradizionali e culturali, </strong>e la possibilità di<strong> accogliere e integrare nuove idee e culture.</strong></span></p>
<h2><strong><a href="https://www.instagram.com/AssociazioneMK/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Qui trovate la loro pagina Instagram.</a></strong></h2>
<p><span style="font-family: Palatino, serif;">Da ciò che mi hanno raccontato, saranno <strong>molte le attività previste</strong> per il futuro del territorio:</span></p>
<p><span style="font-family: Palatino, serif;">-integrazione della tradizione folkloristica e i nuovi media</span></p>
<p><span style="font-family: Palatino, serif;">-riqualificazione del centro storico e reportage storico-culturale</span></p>
<p><span style="font-family: Palatino, serif;">-tour culturali &#8211; spirituali &#8211; eno gastronomici e valorizzazione dell&#8217;artigianato</span></p>
<p><span style="font-family: Palatino, serif;">-trekking urbano e naturalista</span></p>
<p><span style="font-family: Palatino, serif;">-eventi e interscambi culturali</span></p>
<p><span style="font-family: Palatino, serif;">-diffusione della cultura e promozione aziendale</span></p>
<p>Che dire, tutto ciò <strong>è fantastico! </strong>U<span style="font-family: Palatino, serif;">n nuovo passo concreto per una <strong>Calabria 3.0</strong> , che sa affacciarsi al <strong>turismo internazionale</strong> e sa accogliere con qualità e innovazione le <strong>nuove richieste esperienziali</strong>.</span></p>
<p>Vi invito a seguire su <strong><a href="https://www.facebook.com/AssociazioneMK/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Facebook</a></strong> le iniziative e i nuovi progetti dell&#8217;associazione, e in particolar modo vi invito a venirli a trovare direttamente a Crosia, in Calabria, dove potrete condividere e vivere <strong>un&#8217;esperienza unica e indimenticabile</strong>.</p>
<h2>Grazie Infinite MK, alla prossima avventura!</h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>
<a href='https://ventiblog.com/promozione-dei-borghi-e-turismo-esperienziale/img-20180406-wa0006-2/'><img data-attachment-id="12388" data-orig-file="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2018/04/IMG-20180406-WA0006-1.jpg" data-orig-size="1600,1200" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;,&quot;keywords&quot;:&quot;Array&quot;}" data-image-title="IMG-20180406-WA0006" data-image-description="" data-medium-file="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2018/04/IMG-20180406-WA0006-1-300x225.jpg" data-large-file="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2018/04/IMG-20180406-WA0006-1-1024x768.jpg" width="150" height="150" src="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2018/04/IMG-20180406-WA0006-1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" srcset="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2018/04/IMG-20180406-WA0006-1-150x150.jpg 150w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2018/04/IMG-20180406-WA0006-1-125x125.jpg 125w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></a>
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		<title>SILENT DISCO. WHAT’S THAT SOUND?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Venti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Sep 2014 10:34:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MUSICA]]></category>
		<category><![CDATA[TENDENZE]]></category>
		<category><![CDATA[VENTI NEWS]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Di Carlotta Bianchi La musica è per l’anima ciò che la ginnastica è per il corpo. Platone WHAT: “Silent Disco” è un progetto che prevede una discoteca all’aperto dove la musica, ascoltabile grazie a cuffie da affittarsi pre evento, viene trasmessa via radio WHEN: uno dei molti sabati milanesi (noi siamo andati il 24 maggio) WHERE: Colonne di San Lorenzo, Milano WHY: il concept nasce per unire la tranquillità dei residenti in zona Colonne con un evento di massa in [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">Di <a title="ELENA CARLOTTA BIANCHI" href="http://ventiblog.com/2014/05/elena-carlotta-bianchi-2/">Carlotta Bianchi</a></p>
<blockquote><p>La musica è per l’anima ciò che la ginnastica è per il corpo. Platone</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://ventiblog.com/wp-content/uploads/2014/09/image14.jpg"><img class="alignnone wp-image-1849 size-full" src="http://ventiblog.com/wp-content/uploads/2014/09/image14.jpg" alt="Silent disco" width="600" height="569" srcset="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2014/09/image14.jpg 600w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2014/09/image14-300x285.jpg 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a></p>
</blockquote>
<p><strong>WHAT</strong>: “Silent Disco” è un progetto che prevede una discoteca all’aperto dove la musica, ascoltabile grazie a cuffie da affittarsi pre evento, viene trasmessa via radio</p>
<p><strong>WHEN</strong>: uno dei molti sabati milanesi (noi siamo andati il 24 maggio)</p>
<p><strong>WHERE</strong>: Colonne di San Lorenzo, Milano</p>
<p><strong>WHY</strong>: il concept nasce per unire la tranquillità dei residenti in zona Colonne con un evento di massa in un’area di ritrovo centrale per Milano</p>
<p><strong>WHO:</strong> movida milanese del sabato sera</p>
<p><strong>ORGANIZZAZIONE</strong>: NIKA Solo Silent Disco, Intellighenzia Electronica</p>
<p>Il sabato sera a Milano si traduce spesso in un giretto con gli amici alle Colonne di San Lorenzo. Questa volta l’idea era quella di partecipare ad un nuovo progetto sostenuto dal Comune di Milano che riguarda sabati dedicati alla “Silent Disco”.</p>
<p>Detto fatto, affittate le cuffie per 5€, lasciando un documento da ritirare alla riconsegna, ci siamo dedicati alla comprensione di questo “magico” strumento, che ci avrebbe permesso di godere dell’esperienza alternativa.</p>
<p>L’utilizzo è piuttosto semplice: le cuffie funzionano tramite sistema bluetooth (dunque hanno un raggio limitato a qualche decina di metri rispetto alla consolle di trasmissione) e consentono di scegliere tra 3 stazioni radio, ognuna con un diverso tipo di musica elettronica. Una volta scelta la frequenza desiderata, ci si lancia nella mischia, nella danza più scatenata, su panchine o vicino ai bar, purchè si rimanga nel raggio di ricezione del segnale.</p>
<p>Durante la serata le persone sono state tante e varie: qualche curioso ha partecipato all’evento, altri sono rimasti indifferenti, restando comunque nella piazza, qualcun altro, invece, sembrava perplesso della presenza di così tanti ballerini con cuffie, dalle performance discutibili e senza musica apparente.</p>
<p>Opinioni contrastanti certo, ma la Silent Disco è indubbiamente un nuovo modo per attrarre persone, proporre occasioni di divertimento e permettere di riunirsi in una zona centrale, conoscendo persone diverse.</p>
<p><strong>VOTO: </strong>2/5.</p>
<p>Forse era la serata sbagliata, forse i ragazzi si sono confusi pensando fosse venerdì (dove andare per club è il must), tuttavia l’affluenza all’evento è stata minima. E i pochi partecipanti (nonostante la zona fosse affollata) assieme alla musica elettronica – personalmente non riesco ad apprezzarla – hanno fatto calare l’entusiasmo iniziale.</p>
<p>La prossima volta suggerisco un “Silent Rave” e, se vi chiedete cosa sia, l’unione di Silent Disco e Flash Mob vi suggerisce qualcosa?</p>
<p><a href="http://ventiblog.com/wp-content/uploads/2014/09/image15.jpg"><img class="aligncenter wp-image-1850 size-full" src="http://ventiblog.com/wp-content/uploads/2014/09/image15.jpg" alt="Silent disco" width="600" height="450" srcset="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2014/09/image15.jpg 600w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2014/09/image15-300x225.jpg 300w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2014/09/image15-80x60.jpg 80w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a></p>
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		<title>Siete pronti ad indossare la maschera?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Martina Tagliavia]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Sep 2014 18:05:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[INIZIATIVE]]></category>
		<category><![CDATA[TENDENZE]]></category>
		<category><![CDATA[VENTI NEWS]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Di Martina Tagliavia Descrivere lo Sleep No More non è facile, essendo un’esperienza più che uno spettacolo, quindi di per sé non adatta ad essere raccontata a parole. Inoltre, gran parte dell’emozione e della sorpresa deriva dall’alone di mistero che lo precede, per cui mi limiterò giusto ad accennarvi di che si tratta. A Manhattan, nel cuore di New York, tra la ventisettesima e la decima si trova il McKittrick Hotel, dove periodicamente viene messo in scena uno spettacolo interattivo [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">Di <a title="MARTINA TAGLIAVIA" href="http://20ventiblog.wordpress.com/2014/05/13/martina-tagliavia/" target="_blank" rel="noopener">Martina Tagliavia</a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="https://20ventiblog.files.wordpress.com/2014/06/574678_10202342142939567_219089080_n.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-909" src="http://20ventiblog.files.wordpress.com/2014/06/574678_10202342142939567_219089080_n.jpg?w=225&amp;h=300" alt="574678_10202342142939567_219089080_n" width="225" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Descrivere lo <em>Sleep No More</em> non è facile, essendo un’esperienza più che uno spettacolo, quindi di per sé non adatta ad essere raccontata a parole. Inoltre, gran parte dell’emozione e della sorpresa deriva dall’alone di mistero che lo precede, per cui mi limiterò giusto ad accennarvi di che si tratta.<br />
A Manhattan, nel cuore di New York, tra la ventisettesima e la decima si trova il McKittrick Hotel, dove periodicamente viene messo in scena uno spettacolo interattivo senza eguali nel mondo, interpretato dalla compagnia teatrale inglese Punchdrunk.<br />
Si acquistano i biglietti online al prezzo di circa 100$ (ben spesi!), senza avere la minima idea di cosa esattamente si andrà ad assistere.</p>
<p style="text-align: justify;">Arrivati all’hotel, gli spettatori devono depositare giacche, borse e quant’altro possa disturbare il loro movimento durante la performance, e ad ognuno di essi viene data una carta da gioco, personalissimo biglietto d’ingresso; vengono accompagnati al Manderley Bar, dove, intrattenuti da cantanti in stile anni ’30, possono godersi qualche drink in attesa di essere chiamati ad entrare.</p>
<p><a href="https://20ventiblog.files.wordpress.com/2014/06/e215471.jpg"><img class="size-medium wp-image-910 aligncenter" src="http://20ventiblog.files.wordpress.com/2014/06/e215471.jpg?w=300&amp;h=195" alt="e215471" width="300" height="195" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Infatti, una per una, ad intervalli costanti, vengono annunciate al microfono le varie carte di cui gli spettatori sono in possesso, e così questi, a gruppi, si avviano verso l’interno per mezzo di un ascensore. Prima però, vengono forniti di una maschera bianca; queste le regole: non possono mai togliere la maschera, né parlare tra di loro.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli unici a non indossare la maschera, e quindi riconoscibili per questo, sono proprio gli attori.</p>
<p style="text-align: justify;">Da questo momento gli spettatori sono liberi di vagare su e giù per quattro piani, alla scoperta delle innumerevoli stanze dell’hotel, dove luci soffuse, musica di suspense, e scenografie ad hoc, li condurranno nelle ambientazioni più diverse: potrete trovare vecchi cimiteri, studi abbandonati, cripte, stanze da letto, sale d’ospedale, fienili, club con piccoli tavolini tondi o squallidi bar con tanto di bancone ed alcolici.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="https://20ventiblog.files.wordpress.com/2014/06/sleepnomore_hospital.png"><img class="alignnone size-medium wp-image-911" src="http://20ventiblog.files.wordpress.com/2014/06/sleepnomore_hospital.png?w=300&amp;h=202" alt="SleepNoMore_Hospital" width="300" height="202" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Vi sembrerà di essere in un film dell’horror, quando l’attimo prima appare tutto regolare e tranquillo, e l’attimo dopo accade qualcosa di molto inquietante. Seguendo le altre “maschere bianche”, vi ritroverete nella grande foresta con gli alberi alti, e la rappresentazione ha inizio.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli attori sembrano partecipare ad un ricevimento, alcuni impegnati in un ballo, altri a conversare, ma ad un certo punto le loro strade si separano: ognuno prende una direzione diversa ed è lo spettatore che sceglie a quale storia assistere, seguendo (anzi direi più correttamente inseguendo, non per nulla tra le istruzioni c’è scritto anche di indossare scarpe comode!) l’attore che preferisce.</p>
<p style="text-align: justify;">Durante lo spettacolo, che complessivamente dura circa tre ore, gli spettatori possono anche prendere una pausa e tornare al Bar, soprattutto perché alcune scene possono risultare emotivamente molto sconvolgenti.</p>
<p style="text-align: justify;">La storia è una sola, ma ogni spettatore ne conosce solo alcuni spezzoni, osservandola dal punto di vista dell’attore, o degli attori, che ha rincorso. Il finale, che si tiene nuovamente nella stanza-foresta iniziale, vede tutti gli attori nuovamente insieme in un banchetto e…in una drammatica conclusione.</p>
<p style="text-align: justify;">Invito chiunque voglia andare ad assistervi a non informarsi ulteriormente sulle caratteristiche dello spettacolo, né tantomeno sulla trama di fondo, ispirata ad una famosa opera di Shakespeare. Inoltre rassicuro chi dubitasse delle proprie capacità di comprensione in inglese: lo spettacolo non è parlato! Solo musiche, gesti, balli, passionalità.</p>
<p style="text-align: justify;">Ultima nota per gli appassionati di telefilm: lo <em>Sleep No More</em> ha ispirato una puntata di Gossip Girl (5.07: <em>The Big Sleep No More</em>); questa è una delle scene girate proprio durante lo svolgimento dello spettacolo.</p>
<div class="video-wrapper">
<p>[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=xd-W-JEHaeI]</p>
</div>
<p style="text-align: justify;">Concludo con ciò che mi ha detto un amico quando ha saputo che andavo ad assistere a questo incredibile spettacolo: “Non importa con chi vai allo <em>Sleep No More</em>, tanto dentro ti ritroverai da solo.”</p>
<p style="text-align: justify;">
<p>&nbsp;</p>
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		<title>NUVOLA ROSA. WOMEN POWER.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Venti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Sep 2014 14:17:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[(E)VENTI]]></category>
		<category><![CDATA[TENDENZE]]></category>
		<category><![CDATA[VENTI NEWS]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Di Carlotta Bianchi       Audantes fortuna iuvat. Virgilio WHAT: “La Nuvola Rosa” è un’iniziativa socio–culturale per la valorizzazione del talento femminile WHEN: si è svolta dal 22 al 24 aprile 2014 WHERE: a Roma WHY: La Nuvola Rosa vuole sensibilizzare il pubblico sul tema della differenza di genere nel campo della scienza, della tecnologia e della ricerca. E’ un progetto che nasce nell’ambito del Piano di Sviluppo Nazionale intrapreso da Microsoft a favore della digitalizzazione della PA, delle PMI e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">Di <a title="ELENA CARLOTTA BIANCHI" href="http://ventiblog.com/2014/05/elena-carlotta-bianchi-2/">Carlotta Bianchi</a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://20ventiblog.files.wordpress.com/2014/05/20140424_133503.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-626" src="http://20ventiblog.files.wordpress.com/2014/05/20140424_133503.jpg?w=180&amp;h=300" alt="20140424_133503" width="180" height="300" /></a><a href="http://20ventiblog.files.wordpress.com/2014/05/2014-04-23-10-01-09.jpg">      <img class="size-medium wp-image-384" src="http://20ventiblog.files.wordpress.com/2014/05/2014-04-23-10-01-09.jpg?w=250&amp;h=300" alt="2014-04-23 10.01.09" width="250" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><em>Audantes fortuna iuvat</em>. Virgilio</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>WHAT</strong>: “<a href="http://www.lanuvolarosa.it/index.html">La Nuvola Rosa</a>” è un’iniziativa socio–culturale per la valorizzazione del talento femminile</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>WHEN</strong>: si è svolta dal 22 al 24 aprile 2014</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>WHERE</strong>: a Roma</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>WHY: </strong>La <em>Nuvola Rosa</em> vuole sensibilizzare il pubblico sul tema della differenza di genere nel campo della scienza, della tecnologia e della ricerca. E’ un progetto che nasce nell’ambito del Piano di Sviluppo Nazionale intrapreso da Microsoft a favore della digitalizzazione della PA, delle PMI e dei giovani.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>WHO: </strong>Sono stati coinvolti diversi soggetti, stampa, influencer, imprese, istituzioni, mondo accademico, studentesse universitarie e degli ultimi due anni delle scuole superiori.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>ORGANIZZAZIONE</em>:</strong> Microsoft.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>COLLABORAZIONE</em>:</strong> Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri e Università La Sapienza.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>PARTNERSHIP</em>:</strong> Asus, Avanade, Intel, Telecom Italia.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://20ventiblog.files.wordpress.com/2014/05/2014-04-24-14-15-16.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-387" src="http://20ventiblog.files.wordpress.com/2014/05/2014-04-24-14-15-16.jpg?w=300&amp;h=247" alt="2014-04-24 14.15.16" width="300" height="247" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Il workshop, giunto alla seconda edizione (l’anno scorso è stato ospitato a Firenze), è stato strutturato in tre giornate intensissime, caratterizzate da corsi di vario tipo, dibattiti su occupazione femminile in Italia e incontri con donne, ma anche uomini – dedicati, per una volta, ad elogiare il multitasking femminile e la divisione del lavoro domestico – ai vertici di grandi organizzazioni.<br />
I corsi offerti sono stati molto variegati – spaziavano dallo sviluppo di un’app (a condizione che il linguaggio HTML, C++, VBA fosse conosciuto) al web writing, all’utilizzo di Linkedin per cercare lavoro – e sono stati, quindi, divisi in sette aree, a seconda che trattassero di tecnologia, programmazione, giurisprudenza, mondo del lavoro, sviluppo personale o testimonianze. Le sette aree sono state:<em>TechHer, DeveloHer, LawHer, EmpowerHer, InspireHer, EmployHer, PinkHackathon</em> (il primo hackathon al femminile svolto in Italia).<br />
Sono stati trattati temi stimolanti per la mente frizzante di qualsiasi ragazza, ed il tutto è stato correlato da fantastici aperitivi, offerti sia presso la sede della facoltà di ingegneria della Sapienza, in via Eudossiana 18(davanti al Colosseo!), sia presso il museo <em>Maxxi</em> e il <em>Vittoriano</em>, per poche “elette” (abbiamo avuto la fortuna di trovarci al posto giusto nel momento giusto!).</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://20ventiblog.files.wordpress.com/2014/05/10172857_10152126576192399_2182901090248124650_n.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-388" src="http://20ventiblog.files.wordpress.com/2014/05/10172857_10152126576192399_2182901090248124650_n.jpg?w=300&amp;h=278" alt="10172857_10152126576192399_2182901090248124650_n" width="300" height="278" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>VOTO</strong>: 4/5</p>
<p style="text-align: justify;">Il seminario, completamente gratuito, è stato ben strutturato. I corsi sono stati interessanti, ma consigliamo la partecipazione soprattutto dal III anno di università.<br />
Magica Roma, tante le speranze per il futuro ed un messaggio per tutte le ragazze: “<em>gli uomini nascono dalle donne. Siate sempre coraggiose, visibili, orgogliose. Rischiate”.</em><br />
Una sola riflessione: che ci sia bisogno di un confronto direttamente con i maschietti sulle stesse tematiche, per par condicio?</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://20ventiblog.files.wordpress.com/2014/05/2014-04-23-14-32-50.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-385" src="http://20ventiblog.files.wordpress.com/2014/05/2014-04-23-14-32-50.jpg?w=300&amp;h=280" alt="2014-04-23 14.32.50" width="300" height="280" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://20ventiblog.files.wordpress.com/2014/05/2014-04-24-14-15-01.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-386" src="http://20ventiblog.files.wordpress.com/2014/05/2014-04-24-14-15-01.jpg?w=290&amp;h=300" alt="2014-04-24 14.15.01" width="290" height="300" /></a></p>
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