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Lo sport piace ancora, ma solo se c’è competizione

Il mondo dello sport in Italia rappresenta, secondo dati Forbes, circa il 3% del PIL, producendo un indotto pari a 78,8 miliardi di euro. Nel nostro Paese, infatti, gli appassionati sono circa 35 milioni di persone e i praticanti sono circa 15,5 milioni. Questo dato, nonostante la sua rilevanza, mostra una graduale, ma inesorabile discesa. Nel 2019 questo settore ha prodotto circa 95,9 miliardi di euro, attestandosi in termini percentuali al 3,6% del PIL nazionale. Anche considerando la più seguita tra le discipline, ovvero il calcio, si può notare come stia subendo un crollo quasi verticale, e la situazione inizia a farsi preoccupante. La serie A non attrae più, basti pensare al fatto che l’asta per i diritti TV per il triennio 2024-2027 si è attestata ben al di sotto del minimo di 1,15 miliardi di euro e si sta pensando di procedere alle trattative private, con le diverse emittenti radiotelevisive. All’asta hanno partecipato solo Mediaset, Dazn e Sky. L’obiettivo a questo punto pare essere quello di raggiungere almeno i 927,5 milioni di euro incassati nelle precedenti stagioni. Anche se sono al vaglio anche strumenti alternativi come la creazione di un canale ufficiale della Lega Serie A che trasmetta almeno una partita in chiaro per ogni turno. La deadline fissata per il 2 agosto si è risolta in un nulla di fatto e molti appassionati aspettano di conoscere come potranno seguire la loro squadra.

Questo declino trova causa essenzialmente in 2 fattori: la pirateria, che si stima dreni dal sistema circa 5 milioni di appassionati, che guardano le tramite il cosiddetto “pezzotto”, e che tradotti in soldoni valgono quasi 2 miliardi di euro, e la perdita d’attrattività del nostro calcio. Per ciò che concerne il primo fattore una punto di svolta può essere segnato dall’approvazione dalla legge “anti pezzotto”, che ha ricevuto l’ok definitivo del Senato all’unanimità lo scorso 13 luglio. Questo provvedimento consente all’AGCOM di bloccare in 30 minuti la visione di contenuti protetti, inasprisce le multe per gli utenti fraudolenti, inserisce lo streaming tra le visione vietate e coinvolge la magistratura nelle ricerche dei pirati digitali. Ulteriore dato da considerare è il drastico calo di ascolti fatto registrare, mediamente, dagli incontri disputati.  I numeri premondiale, quindi relativi ai primi giorni di novembre, parlavano di quasi 7,5 milioni di spettatori per ogni turno. Quelli di febbraio si sono attestati, invece, a 5,8 milioni. La riduzione è da imputare, probabilmente, sia al disinnamoramento di molti tifosi juventini, che rappresentano la maggioranza dei tifosi italiani, a seguito delle sentenze sul caso plusvalenze, e insieme a loro molti altri tifosi che hanno assistito ad un competizione più volte modificata in corsa, sia al fatto che la nostra serie avesse già a gennaio decretato la squadra vincitrice. Il Napoli di fatto ha ucciso il campionato. Come spesso è avvenuto negli ultimi anni, non vi è stata una vera competizione, se non per le posizioni di non primaria importanza.

Se il mondo del pallone piange, quello dei motori sembra vivere una situazione totalmente divergente. La Formula fa registrare un crollo verticale degli ascolti TV, con una riduzione media, rispetto al 2022, del 31% di spettatori per GP. Di contro, la MotoGP denota un balzo in avanti del 27% in tema di ascolti televisivi. Questo totale scostamento è dovuto alla mancanza di competitività che regna in Formula 1. La Red Bull di Verstappen appariva la vincitrice designata del mondiale già dal mese di Aprile, mentre sulle due ruote la lotta sembra essere più aperta, con il nostro Bagnaia che sta facendo sognare molti appassionati. Noi italiani, in tema di sport, siamo spesso campanilisti e la Ferrari che da anni annaspa, illudendo gli appassionati nel premondiale per poi deluderli nel corso della stagione non attrae più. Mentre Bagnaia che in vetta alla classifica, lotta per la vittoria in ogni Gran Premio rievoca, negli addetti ai lavori, e senza voler esagerare, i tempi in cui Valentino Rossi regalavi sogni. In tema di due ruote, anche il ciclismo ha fatto registrare un ottima performance, con circa 1,3 milioni di spettatori che hanno assistito alla vittoria di Roglic, giunta alla penultima tappa del Giro d’Italia.

Lo sport competitivo attrae ancora, l’emozione per l’impresa ha ancora un suo fascino insito nella psicologia di ogni uomo, quindi ”qual è la vera vittoria, quella che fa battere la mani o i cuori?”.


Articolo pubblicato su Il Quotidiano del Sud – L’Altravoce dei ventenni

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