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La mia esperienza alla fiera dell’artigianato a Milano

Photo by Konstantin Evdokimov on Unsplash

Un giro per l’Italia ed il mondo senza bisogno di documenti

Si appena conclusa a Milano la Fiera dell’artigianato, l’evento fieristico tra i più importanti al mondo, una vetrina irrinunciabile per gli artigiani e un appuntamento fisso per gli appassionati del settore. Circa 80 i paesi ospitati e 2000 espositori provenienti da tutto il mondo che per nove giorni hanno potuto esporre e vendere le loro produzioni e gli oggetti, rigorosamente fatti a mano. Ci sono voluti due anni di attesa (poiché l’interruzione pandemica del 2020 non ne ha permesso lo svolgimento), un periodo che per l’artigianato è un’infinità e che si è tradotta in idee originali e innovative.

Tradizione ed innovazione presente in tutti i sette padiglioni della fiera ed in ogni regione d’Italia. La Calabria ha attirato curiosi (me compresa) già dal primo giorno con le sonorità intimistiche del cantautore Sergio Cammariere e le musiche tradizionali della tarantella, suonata in più occasioni dai Sabatum Quartet che hanno inoltre fatto da accompagnamento alla sfilata delle creazioni della stilista cosentina Luigia Granata con i suoi abiti eleganti di seta, ispirati alla tradizione e alle città calabresi. Il lungo periodo in casa del lockdown ci ha fatto riappropriare dell’arte del preparare il pane e la pizza fatta in casa e la Besidiae Manici, azienda di Bisignano ha realizzato la “mailla” (contenitore utilizzato per impastare dalle vecchie generazioni) presentato insieme ad altri sei utili strumenti per la preparazione della pizza fatta in casa all’interno del suo “kit pizza pro”.

Tanti gli stand enogastronomici calabresi che propongono e fanno assaggiare le loro prelibatezze come l’azienda Suriano di Amantea che ha creato due salse di cui ha registrato il marchio: Tropeo e Amanteo. Il primo dedicato alla città di Tropea è a base di cipolla e purea di cacao, il secondo dedicato alla città di Amantea è a base di peperoncino fermentato con un packaging originale simile al famoso tubetto del ketchup. L’azienda Carpentieri profumi, accanto al già famoso profumo a base di bergamotto, ha creato l’essenza “fior d’ulivo” che evoca i profumi dei vasti uliveti calabresi. Durante i giorni di fiera ho potuto vedere e toccare dal vivo le prelibatezze della mia regione con rivisitazioni ed abbinamenti nuovi e conoscere le storie dei tanti piccoli artigiani calabresi che con passione e sacrificio portano avanti la loro attività cercando di resistere alla dura concorrenza di grandi aziende.

Grazie a questa esperienza ho potuto apprezzare gli svariati prodotti offerti da ogni regione ed anche quelli del resto del mondo di cui ignoravo la produzione. In uno stand del Trentino Alto Adige ho conosciuto il Cirmolo, una specie di pino da cui si ottiene un olio molto profumato utilizzato per trasmettere tranquillità e benessere; un vero toccasana per la mente e per il corpo grazie alle proprietà balsamiche. Nel padiglione dell’America ho toccato la morbida lana di alpaca, lavorata in Perù ed utilizzata per creare dei meravigliosi e soprattutto caldissimi capi di abbigliamento come sciarpe, cappelli, calzini e maglioni. Nel padiglione asiatico ho potuto assaggiare le tisane ottenute dal fiore di loto proveniente dal Vietnam dal sapore dolce e dall’effetto drenante.

Questi giorni in fiera sono stati entusiasmanti e coinvolgenti poiché mi hanno fatto scoprire realtà da ogni parte del mondo, ognuna con i propri profumi, colori, culture e produzioni artigianali, raggiungibili a pochi passi l’una dall’altra. È stata un’occasione per apprezzare ancora di più il lavoro che c’è dietro ogni piccolo oggetto ed i costi per produrlo che talvolta sono molto inferiori sui siti di e-commerce o nelle grandi catene per via della concorrenza, o al contrario molto più elevati a causa dell’esportazione della materia prima. Quest’anno quindi nell’impossibilità di viaggiare in giro per il mondo, ho “viaggiato” tra uno stand all’altro all’interno degli infiniti padiglioni della fiera dell’artigianato ed ho acquistato i miei souvenirs da ogni parte d’Italia e del mondo. Credo che poche cose sono più soddisfacenti che trovare subito il regalo perfetto per Natale per i propri affetti ed acquistare in Nepal, Sardegna, Campania, Sicilia, Argentina, Corea del sud e Perù senza attraversare oceani e valicare confini!


Articolo pubblicato sul Quotidiano del Sud – L’Altravoce dei ventenni

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