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La dura lezione del Covid sul diritto alla salute

Che piaccia o meno, l’unica arma che abbiamo a disposizione per ambire a tornare ad una condizione di vita pre-covid è rappresentata dal successo della campagna vaccinale.

Se da un lato questo ambizioso progetto si scontra con un sentimento no-vax che ci vede – quello sì – primeggiare in Europa, dall’altro va anche dato il giusto merito alla nostra inarrivabile capacità creativa, che è riuscita in qualche modo ad istituzionalizzare molte delle inefficienze e, cosa ancor più grave, a rendere sistemiche alcune intollerabili disparità.

Resisterò in qualche modo alla tentazione diabolica di fare ironia sulla trovata geniale della poliedrica categoria “altro”, e mi soffermerò invece su una questione “radicale”, che si riferisce alla serie di interventi legislativi che hanno portato a compimento, a cavallo del nuovo millennio, il tanto discusso processo di regionalizzazione della sanità italiana. Primo passo di quel percorso federalista invocato a suo tempo dalla Lega Nord e da altre forze politiche.

Racconti da brivido sullo stato in cui versa la sanità in alcune regioni non sono rari, ma l’emergenza Covid e la campagna vaccinale ci hanno finalmente permesso di vedere il quadro d’insieme e le sue devastanti conseguenze.

Con poche eccezioni, è infatti impossibile non notare un andamento sinergico tra i dati che raccontano la gestione del fenomeno pandemico e lo stato di salute della rispettiva sanità regionale. 

Il tutto mentre a livello aggregato siamo tra i paesi occidentali con il tasso di mortalità da Covid più elevato e ci collochiamo terzultimi in EU (davanti alle sole Ungheria e Lettonia) per ritmo nelle vaccinazioni.

Insomma, un disastro su tutta la linea, dal quale, una volta ripreso fiato dall’apnea cui siamo tutti costretti, sarebbe madornale non trarre delle considerazioni. 

L’evento pandemico ha solo fatto da stress test ad un sistema compromesso a monte, che ha mostrato tutta la sua fragilità. Ora si può solo sperare di aver imparato una lezione che permetta in futuro di tutelare di quel diritto alla salute sancito dalla nostra Costituzione. 


Articolo già pubblicato sul Quotidiano del Sud – l’Altravoce dei ventenni