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E se Dracula fosse vegano..?

Cari commensali di viaggio, ben tornati dalle vacanze! All’indomani (giorno più, giorno meno) dell’uscita su Netflix della serie Tv su Dracula e non avendo la benché minima voglia di tornare a lavorare, noi di MangiaGraecia – grandi luminari e pensatori – ci siamo posti un peculiare quesito circa le abitudini alimentari del Conte Vampiro più famoso del mondo: se Dracula fosse vegano, cosa berrebbe?

Ebbene, la risposta che ci siamo dati è ovvia: la Sangria!

La bevanda alcolica più famosa di Spagna, non a caso, prende il nome proprio dalla parola “sangue” (in spagnolo “sangre”), ma non perché fra gli ingredienti vi sia anche il frutto delle vene di giovani vergini, bensì in virtù del colore rosso profondo che la caratterizza, nonchè dell’immaginario di focosità e passionalità che ad esso si accompagna.

Ma Dracula questo non lo sa, e la beve lo stesso!

L’origine di questa fresca, dolce, profumata e rubizza prelibatezza va ricercata – secondo le ricostruzioni storiche più accreditate – nelle coltivazioni iberiche del primo ‘800, ove i contadini spagnoli e portoghesi erano soliti realizzare la bevanda con i prodotti che la terra metteva loro a disposizione: vino, pesche, mele e agrumi.

Tuttavia, noi prediligiamo un’altra versione, che conferisce alle sorsate di Sangria un pizzico di avventura, arguzia e spavalderia: intorno al 1700, un gruppo di marinai inglesi approdò nelle Antille, dove – ahiloro – vigeva il divieto per i marinai di consumare bevande alcoliche.

Non volendo rinunciare al piacere di sciacquarsi la gola a causa di un irragionevole divieto, costoro idearono un furbo stratagemma: mascherarono il rum spagnolo che erano soliti consumare con miele, spezie e pezzettoni di frutta locale, aggirando, così, le autorità delle Antille, che scambiarono la bevanda per del semplice succo di frutta.

Quale che sia la vera storia, la ricetta arrivata ai giorni nostri ha tantissime varianti – generalmente a seconda delle regioni in cui la si prepara – ma alcune imprescindibili costanti:

1) Vino tinto (i.e. rosso)[1];
2) frutta (pesche, limoni, arance, mele, melograno, ananas ecc.);
3) zucchero;
4) ghiaccio;
5) spezie (cannella, chiodi di garofano, vaniglia ecc.).

C’è poi chi aggiunge il rum o il brandy, chi la allunga con la gassosa o con l’acqua di Seltz oppure chi, come i più giovani, la annaffia con l’aranciata per farla diventare frizzante.

Il segreto, in ogni caso, è il riposo: dopo aver lavato e tagliato la frutta a cubetti, la si mette in una capiente brocca e si aggiunge lo zucchero, la cannella, i chiodi di garofano ed eventualmente il rum. Dopo aver mescolato e quindi versato il vino, occorre mettere la brocca in fresco per una nottata per dare modo alla frutta di macerare nel vino durante la notte e farlo insaporire per bene. Al momento di servire, aggiungere la soda e qualche cubetto di ghiaccio e riempire il “vaso” con un po’ di frutta e… Slurp!

Insomma, i Vampiri devono in qualche modo adeguare il proprio regime alimentare: meno Ferro e più vitamine! 

E, in fondo, non è detto che la sete di sangue non venga comunque appagata.

D’altronde c’è un detto popolare spagnolo che recita:

se il vino rosso fa buon sangue, la sangria lo fa “espectacular”.

E allora buena comida, Vegan Conte Dracula!


[1]Anche se c’è chi non disdegna la Sangria Bianca (Sangria de cava), variante a base di vino bianco.

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