Henri Rousseau,"Il sogno" (olio su tela, 1910)

E’ possibile controllare i propri sogni?

Vi è mai capitato di ritrovarvi in un sogno consapevoli del fatto di star sognando? Quel momento in cui realizzate di poter controllare ed interagire a vostro piacimento con la realtà surreale che vi circonda?

Sebbene siano in molti ad aver provato questa esperienza almeno una volta nella vita, nota ai più con il termine sogni lucidi, pochi al contrario sono a conoscenza di alcune semplici tecniche che consentono, in maniera del tutto autonoma, di aumentare le probabilità di ricrearli. Vediamone alcune.

  • Metodo del controllo sulla realtà

Durante molti dei vostri sogni, è possibile che vi siate imbattuti in comportamenti o situazioni ricorrenti e ben lontani dalla realtà. Vi sarà capitato ad esempio di rimanere sospesi a mezz’aria nel semplice tentativo di saltare. Avrete magari provato ad urlare, senza che un filo di voce sia uscito dalla vostra gola. O ancora, vi sarà risultato impossibile ricordare come siate capitati in quella particolare situazione. Quelli appena descritti sono alcuni tra i comportamenti che più frequentemente si verificano durante i nostri sogni, ed il metodo del controllo sulla realtà fa leva proprio su di essi. Esso consiste nell’effettuare semplici test di realtà durante qualsiasi momento della giornata: tornando all’ultimo dei casi su citati, un buon esempio potrebbe essere chiedersi più volte come si sia arrivati nel luogo o nella situazione nella quale ci si ritrova. Incrementando la consapevolezza di noi stessi e dell’ambiente reale che ci circonda ogni giorno, questo metodo si propone di aumentare le possibilità di individuare comportamenti “strani” come quelli citati poc’anzi nel momento in cui si ripresentano nei nostri sogni e di accorgersi quindi di star sognando. Per tutti i fan di Inception (invito chiunque non abbia ancora visto questo film a farlo!), la famosa trottola di Dominc Cobb è un bellissimo esempio di test di realtà. Una volta lanciata, egli capisce di essere in un sogno nel momento in cui questa non accenna a fermarsi, comportamento del tutto irreale.

Il "totem" di Dominic Cobb in Inception (2010), il suo test di realtà
Il “totem” di Dominic Cobb in Inception (2010), il suo test di realtà

 

  • Metodo “wake back to bed”

Basata sulla concezione secondo cui i sogni sono composti da tutto ciò che è presente nella nostra mente, questa tecnica consiste nell’instaurare nel proprio inconscio, prima di addormentarsi, l’idea di poter avere un sogno lucido. Ideato dal dottor Stephen LaBerge, ad oggi tra i pionieri nella ricerca sui sogni lucidi, tale metodo è in grado di portare secondo l’autore ad un aumento del 60% di sogni lucidi sperimentabili.

Questa tecnica prevede la necessità di svegliarsi durante il sonno, preferibilmente prima dell’inizio di una delle fasi REM (le fasi di sonno più intense). Prima di riaddormentarsi nuovamente, l’obiettivo sarà letteralmente “instaurare” pensieri sui sogni lucidi nella propria mente, ricorrendo ai più svariati metodi. Si può provare a focalizzare l’attenzione su un sogno lucido che si vorrebbe rivivere, ripetere dei mantra quali “saprò di sognare” o ancora leggere libri e utilizzare qualsiasi materiale possa ricondurre a questa tipologia di sogni. Tempi e modalità nei quali rimanere svegli variano in base ai soggetti; l’importante è prestare attenzione a non riprendersi totalmente dalla fase di dormiveglia.

Stephen LaBerge, pioniere nella ricerca e sperimentazione sui sogni lucidi
Stephen LaBerge, pioniere nella ricerca e sperimentazione sui sogni lucidi

 

  • Induzione mnemonica dei sogni lucidi

Sviluppata dallo stesso LaBerge durante il suo dottorato, questa tecnica si può praticare sia prima di addormentarsi che (più consigliato) durante i risvegli notturni. Essa consiste nell’avere l’intenzione, prima di addormentarsi, di ricordarsi – una volta nel sogno – di accorgersi di star sognando. Quello che sembra un complicato gioco di parole non è altro che una semplice associazione di idee. Quando, ad esempio, ci prefiggiamo di ricordarci di fare qualcosa durante la giornata (ad esempio comprare una scatola di chiodi), capita dopo un po’ di dimenticarsi di dover fare quell’azione. Nel nostro cervello però si attiva un sistema di ricerca dell’obiettivo che rimane all’erta fin quando questo non è raggiunto. Questo è il motivo per cui, qualora ci si imbatte in qualcosa che riconduca la nostra mente all’obiettivo (nel nostro esempio, l’insegna di un ferramenta), ci ricordiamo di fare quell’azione. Seguendo la stessa logica, sforzarsi di ricordare di accorgersi di star sognando aumenta notevolmente, secondo LaBerge, le probabilità di sperimentare un sogno lucido.

Per ciascuna delle tecniche citate, sarà importante definire modalità e tempistiche a seconda dei soggetti (per coloro interessati ad approfondire il tema, consiglio di dare uno sguardo a questa pagina). A questo punto però vi chiederete: vale davvero la pena provarci?

Strano a dirsi, sembrano in realtà esservi diversi effetti positivi derivanti dall’induzione di sogni lucidi. Vi sono vari studi ad esempio che mostrano come essere in grado di ricreare sogni lucidi aiuterebbe a svegliarsi con un senso di euforia, in quanto gratificati dalla sensazione di aver realizzato qualcosa di apparentemente complesso. Ancora, sembrerebbe che i sogni lucidi rendano chi li sperimenta più decisi, sicuri di sé e più soddisfatti della propria vita; in alcuni casi, anche meno sensibili agli stati di angoscia.

Le premesse per dei tentativi si presentano quindi positive: non resta ora che augurarvi sogni d’oro!