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All of the lights – cronaca di un viaggio negli USA

viaggio negli USA

 

Ogni volta che durante l’estate mi è stato chiesto come fosse andato il mio viaggio in America, ho sempre risposto allo stesso modo “benissimo, mi sono divertita molto.. Anzi, troppo”. Così, dopo questa affermazione, le persone si incuriosivano talmente tanto da chiedermi, poi “E allora? Racconta!” Ci sarebbe troppo da dire, ma proverò a riassumere i diciassette giorni che ho trascorso tra New York, Toronto e Miami con i  miei amici Martina, Luca e Giovanni.

– New York: concrete jungle where dreams are made of

Potrei iniziare raccontandovi della partenza, iniziata a Roma alle 5.00 del 7 Luglio e terminata alle 3.15 dell’8 Luglio a New York. Perché tutto questo tempo? Beh, da Roma a Milano è filato tutto liscio, solo che poi a Milano sono cominciati i disagi: 2 ore e mezza di ritardo, apertura del gate slittata di 20 minuti, altre due ore e mezza di attesa sull’aereo (mio padre inneggiava al telefono “questo è un sequestro di persona” mentre io, per restare in tema, passavo il tempo a guardare Brooklyn).
Insomma, dovevamo partire alle 16.45 e invece siamo partiti alle 22.30. Tutto apposto.
Se non fosse che, appena arrivati a New York nel cuore della notte, sotto il palazzo dell’appartamento che avevamo affittato, stavano girando un “very dangerous movie” e per questo motivo non ci hanno fatto attraversare la strada. Esattamente. Non potevamo salire a casa perché al messicano all’angolo stavano girando Mr. Robot, e grazie ad una volontaria siamo anche passate di fronte agli attori. Checculo eh!
Recuperiamo le chiavi di casa e, sempre alle 3 di notte, ci stavano aspettando quattro rampe di scale ripidissime per arrivare a destinazione. Non voglio parlare di quelle scale, le ho odiate per tutti e 10 i giorni in cui siamo stati lì, nonostante fossero un ottimo esercizio per le mie gambe, erano la tortura peggiore. Ma così è iniziata la nostra avventura in America. La mia prima volta fuori dall’Europa, con i documenti chiusi in una cartella, i primi timbri sul passaporto. Ho vissuto la luminosa e sempre vivace New York facendo colazione nei posti migliori di Greenwich Village (affettuosamente rinominato “u villaggio”), scoprendo volta per volta, le meraviglie di un posto che non smette mai di affascinare.
Visitare New York non è abbastanza, bisogna calpestare il suolo delle sue strade e sentirsene parte.
Ammetto che all’inizio, non mi sentivo molto a mio agio, circondata da grattacieli troppo alti, troppe persone, troppe macchine, troppe cose. Eppure, dopo un paio di giorni, complice la mia compagnia di amici e posti sempre più belli, ho cominciato ad apprezzarla e ad amarla lentamente.
New York è davvero come la vedi nei film, con gli stessi colori (ma dal vivo sono decisamente più nitidi) e lo stesso cielo immenso che si spalanca dopo il centesimo piano.

– Avevo una casetta piccolina in Canadà : Toronto e Niagara Falls

Ma la permanenza nel nuovo continente va avanti, così, dopo nove giorni a New York, ci siamo spostati di notte, su un pullman, che non era neanche il nostro (ma poco importa), per affrontare tredici ore alla volta di Toronto. La traversata non è stata poi tanto male, se non fosse che il pullman sembrava quello che conduce i detenuti in prigione, privo di wi-fi e scomodo. Senza contare che i miei amici erano convinti di avermi smarrito alla stazione di servizio di Syracuse alle quattro di notte..
E poi, onestamente, Toronto non è stata il massimo. Almeno per me.
Il nostro quartiere, per quanto fosse in centro, ospitava soggetti tutti da evitare: spacciatori, vecchie urlanti, tizi in bicicletta che insultano a caso.. Se non fosse stato per le Cascate del Niagara, di certo non avrei ricordo troppo lusinghiero di quei posti. Magari il Canada non è poi tanto male, e sono certa che se mi fossi fermata per più di tre giorni, sarei riuscita ad apprezzarlo, ma purtroppo così non è stato, perciò vi accontenterete di una valutazione piuttosto mediocre.
Certo, un discorso a parte va fatto per Niagara, perché la città è deliziosa e il giro per le cascate vale sicuramente la pena. E’ uno spettacolo naturale che va ammirato almeno una volta nella vita.
Il lato canadese è sicuramente quello che gode della vista migliore, e vi assicuro che rimarrete stupiti ed estasiati alla vista di questo incredibile spettacolo. Ogni parola è superflua, basta solo godersi la natura in silenzio e lasciare impressi nei propri occhi un ricordo vivido. Poi, se potete, fatevi un giro nella piccola “Las Vegas” del Canada, con i suoi giochi e attrazioni turistiche di ogni tipo.

– Miami : All night on the beach til the break of dawn, welcome to Miami (bienvenido a Miami)

Dopo aver segnato sulla cartina Toronto e Niagara, ci aspetta un altro aereo alla volta di Miami.
Nell’immaginario collettivo italiano, la città si ricollega sicuramente al cinepanettone “Natale a Miami”, e vi dirò che anche in questo caso vi sembrerà di essere in un film.
Palme altissime e curate, spiagge immense con la sabbia sottile e quasi bianca (e le alghe..), l’oceano che si spalanca immenso e sconfinato. Nonostante non fosse il periodo migliore per Miami (perché lì va fortissimo durante l’inverno), abbiamo avuto modo di goderci la città nel migliore dei modi.
A partire dall’appartamento in cui alloggiavamo, sito in residence (con piscina) sulla baia di Miami.
La vista che avevamo da casa è stata certamene una delle più incantevoli e affascinanti: la modernità dei grattacieli della città che si contrasta alla semplicità serena del mare. Mozzafiato.
Per non parlare poi dell’alba sull’oceano.
Poche altre volte sono stata assorbita totalmente da ciò che stavo vedendo, e davanti ai colori dell’alba che si dipingono lenti e indisturbati sull’acqua cristallina, non poteva che essere così.
E’ difficile rendersi conto di quanto la natura sia, in sé stessa, così perfetta.
L’alba segna l’inizio di un nuovo giorno, e se avrete la fortuna di assistere ad uno spettacolo simile, vi accorgerete di quanto possa emozionarvi il sole che sorge.

Ma purtroppo, come tutte le cose belle, anche il nostro viaggio, dopo Miami, volge al termine.
Grazie ad Uber, abbiamo trovato una tassista egiziana che ci ha portato alle tre di notte per prendere l’aereo a Fort Lauderdale per rientrare a New York e infine, tornare in Italia.
Abbiamo passato praticamente due giorni in viaggio tra aeroporti, taxi e stazioni.
La mezza giornata che ho trascorso a New York prima di rientrare in Italia, è stata bellissima e insieme malinconica. Siamo passati per il Village, la Fifth, Madison Avenue (la mia preferita!), la Grand Central, e mi sono sentita di nuovo un puntino nell’infinito. Ma era una sensazione piacevole.
Questo viaggio mi ha dato tanto, e sono immensamente grata ai miei amici per aver reso quei giorni unici e indimenticabili, ricchi di avventure, risate, voglia di scoprire.
Abbiamo vissuto insieme un paese in cui le possibilità sono infinite, in cui la diversità unisce e coinvolge. Certo, io non cambierei mai la mia amata Europa, ma l’America sa come farsi apprezzare.
Insomma, il concetto è sempre lo stesso.. Preparate le valige e partite appena potete!
Non ci sarà mai niente che vi riempirà gli occhi e il cuore allo stesso modo.
Come diceva Mark Twain,

“levate l’ancora, abbandonate i porti sicuri, catturate il vento nelle vostre vele. Esplorate. Sognate. Scoprite.”

 

 

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