Cosa vedere, dove dormire e mangiare a Barcellona in cinque giorni.

Quando ho prenotato a giugno per Barcellona, un attimo dopo aver cliccato sul bel tasto verde con su scritto “Book now” per la stanza dell’hotel, ho subito pensato: “ma chi me l’ha fatta fare!”. Ad agosto, a Barcellona, dove sarà pieno d’italiani e farà un caldo terrificante. Sono partita dall’aeroporto di Palermo il 6 agosto, dopo una lunga e intensa settimana trascorsa in Sicilia, tra mare, sole e granite al limone. Molto intensa. Già. Diciamo che lo sforzo maggiore è stato alzarsi dal tavolo per raggiungere il buffet di dolci.

In effetti il volo da Palermo a Barcellona era strapieno e le mie teorie avevano tutta l’aria di diventare ben presto delle realtà. Nel giro di qualche ora sbarchiamo all’aeroporto El-Prat di Barcellona. Raggiungiamo la città in 40 minuti, tramite un collegamento metro e arriviamo nella nostra piccola ma molto accogliente stanza d’albergo. Devo confidarvi che i primi giorni è stato difficile rispettare i miei itinerari di viaggio, ma seguendo passo dopo passo questo “diario di bordo” vi prometto che l’ultimo giorno non saprete come impiegare il vostro tempo, perché avrete visto tutto, o quasi!

Fatta questa premessa vi preannuncio che non sarà una passeggiata. Potreste arrivare a percorrere fino a 100km in cinque giorni, avere i piedi doloranti al vostro ritorno (anche se indossate scarpe comode) e dormire fino alle 15:00 nei giorni che seguono il vostro viaggio. Ma il vero rischio che potreste correre è quello di vedere e vivere Barcellona come dei veri “locals”, cioè da catalani doc.

 

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COSA FARE E COSA VISITARE A BARCELLONA

1. Entrare nel mondo incantato di Antoni Gaudí

I primi giorni vi consiglio di visitare le attrazioni principali della città per dedicarvi ai posti più nascosti di Barcellona solo alla fine del vostro viaggio. Concentratevi quindi nel centro della città: percorrete La Diagonal, dite “hola” da lontano alla Sagrada Familia e proseguite verso Passeig de Gràcia, la via più “fighettina” di Barcellona. Sì, perché è piena di negozi di lusso e bar da cui è meglio stare alla larga. Piuttosto, alzate gli occhi al cielo e lasciatevi trasportare dall’incanto delle forme e delle decorazioni dei palazzi. Qui non potrete fare a meno di notare l’imponente Casa Milà di Antoni Gaudí, più conosciuta come La Pedrera, una delle opere (a mio parere) più belle di questo geniale architetto e patrimonio dell’UNESCO dal 1984. Questa è solo la porta d’ingresso al mondo Gaudí che ha reso Barcellona famosa in tutto il mondo.

Dico d’ingresso perché sono tanti altri i palazzi e le opere di Gaudí che meritano una visita. A pochi passi infatti si trovano vicine Casa Amatller e Casa Batllò, tappa obbligata del vostro itinerario, per la sua facciata “stregata” ispirata al mondo delle fiabe e della natura e per i giochi di luce delle ceramiche dalle mille sfumature del blu che ricoprono il cortile interno.

Se vi trovate da queste parti e sentite un certo languorino, potete fermarvi da Pikio Taco, un caratteristico bar nel quartiere di Gracia dove degustare tacos a base di pesce e di carne e dell’ottimo guacamole. A guardare le foto, mi sta venendo fame (che novità!).

Ma torniamo a Gaudí. Da visitare c’è anche Palau Güell, una delle opere commissionate dalla famiglia Güell all’architetto. Noto per i suoi caratteristici comignoli colorati e per la ricchezza degli ambienti interni, va rigorosamente visitato con un audioguida che vi racconterà un po’ della storia di Gaudí e della famiglia Güell. L’ultima opera di Gaudí che vi consiglio, ma non per importanza, è il Park Güell, un parco popolato da artisti e musicisti di strada. Non potete perdervi la zona monumentale del parco, per cui è necessario pagare un biglietto. Non fatevi scoraggiare dal prezzo perché ne vale la pena.

2. Visitare la Sagrada Familia e passeggiare sulla Rambla e sulla Barceloneta, perché VA FATTO

So che queste “attrazioni per turisti” spesso spaventano, ma vanno fatte, perché fanno comunque parte della città e della cultura di Barcellona. La Sagrada Familia sarà sempre e comunque in costruzione, ma i giochi di luce provocati dalle sue vetrate sono tra i più belli al mondo. La Rambla sarà anche piena di gente e di turisti impazziti, ma divide due dei quartieri più interessanti di Barcellona, il Gotico e il Raval e, soprattutto, è sede del famoso Mercado de la Boqueria, un posto pieno di odori, sapori e colori unici. La Barceloneta è indubbiamente stracolma di locali, ma è anche sole, partite di beach volley e pesce fresco mangiato in riva al mare. Ho quindi due dritte per ognuno di questi luoghi: la Sagrada dovete visitarla, ma fatelo il mercoledì, il giovedì o la domenica dopo le 18:30, perchè il biglietto costa la metà (7 anziché 13 euro); alla Boqueria dovete andarci, ma non fermatevi a ogni stand, altrimenti il portafogli dopo un’ora piange. Fate prima un bel giro esplorativo e poi decidete cosa vi garba di più; la Barceloneta dovete vederla, altrimenti vi manca un pezzo. Se avete fame, fermatevi da Gallitoesattamente sotto il famoso W Hotel: il conto non è salato come gli altri bar sulla spiaggia e i tacos con tartare di tonno e la frittura di polipo sono divini!

3. Immergersi nella cultura del quartiere controverso di El Raval

Lo trovate sulla cartina, quindi esiste, anche se molti lo sconsigliano ai turisti perché poco raccomandabile, soprattutto di sera. Si tratta del Barri El Raval, il quartiere arabo di Barcellona. Forse il più controverso e dibattuto quartiere della storia, oggi è un pullulare di culture, odori, tradizioni e costumi diversi. Un angolo della città in cui si incontrano turisti con lo zaino, donne col burqa con passeggino alla mano, uomini e ragazzini che si rifanno il look. Ogni cosa è “grezza” e sembra essere isolata dal resto della città. Eppure lì, ogni giorno, la vita va avanti e l’integrazione va a braccetto con il progresso. Passeggiando per le strade di questo quartiere vi capiterà di incontrare cortili di biblioteche trasformati in gigantesche scacchiere, ragazzi che praticano skateboarding davanti al Museo d’Arte Contemporanea di Barcellona e palazzi in costruzione. Ma tutto ha un ordine e un’armonia ben precisa.

Se dovesse venirvi fame (e lo dico perché a me viene spesso), anche qui ho un posto da consigliarvi: The Juice House, un ristorante vegano  ma “meat-friendly” quindi pensato per chi ama mangiare. La tartare di salmone è consigliata a chi è appassionato di cibo crudo, da accompagnare ovviamente a una delle loro tante centrifughe.

4. Trascorrere la serata nel quartiere di Gracia

Gracia, che poesia. E’ in assoluto il quartiere di Barcellona più giovane, fresco e pieno di vita. Qui, infatti, potrete vivere come dei veri ragazzi catalani. Non c’è molto da vedere perché è un quartiere prevalentemente notturno, pieno di bar, ristoranti e piccoli negozietti. E’ per questo che ve lo consiglio soprattutto di sera, perché ha un fascino particolare.

Per cena, se siete degli amanti del sushi, potete fermarvi da Kibuka: la loro tartare di tonno, i roll al gambero e alla banana e quelli al pistacchio sono veramente il top! Poi fermatevi per un pit-stop da La Vermu per bere un buon vermut come sono solite fare le persone del posto a soli 1,90 euro. Per concludere la serata in bellezza dirigetevi verso Plaça del Sol, dove troverete L’Entresol, un club indie specializzato nella preprazione di Gin tonic. Consiglio quello al pepe rosa o al cardamomo e una bella chiacchierata con il proprietario, che vi trasporterà in cinque minuti nel mondo del Gin.

Se capitate da quelle parti per l’ora di pranzo, invece, non potete proprio perdervi la famosa Polleria Fontana, un posticino frequentato per lo più da spagnoli che vogliono degustare ottime tapas del posto. Le più buone? Le polpette di pollo e prosciutto iberico e il loro pane al pomodoro tipico della zona. Nel pomeriggio invece fate una sosta da Uay Balam per un caffè e un pasticcino e scambiate due chiacchiere con il proprietario: ha una bella storia da raccontarvi sul significato del nome del posto.

Ma se siete a Gracia e volete vivere un’esperienza culinaria veramente unica nel suo genere vi consiglio vivamente di recarvi da FAN – Shoronpo Japonés Ramen. Come anticipa già il nome, le loro specialità sono proprio gli Shoronpo (ovvero dei piccoli ravioli stirati a mano dallo chef giapponese Keita Tanaka), i Gyoza (ravioli fritti ripieni di carne) e il ramen (la tipica zuppa giapponese: un concentrato di brodo di carne e altre diavolerie buonissime). Io consiglio vivamente gli Shoronpo con foie fras, mentre sconsiglio quelli con i gamberi.

5. Camminare con gli occhi al cielo nel Barri Gòtic

Il quartiere gotico di Barcellona non si può descrivere a parole. Ed è qui che le immagini tornano veramente in aiuto. Per chi è appassionato di arte, ma anche per chi non lo è fino in fondo, questo quartiere rientra tra i “do not miss” del nostro itinerario. Dominato dall’imponente Cattedrale della città, le sue strade ricordano le calle veneziane, con qualche salita in più e qualche mascherina in meno. Bene o male l’ambientazione è quasi sempre la stessa, ma c’è qualche angolino nascosto che posso consigliarvi. In realtà si tratta di due strade che dovete assolutamente annotare in Google Maps. La prima è Carrer Del Bisbe dove, alzando gli occhi al cielo, noterete un ponte neogotico mozzafiato, che difficilmente dimenticherete. La seconda è Carrer del Paradìs, famosa per aver conservato uno dei pochissimi resti di epoca romana della città: le Colonne del Tempio d’Augusto.

Se siete da quelle parti e vi viene voglia di caffè dirigetevi verso il Satan’s Coffee Corner, uno dei cafè più buoni della città. Se avete fame invece posso consigliarvi il Federal Cafè Gotic, un bar dallo stile minimalista in cui consumare un pranzo veloce. Per un gelato veramente particolare raggiungete Carrer del Pi, 13, dove troverete la catena Ice Wave. La loro particolarità è che ricavano i roll di gelato da una teglia congelata e tramite il mix di vari ingredienti. Il mio ad esempio (che vedete in foto) era al gusto Kit Kat e banana, il tutto ricoperto da cioccolato bianco. Una delizia per il palato!

6. Meditare nei parchi più belli di Barcellona

Park Güell non è l’unico parco della città. Al contrario, Barcellona potrebbe essere definita la città dei parchi perché è piena di piccole e grandi isole verdi. Per rilassarvi e staccare dal caos della Rambla, potete raggiungere in metro il Parc del Laberint, così chiamato per la presenza di un grande labirinto nascosto al suo interno. Visto dall’esterno potrebbe sembrare facile ma vi assicuro che è divertente al punto giusto, perché non è così semplice trovare l’uscita. Una volta arrivati in alto però la vista è bellissima.

Un altro parco, lontano dal centro città, si trova nella zona del Montjuïc, la “montagna”di Barcellona. Raggiungibile tramite funicolare o cabinovia, il Montjuïc, oltre alla famosa fontana dai magici giochi di luce, è sede di numerosi parchi tra cui il Jardins de Mossèn Cinto Verdaguer, con vasche ricoperte da ninfee e fonte d’acqua per aironi, e il Jardín de Aclimatacion, un piccolo paradiso in cui ascoltare il cinguettio degli uccellini e schiacciare un veloce pisolino.

Se non volete fare troppi chilometri per prendere una boccata d’aria fresca, potete fermarvi al Parc de la Ciutadella, a pochi passi dall’Arc de Triomf. Qui potrete affittare una piccola barchetta per vedere da vicino i gabbiani del parco. L’attrazione principale però è la lussuosa fontana monumentale, che merita uno scatto privilegiato nella vostra galleria di instagram.

Se vi trovate da quelle parti per l’ora di pranzo vi consiglio La Vietnamita Born, un locale vietnamita in cui mangiare ottimi roll di pesce e di carne da condividere con il vostro compagno di viaggio. Ottimi i roll al salmone e quelli ai gamberi e i Noodle Supreme.

 

DOVE DORMIRE A BARCELLONA

Se state cercando un hotel in cui dormire a Barcellona fate in modo che sia economico, vicino al centro città e molto, molto confortevole. Io vi consiglio il Melon Distric Hotel – Marina. A pochi passi dalla Sagrada Familia, è possibile raggiungere la spiaggia e il centro in mezz’ora a piedi. Vicinissimo alla fermata metro Marina, l’hotel è prevalentemente frequentato da studenti. Somiglia infatti a uno ostello, ma di lusso, perché è possibile prenotare una stanza doppia con bagno privato e usufruire della piscina comune sul tetto. Unica pecca: la pulizia, che non è giornaliera e non è il top. Ma dopo il terzo giorno è gratuita. Tutto sommato va più che bene per i ragazzi che vogliono vivere la città e utilizzare la stanza d’hotel come dimora per la notte. Solo un avvertimento: la colazione non è un granchè.

Per questo vi consiglio anche qualche posticino carino nei pressi dell’hotel.

Espai Joliu è ottimo per una colazione veloce: un piccolo bar vegano in cui sorseggiare un buon cappuccino e una fetta di torta ai mirtilli in assoluta tranquillità, circondati da padroni di casa molto particolari: centinaia di piccole piante grasse. E se scattate una foto ricordatevi di usare l’hashtag #coffeeandplants. Dalle foto, capirete perché! E anche se non scegliete il Melon District, questo posticino merita comunque una visita.

Andate pazzi per i brunch? Non potete perdervi quello di Granja Petitbo. Si trova a due passi dalla Diagonal e nel suo menu, oltre ai classici (ma ottimi) pancakes ha anche le uova alla benedict. Io consiglio il waffle con le fragole e la crema al Matcha (il tè verde cinese che sta facendo il giro del mondo).

 

QUALCHE CONSIGLIO UTILE

  • Appena arrivati all’aeroporto di Barcellona recatevi al primo distributore automatico di biglietti per mezzi pubblici e procuratevi la T-10, un carnet di 10 viaggi valido in tutta Barcellona da utilizzare per tutto il tempo che volete. Fidatevi, vi salverà la vita e il portafogli! ;);
  • “Do you speak english? – No entiendo.” Questo per dire che è meglio rivolgersi agli spagnoli in italiano e non in inglese, perché abbiamo notato che saranno più disposti a darvi una risposta;
  • Interrogate tutti quelli che incontrate nei bar, nei ristoranti, nei musei. Siate desiderosi di comunicare con le persone del posto, i cosiddetti “locals”. Il viaggio sarà più intenso e non scorderete mai i bei momenti trascorsi tra le strade di Barcellona;
  • State attenti alle borse e agli oggetti personali, sì, ma non in maniera ossessiva, come molti blog su internet vogliono farvi credere;
  • Se scegliete il Melon District Hotel, in reception vi lasceranno la mappa più figa di Barcellona, ovvero la stemakibcn, per scoprire utili curiosità e richiedere sconti nei posti convenzionati. Ricordatevi di fargli sapere dove siete stati tramite i loro canali social. E’ disponibile anche la versione web! :);
  • L’ultimo è: se vi è piaciuto l’itinerario, stampatelo prima della partenza e portatelo con voi. Potrebbe tornarvi utile durante le vostre passeggiate.

Chiudo con una citazione, che fa sempre un certo effetto alla fine di un post, ma soprattutto leva quell’imbarazzo e quell’ansia da conclusione.

Non è una citazione casuale, perché ho avuto modo di leggerla sulla rivista della compagnia aerea Vueling mentre ero in viaggio per Barcellona e mi ha accompagnata come un mantra per tutta la durata del viaggio.

Spero possiate condividerla con me.

Al prossimo itinerario.

“La vita è una e pure corta!
Gira, viaggia, spigni, sbotta!
Leggi, pensa, scrivi, ascorta!
Vivi, ridi, ama, lotta!” – Poeti der Trullo

A proposito dell'autore

Stefania Marino
Social Media Manager - Segretario Organizzativo

Classe ’91, nata a Cosenza, vive a Milano da 8 anni ed è laureata in Marketing e Brand Management. Si definisce ambiziosa, energica e determinata, con la giusta dose di autoironia. Appassionata di Social network, viaggi e fotografia, sogna (come tutte le persone utopiste e nate sotto il segno dei pesci) di avere un giorno un po' di tempo libero per viaggiare. Un'ultima cosa da sapere su di lei: per sorridere le basta una domenica, una canzone dei Verdena e una tazza di tè alla cannella.

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