La grande sfida del nostro tempo è rappresentata dal riuscire a rimanere soli con noi stessi.

Siamo riusciti ad aver prova, durante il  lockdown nazionale, della forza del reinventarsi che risiede in ognuno di noi.

In questo periodo di forzata introspezione, in molti di noi è nata la voglia di uscire dai propri banali schemi di vita, di scoprire il mondo marciando esclusivamente a ritmo del proprio cuore.

Difatti, l’idea del “viaggiare da soli” o come preferisco definirlo “viaggiare in perfetta solitudine”, è divenuta oramai un rito di passaggio per la nostra generazione dall’animo indomabile.

Gli Afterhours cantavano “Il vuoto crea stabilità” ed è proprio questo il concetto da cui dobbiamo in un certo senso ripartire.

Rosa Chiacchio, travel blogger e travel coordinator, ci racconta la sua esperienza diretta con il mondo dei viaggi.

  • Viaggiare in perfetta solitudine, abbandonare la propria comfort zone, che consigli senti di dover dare a chi si approccia a questa tipologia di viaggio?

Viaggiare da soli è il più bel viaggio che si possa fare perché si è alla scoperta non solo di nuovi posti ma anche di sé stessi. Per quanto possa sembrare una cosa banale è uno dei modi migliori per conoscersi meglio e acquisire più consapevolezza di sé stessi, perché ci si mette in gioco: sei tu e la tua voglia di scoprire, sei tu e gli incontri che fai!

Uscire dalla propria comfort zone, per me vuol dire anche solo semplicemente uscire dalla propria routine! Tutti noi tendiamo a seguire un percorso prestabilito e invece quanto è bello perdersi su percorso sterrato? Non sai chi potrai incontrare o dove ti potrà portare, e credetemi che una volta superata quella paura iniziale le scoperte saranno incredibili. Ricordate sempre che comfort zone non vuol dire per forza fare il giro del mondo, fate quella cosa che non avete mai fatto: un corso di cucina, di pittura, di scrittura, fate quella cosa che avete sempre rimandato, inseguite i vostri sogni.

Il consiglio che mi sento di dare a chi volesse approcciarsi ad un viaggio in solitudine è: buttatevi ragazzi non abbiate paura, andate e non ve ne pentirete, ci sono un milione di posti che i vostri occhi aspettano ancora di vedere.

  • Consigli sul kit da viaggio da portare con sé, viaggiando da soli?

Lo starter kit prevede l’utilizzo di uno zaino ragazzi, no trolley ma uno zaino da 60L va più che bene. Non potete assolutamente dimenticare: scarpe da ginnastica comode, un altro paio di scarpe, jeans e magliette, intimo, giacca a vento per la sera, powerbank, medicinali, documenti e fotocopia dei documenti, sciarpetta/foulard, un lucchetto per il vostro zaino, un asciugamano in microfibra che non occupi spazio e poi macchina fotografica per documentare tutto.

  • Negli anni si è riscontrato un netto aumento delle ragazze che si apprestano a viaggiare da sole. Per te cosa significa?

Sì, anche se è un fenomeno ancora più diffuso all’estero che in Italia. È cambiata la mentalità, le donne oggi vogliono sentirsi più che mai libere e indipendenti… e le riconosci subito le donne che viaggiano da sole perché hanno quell’andatura sicura di chi ha deciso di fare quel salto, guardano l’orizzonte sognanti e hanno la consapevolezza di chi ha deciso di essere lì e di uscire dalla propria comfort zone. Hanno l’aria di chi ha ritrovato una parte di sé, un po’ selvaggia, molto naturale, soprattutto autentica. Questo è tutto quello che è successo anche a me. È normale avere paura ragazze e chiudersi in sé stesse, ma la paura fa parte del gioco, è anche bello avere quella scarica di adrenalina che ci rende vive, no? Seguite il vostro istinto che non mentirà mai e vi farà capire di chi fidarvi e da chi stare alla larga.

  • Dopo questo periodo di solitudine e reclusione forzata, secondo te la voglia di viaggiare da soli muterà? Come sarà il nuovo approccio del viaggiatore?

Non so come potrà essere il nuovo viaggiatore. Discutendo con amici e colleghi credo che si prediligerà il viaggio domestico e si inizierà a viaggiare di più in macchina. Si cercherà la fuga della città alla scoperta di montagne, foreste o mete più remote per riconnettersi con sé stessi e con la natura. Quindi tanto outdoor, digital detox, yoga, mindfulness in varie strutture e forse anche tanti viaggi-lavoro grazie all’avvento dello smart-working in larga scala.

  • I luoghi che consigli per il primo viaggio in solitaria?

Iniziate prima da un weekend in una meta Europea, andate in un ostello che vi permetterà di fare subito nuove amicizie e poi passate a viaggi più lunghi fuori Europa. Io consiglio di iniziare dall’Asia: è una meta low cost, è piena di nomadi digitali e viaggiatori solitari ed è un ottimo mix di natura, avventura, mare e cultura. E se invece volete partire da soli ma allo stesso tempo fare un’esperienza di gruppo allora dovete assolutamente partire con me per un viaggio We Road.

  • Per quanto riguarda l’Italia come meta di viaggio?

 Sì, quest’anno viaggeremo tutti in Italia e siamo fortunati perché viviamo per davvero nel paese più bello del mondo. Io  consiglio la Costiera Amalfitana che è a due passi da Napoli: ci sono dei paesaggi mozzafiato e luoghi unici che ci invidiano in tutto il mondo. Potete fare mare e allo stesso tempo anche trekking sul sentiero degli dei o alla valle delle Ferriere di Amalfi, una vera e propria area naturale protetta; nei prossimi giorni scriverò degli articoli su come viaggiare in Italia sul mio blog talkintravel.it

  • Il tuo progetto Talkin Travel in cosa consiste? Ti ha dato un’ulteriore nuova visione per quanto riguarda l’idea del viaggiare in sé?

Talkin Travel è un progetto editoriale che ho avviato a inizio quarantena a cui tengo tantissimo: Instagram live sul mio profilo rosa_talkintravel con amici professionisti, travel blogger, storie di viaggiatori, expat, nomadi digitali e di ragazzi che hanno rivoluzionato la propria vita per inseguire un sogno.

E’ diventato, inoltre,  un blog (TalkinTravel.it) e chissà cosa potrà diventare in futuro.

Principalmente è un talk ispirazionale per dare coraggio a tutte le persone a fare quel passo in più, per uscire dalla propria comfort zone e realizzare i propri sogni. È nato perché mi mancava il viaggio ma anche perché volevo trasmettere un messaggio ben preciso: ragazzi non vi sentite insoddisfatti o bloccati se vedete (soprattutto sui social) tante persone che viaggiano e che hanno uno stile di vita nomade e voi no, siate felici, ricordate sempre che ognuno di noi è nel suo tempo, potete creare uno stile di vita alternativo e felice in mille altri modi. Non per forza bisogna mollare tutto e andare dall’altra parte del mondo per sentirsi realizzati. Il mio è un messaggio diverso, più realista forse.

Difatti, credo fortemente nel viaggio e nella possibilità di rinascita e di realizzazione attraverso esso e ne ho fatto anche un lavoro, ma sono stanca di vedere il falso mito del mollo tutto e cambio vita. Non critico chi lo fa e anzi li stimo tantissimo, ma vorrei far capire ancora di più cosa c’è dietro questo concetto attraverso storie di persone che l’hanno fatto sì, ma con tanta fatica, sacrifici e pianificazione. Voglio che attraverso Talkin Travel i ragazzi trovino il coraggio di avviare quel progetto, quell’idea o di fare quel viaggio che hanno rimandato da tanto e che conoscano anche l’altro lato della medaglia.

Potrete scoprire il mood e le avventure di Rosa sui suoi canali social: rosa_talkintravel

A proposito dell'autore

Erika Rodighiero

Classe '88. Laurea Magistrale in Giurisprudenza. Praticante avvocato penalista. Appassionata di musica, suona basso, chitarra ed è una collezionista incallita di vinili. Ama leggere Bukowski ma ogni tanto non disdegna Cosmopolitan. Anche se abita in una tra le più calde regioni d'Italia, pratica lo snowboard.

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