Lui è Antonio, 84 anni, di Taranto.
E’ un calzolaio, da 50 anni a Milano e mentre parla, tra le rughe di vecchiaia, ha nel tono della voce la soddisfazione del lavoro che fa. Affianco a lui, ad aiutarlo, la moglie. L’uno per l’altra, da tutta la vita, mi dicono. Ha una piccola bottega in Ripa di Porta Ticinese, 111, vicino casa mia. Avevo cercato su Google, la sua pagina per niente aggiornata conteneva un numero di telefono e l’indicazione che fosse “temporaneamente chiuso”. Chiamo e mi risponde questo signorotto super contento ed esclama: “Ma vieni quando vuoi. Ti aspetto”.

Ero di fretta, dovevo scappare a casa a finire un lavoro per domani. A Milano, anche adesso in piena crisi, le poche persone che sono in giro, hanno quella tipica movenza da “devo scappare”. Antonio parla tanto, ha voglia di comunicare, dare. Inizio a dirgli che posso aiutarlo nell’inserire i dati sull’orario di apertura, almeno, su Google. Meravigliato mi chiede: “E chi mi ci ha messo?”. Gli scatto questa foto e decidiamo di farla senza mascherina: “Sono lontano e tanto la mascherina poi ce la togliamo, la foto la metti su internet, rimane!”.

La sua bottega è piccola, totalmente sommersa di scarpe di ogni tipo e genere. Sono rimasto dentro un’ora a farmi raccontare la sua vita, i suoi sacrifici e le sue delusioni. “Questo mondo va a rotoli, le scarpe fanno schifo e nessuno sorride più“. Lavora dalle 8 alle 20, tutti i giorni. Assolutamente lontano dal lamentarsi, ammette di avere tanto lavoro, di avere bisogno di una mano e qualcuno a cui lasciare i suoi insegnamenti. E’ alla ricerca di un “allievo” ma ha difficoltà a trovarlo, perché “nessuno lo vuole fare più” dice abbassando il tono.

Avrà ripetuto con enfasi, almeno 10 volte, “Io sono un artigiano“. Mi fa vedere i vecchi articoli in bianco e nero, gli articoli di una Milano che non c’è più, in cui lui, giovane e fiero, mostra le sue opere d’arte. La moglie mi racconta dei figli, dei valori che li hanno tenuti insieme, tra le non poche difficoltà. Mi parla di sincerità e rispetto. Rimane in silenzio e sorride, per più del tempo.

Luca Scarcelli

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