Si sa, i social sono ormai alla base delle nostre giornate, le scandiscono e le riempiono e da bravi ragazzi della generazione 2.0, non possiamo far altro che aggiornarci sempre sulle nuove tendenze dei social network.

L’ultima frontiera è Snapchat, di cui avevamo in parte parlato già nel lontano maggio 2014, riflettendo sui rischi allora più evidenti.
Oggi sono ancora in pochi ad usare Snapchat in Italia, ma questo nuovo social network basato su foto e mini video è di tendenza da un po’ di tempo nel resto del mondo.

imagesSnapchat è il nuovo Instagram

Se Facebook era il nuovo Twitter e Instagram il nuovo Facebook, possiamo azzardare dicendo che Snapchat è il nuovo Instagram. Snapchat permette di condividere con i tuoi amici foto e video, inviandoli direttamente oppure aggiungendoli alla tua “storia”, una sorta di newsfeed dove racconti con immagini la tua giornata. La particolarità è che tutto ciò che viene condiviso è a tempo, ha una scadenza; le foto e i video inviati direttamente agli amici possono durare  da 1 a 10 secondi, dopo essere stato visualizzato il messaggio si autodistruggerà, le storie invece sono visibili per 24 ore per un numero illimitato di volte. Snapchat quindi non salva le foto o i video sul telefono, a meno che chi li visualizza non decida di fare uno screenshot, in questo caso però chi ha inviato gli snap (così si chiamano i contenuti di Snapchat) sarà avvertito del “furto”.

imagesCondividere, condividere, condividere

Non ci sono like né cuori su Snapchat, che si distacca così dagli altri social network, ma è possibile fare chiamate, videochiamate e mandare messaggi; su snapchat non si cerca l’approvazione, si condividono piuttosto i momenti della giornata per rendere partecipi i nostri amici. Con i nuovi aggiornamenti si possono aggiungere filtri, faccine, e “maschere” ai nostri selfie. Insomma, Snapchat riesce a tirare fuori l’adolescente che in noi, e anche i più seri si lasciano andare di fronte alle maschere da unicorno o da panda.

Insomma ormai non siamo nemmeno più alla ricerca di like sui social, ma cosa ci spinge a voler condividere a tutti i costi la nostra giornata e la nostra vita con gli altri? Perché non possiamo vivere senza la necessità di pubblicare una foto o un video di quello che stiamo facendo, fosse anche prendere un caffè? Siamo social dipendenti, questo è certo, ma non è forse il bisogno di condividere la nostra vita con gli altri, sintomo della paura di restare soli? Oppure, senza estremizzare, ci siamo abituati a dover condividere su internet tuttociò che ci capita che ormai  sentiamo la necessità di farlo senza nemmeno chiederci il perché. I social costituiscono una parte importante delle nostre giornate, ci perdiamo più tempo di quanto vogliamo ammettere, ma vale davvero la pena condividere la foto della nostra colazione con i nostri amici? Ma, soprattutto, a cosa serve condividere foto delle nostre giornate? Riflettiamo e nel frattempo, scusate, ma vado a fare uno snap del mio caffè mattutino.

 

A proposito dell'autore

Monica Salvatore

Nata a Potenza nel 1992, studia giurisprudenza a Milano e spera un giorno di lavorare per organizzazioni non governative e riuscire a portare la pace nel mondo. Ama gli Stati Uniti e ci ha lasciato un po’ del suo cuore, ma si consola guardando serie tv americane. Adora il cibo e scoprire nuove cucine, è attratta dal mondo vegano e vegetariano, anche se non riesce a rinunciare ai piatti tipici della sua regione. La letteratura inglese e quella classica sono il suo rifugio dal mondo moderno.

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