fbpx

Mia cara amica,

lo so che le lettere sono antiche e non le scrive più nessuno, ma tu lo sai, non mi piace essere solita.
Mi dispiace che tu abbia passato un periodo difficile, e so anche quanto sia duro rimettersi in piedi dopo una grande delusione.
L’altro giorno mi dicevi di non voler provare più niente, perché dici di avere sofferto tanto,  di aver trascorso troppo tempo a dare un peso alle illusioni.

Quindi, ti scrivo affinché tu non arrivi mai a sottovalutare il peso di niente, neppure quello inesistente delle emozioni.

Nell’antico francese c’è un termine, “pesance“, che indica propriamente la pesantezza fisica e spirituale.
Nell’ideologia medievale è fondamentale descrivere le emozioni umane sotto ogni punto di vista, e diventa essenziale attribuire un peso alle emozioni, renderle vive, reali, tangibili.
Ogni sentimento che nasce dentro di noi ha delle ripercussioni sul nostro corpo, quindi fisiche, ed è così che la “pesance” non è solo la pesantezza di un fisico robusto, ma è anche e soprattutto, la manifestazione di un pensiero, uno stato d’animo.

E’ quasi come se il nostro cuore fosse in grado di comunicare (e non parlo di vasi sanguigni) con le nostre braccia, gambe e, cosa più importante, con la nostra testa.

Mi sono chiesta più volte se il mio soffrire di gastrite nervosa sia dovuto proprio al fatto di avvertire il peso delle emozioni, perché ogni volta che vivo emozioni molto intense, sento qualcosa che stringe lo stomaco.
Così interrogo me stessa sulla qualità dei miei sentimenti e sul modo di viverli, e mi accorgo che quello che sento pesa davvero, come quelle famose farfalle nello stomaco di cui tanto abbiamo sentito parlare.
Quanto pesano la gioia, l’amore, la delusione, l’amarezza?
Così come ci chiediamo “quanto costa la felicità”, perché non pensiamo mai a quanto, in verità, sia difficile sostenerla?

Quanto pesa essere felice? Ed essere triste?

Forse sto parlando di cose estreme, assolute, ma penso che anche quotidianamente ci capiti di avvertire il peso delle emozioni che proviamo. Lo stress di un lunedì mattina che inizia male e prosegue peggio, diventa il brufolo sul viso e l’isteria nervosa.
Più semplicemente, prova a pensare all’ansia prima dell’esame, quell’ansia che si impossessa prepotente di te e ti fa sentire impreparata e fifona; o magari l’ansia prima di un appuntamento, con quell’insicurezza che rende impacciata e timida, che quasi ti costringe a non voler andare.
Sicuramente, qualche medico o psicologo potrà spiegare con maggiore chiarezza cosa succede all’interno delle nostre teste, io vorrei solo riflettere su quanto ogni evento della nostra vita, positivo o negativo, influenzi ferocemente il nostro modo di agire e pensare.

Sentire le emozioni a livello fisico è qualcosa che ci dovrebbe rendere profondamente umani, per questo, ti invito a non lasciare andare niente.

Seppure ciò che provi ti sovrasta e non ti lascia scampo, permetti a te stessa di vivere intensamente ogni sfumatura, facendo in modo di dare un peso, spirituale e fisico, al tuo stato d’animo.
Non credo – anzi, sono certa – che tu sia davvero capace di non provare più nulla, noi siamo stati fatti per questo, per vivere emozioni forti e trascinanti, che non lasciano scampo e pesano, più dei chili presi a Natale.
Non ti mentirò dicendo che il peso delle emozioni ha sempre risvolti positivi, perchè sai già che non è così. Anche la sofferenza ci rende pesanti, incapaci di reagire, è forse il sentimento che preme di più, perchè non sembra che non si fermi mai.
Il dolore attanaglia e annichilisce, ma ci rende più umani.
Ed è soprattutto dal dolore che nasce l’esigenza di rinascere.

Cara amica mia,
esamina le emozioni e rendile tue, non dare troppo amore a chi non ne merita, non darne troppo poco a chi ne ha davvero bisogno. Non lasciare che il peso di ciò che provi ti renda incapace di esprimerlo, non ti lasciare mai sopraffare.
Fai in modo che la vita ti appartenga, in tutto e per tutto.
Permetti al tuo cuore di fare il suo compito, ma senza esagerare. Usa la testa e agisci con criterio, soppesa le emozioni, le parole, i gesti.
Ricorda, tutto ha un peso, niente è lasciato al caso!

Con affetto,
Maria Letizia

A proposito dell'autore

Maria Letizia Stancati

Nata a Cosenza nel 1994, vive da quasi tre anni a Roma, dove si è trasferita per studiare Lettere Classiche. Non ha idea di cosa farà terminati i suoi studi, perché l’unica aspirazione che ha è quella di affiancare J.K. Rowling nell’harem degli scrittori. Ama la musica, viaggiare, la vita la coinvolge totalmente e vorrebbe scoprire il mondo. La sua passione più longeva è sicuramente la lettura, il primo libro che ha letto è “Giovanna nel Medioevo” e ha pianto senza ritegno dopo aver terminato “La piccola Principessa”. Incapace e negata per ogni tipo di sport (ma è fiera di aver praticato basket per una settimana), ama correre con le cuffie nelle orecchie e camminare per tutta Roma. Introversa, apparentemente timida, molto logorroica, ma pur sempre sincera, leale, solare . Il suo gruppo preferito sono gli Oasis, e mentre spera che tornino insieme, immagina sempre come sarebbe la sua vita se la smettesse di sognare ad occhi aperti.

Post correlati