Attenzione questa rubrica ha esclusivamente fini divulgativi, non fate autodiagnosi, in primo luogo perchè potreste sbagliare, in secondo luogo perchè non vorrei laurearmi e rischiare di non trovare lavoro.


 

1.0: ops… ho l’AIDS!

Di Antonio Palmeri

immagine anteprimahiv

«Desidero confermare che sono risultato positivo al virus dell’HIV e di aver contratto l’AIDS. »
Era il 23 novembre 1991 e con questo comunicato Freddie Mercury, grande artista, stupendo interprete di brani leggendari come Bohemian Rhapsody e Somebody to love, annunciava al modo la sua malattia. Poche ore dopo il tragico annuncio, il 24 novembre 1991, Freddie moriva per una broncopolmonite. Morire per una broncopolmonite? Ma com’è possibile? Non era affetto da AIDS? L’AIDS, cioè la sindrome da immunodeficienza acquisita non uccide, sfrutta un meccanismo più raffinato, vive nell’ombra e logora il fisico, fino a causare la morte per motivi che, nelle persone normali, non provocano neppure un’influenza. Ma cosa è questa sindrome e chi la causa? La causa di tutto è HIV (virus dell’immunodeficienza umana), un virus così piccolo, che per riempire un’unghia avrebbe bisogno della compagnia di altri 10 milioni di suoi simili. Questo minuscolo virus entra nell’organismo del suo ospite e viene immediatamente riconosciuto dal sistema immunitario. Per capire meglio immagina il sistema immunitario come un insieme di cellule in grado di riconoscere gli agenti estranei che entrano nell’organismo e, dopo questo riconoscimento, produrre anticorpi che, in genere, bloccano questi agenti estranei. Per produrre gli anticorpi servono 6-8 settimane, e proprio in questa fase il virus riesce a penetrare in un gruppo specifico di cellule del sistema immunitario, che presenta sulla superficie una proteina detta CD4. A questo punto, immagina ancora la cellula come una porta blindata, che per essere aperta necessita di 2 chiavi. HIV ha queste 2 chiavi, gp41 e gp120, ed utilizza le chiavi per entrare nella cellula e riprodursi al suo interno. Nel momento in cui si riproduce, però non forma copie uguali a se stesso, bensì si comporta come un ladro che, su macchina rubata, fugge dalla polizia, cercando un posto sicuro in cui nascondersi, per il ladro un garage, per il virus la cellula. Nel garage il ladro rivernicia la macchina, si cambia i vestiti, si rasa i capelli e così come se niente fosse accaduto torna in circolazione facendosi beffe degli agenti che lo inseguivano. Ed è proprio questo ciò che fa HIV, modifica le sue molecole di superficie ed esce dalla cellula impedendo agli anticorpi di riconoscerlo, rifugiandosi così in un’altra cellula. Tuttavia il sistema immunitario ha molte risorse e cambia strategia, piuttosto che attaccare il virus, aggredisce le cellule che sono infettate dal virus. Purtroppo queste cellule fanno anch’esse parte del sistema immunitario, e così poco a poco il sistema immunitario si autodistrugge e si disgrega. È stata proprio questa disgregazione che ha ucciso freddie, perché il suo sistema immunitario non esisteva più.
Da dove arriva allora questo virus? Come si contagia?
HIV è un virus che è trasmesso con il contatto del tuo sangue con quello di un individuo infetto, come può avvenire utilizzando siringhe non sterili e altri oggetti che sono a contatto col sangue. Ma cosa ancor più spaventosa è che può essere contagiato per via sessuale. Che significa per via sessuale? Significa che può essere trasmesso sia con la penetrazione vaginale, sia con quella anale. Il maggior rischio di trasmissione si corre con la penetrazione anale perché la parete dell’ano è più fragile e sottile di quella vaginale. Questa fragilità determina, all’atto della penetrazione, la formazione di microlesioni che facilitano l’ingresso del virus. Inoltre contagiarsi per una donna significa condannare all’infezione anche futuri figli.
Dopo essere stati contagiati dal virus, c’è la possibilità di avere nell’arco di 1-6 settimane una comune sindrome influenzale, dopo almeno 8 settimane o anche più puoi scoprire se sei stato davvero contagiato, facendo un test che valuta la presenza di anticorpi anti-HIV nel sangue.
Esistono cure che riescono a rallentare la malattia, senza mai guarirla. L’unico modo certo per evitare l’infezione da HIV è utilizzare il profilattico. A questo punto la domanda è: vale davvero la pena vivere una vita in questo modo, rischiando di morire come Freddie a 45 anni, solo perché non hai utilizzato un preservativo?

Immagine 2

 

A proposito dell'autore

Antonio Palmeri

Siciliano nato l’01/01/92, studia Medicina e chirurgia all’università degli studi di Palermo, ama trarre spunto dai suoi studi per terrorizzare parenti e amici, raccontando di strane e raccapriccianti malattie. La medicina non è la sua unica passione, fin da piccolo è sempre stato appassionato di geografia, viaggi e bandiere. Avete presente la Bandiera gialla, nera e rossa del Brunei? Beh probabilmente no, ma lui sicuramente si. La curiosità e la necessità di capire il mondo e di analizzarlo fanno parte del suo modo di vivere, così come la grande passione per le cose che fa. Ama il cinema soprattutto quello “indipendente ma non troppo”, la musica, la formula 1, il tennis, il calcio e un po’ tutti gli sport in cui si usa una palla.

Post correlati