MyOwnMine: la musica da una nuova prospettiva
I MyOwnMine progetto di 3 giovani cosentini è nato nel 2012 da un'idea di Francesco Parise (tastiere e voce) per poi accogliere Yandro Estrada (batteria) e Giuseppe Mazzuca (basso). La loro musica è orientata verso il pop internazionale, con uno sguardo al nu-soul contemporaneo e al synth-pop anni '80. Il loro primo album uscito a febbraio 2020 è "Everything is in perspective". ASCOLTATELO E VOTATELO CON IL NOSTRO STELLOMETRO!
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In un periodo in cui fare musica risulta ancora più arduo e gli artisti faticano ad emergere, mi sono imbattuta nei “MyOwnMine”. Questo gruppo di Cosenza è un progetto musicale originale ma soprattutto nuovo poiché l’album di esordio ha visto la luce esattamente il 28 febbraio 2020, quando il covid stava per comparire e scombussolare le nostre vite rivoluzionando tutto, e mostrando il mondo e anche la musica da una nuova prospettiva. “Everything is in perspective” è proprio il titolo che hanno scelto per il loro album e considerando quanto accaduto sembra essere una premonizione.

Quali solo le prospettive che volete trasmettere attraverso questo album?
L’idea principe che si cela dietro EIIP è che si può fare della buona musica senza seguire le mode. Facendola con personalità e mettendo a fuoco ogni struttura, sia compositiva che testuale.
Cambiare prospettiva spesso ci aiuta a vedere le cose in un modo diverso, un po’ come succede in questo album. A volte ciò che sembra in realtà non è.

Rimanendo in tema di prospettiva, vorrei chiedervi se il lungo stop causato dal covid ha cambiato il vostro punto di vista nel fare musica e anche il modo di comunicarla.
Sicuramente siamo stati parecchio penalizzati. Il disco era appena uscito e una settimana dopo l’annuncio del lockdown saremmo dovuti partire in tour. Inizialmente non è stato facile, ma non ci siamo persi d’animo. Abbiamo partecipato ad un bellissimo festival in streaming (il “Musica che cura” Festival) con tanti artisti del panorama italiano ed internazionale suonando ognuno da casa propria. È stato strano, ma anche divertente e ci ha fatto capire che la musica è difficile da fermare.
Anche il #Volcanocontest che abbiamo lanciato è un po’ nato con questo spirito.

La vostra ultima canzone Inside the volcano ha avuto molto seguito sui social grazie ad una sfida tra i vostri followers. Di cosa si tratta? Qual è il significato di questa canzone?
Abbiamo fatto il video di “Inside the Volcano” coinvolgendo tutti i fans e tutte le persone che avessero voglia di condividere la loro quotidianità, così particolare in quei mesi, con noi. Da lì è partito il contest dove in rete le persone hanno scelto i loro video preferiti facendo vincere ad alcuni dei partecipanti i nostri dischi ed il nostro merchandising. È stato davvero notevole vedere quante persone si sono appassionate alle votazioni e vedere il risultato del video, che per noi è quasi commovente.
Il testo di “Inside The Volcano” è ispirato ad un famosissimo classico della fantascienza di Jules Verne (Viaggio al Centro della Terra): un po’ abbiamo trovato il parallelismo con il periodo del lockdown , dove ognuno è entrato in un proprio “vulcano” interiore intraprendendo un viaggio per poi trovare la luce.

Nell’album è presente una mescolanza di suoni e di generi: dal pop anni ’80, alle influenze soul e ‘rnb. C’è un artista in particolare che ha influenzato di più il vostro sound? 
I primi album di James Blake e l’approccio armonico dei Tears For Fears sicuramente riscontrano grande gradimento all’interno del gruppo.

Parlando infine di prospettive future, il 29 luglio finalmente ritornerete a suonare dal vivo per il “Rise-up: musica oltre le distanze” un evento di 3 giorni che si terrà nello stadio Lorenzon di Rende. Che sensazione si prova a tornare in scena dopo tanto tempo davanti un pubblico reale e in una cornice come quella dello stadio?
Una sensazione bellissima! Dopo l’annullamento del Tour è stata davvero una boccata di ossigeno questa notizia. Sarà stupendo dividere il palco con Al The Coordinator, i Giardini di Mirò e BSBE. E’ un modo per ricominciare e tornare nuovamente ad una vita live e si spera ad una maggior consapevolezza da parte del pubblico. Sostenere i live, le band locali e le serate è un dovere morale per proseguire un percorso culturale nel nostro territorio. Invitiamo tutti a partecipare per dare un segnale forte di ripresa ed aiutare anche il Mood Social Club, luogo di aggregazione, cultura e musica della nostra città che si è visto cancellare improvvisamente 4 mesi di programmazioni di eventi. VI ASPETTIAMO!

Articolo già pubblicato sul Quotidiano del Sud – l’Altravoce dei ventenni del 27/7/2020

A proposito dell'autore

Denise Mele

Laureata in Farmacia all'Università della Calabria, classe 1990. Ama il cinema, la natura e la Sila, il trash in tv e viaggiare. Sogna un giorno di fare la divulgatrice scientifica o quantomeno incontrare dal vivo Alberto Angela. Sensibile, socievole, permalosa e abbastanza indecisa, dà la colpa del suo cattivo carattere al suo segno zodiacale: GEMELLI

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