Circa due anni fa il più grande scalatore delle classifiche italiane, Mr. Lorenzo Jovanotti, cantava “l’estate addosso, un anno è già passato..”, regalandoci – come al solito – quel perfetto mix di dance e nostalgia.
Era l’estate del 2015, e con la scusa di LorenzoNegliStadi andai a Bari dal mio amico Luca, coniugando con l’occasione le mie due passioni: la musica e l’amicizia.
Ballando e saltellando nel parterre abbracciata ai miei folli amici danzerini, cantavo a squarciagola questa canzone; tuttavia, probabilmente perchè ancora sommersa dai codici e i manuali, presa dai preparativi dell’allora imminente dipartita in Erasmus e la voglia di diventare grande, o forse perché la fine mi sembrava troppo lontana (difficile da distinguere anche con un binocolo), non riuscivo ad immaginare che anche quell’estate sarebbe divenuta il “ricordo di un futuro già vissuto da qualcuno”.

Nell’ottica comune è condivisa l’idea che estate sia sinonimo di spensieratezza, Hakuna Matata, Don’t worry be happy, sai per i problemi c’è tempo a Settembre.
Ed è giusto così, rilassarsi e al contempo vivere al massimo sfruttando ogni opportunità per scoprire, esplorare, conoscere, ridere senza paradossalmente fermarsi mai rischiando di aver bisogno della famosa vacanza dalla vacanza.

L’estate è “Cucurucu Paloma l’amore di una sera gli amici di una vita”, è emozionarsi riscoprendosi dentro nel proprio piccolo ancora innamorati degli stessi posti, ambiti durante le stagioni fredde e sedi dei più dolci ricordi d’infanzia.

Estate è sorprendersi alla volta di nuove mete, scoprendo nuove culture, tradizioni e colori, gioendo delle diversità e delle incredibili somiglianze che ci rendono un gigantesco ammasso di giovani desiderosi di essere felici.
Respira questa libertà”: non avere orari, non avere regole, mescolare le novità nate durante l’anno concluso agli amici di sempre e ai posti del cuore.

L’estate sono i racconti del mare che quando non c’è altro rumore nel silenzio ti parla di te, accorrendo in aiuto per sciogliere ogni dubbio sul passato, sul presente e sul futuro.

L’estate è un libro di ricordi, un raccoglitore di sensazioni che si arricchisce ogni anno di nuove e meravigliose pagine, nelle quali non c’è spazio per la paura, l’ansia e tutte quelle cose da grandi.

L’estate è quel momento dell’anno in cui tutti torniamo un po’ bambini, sempre pronti a giocare fra di noi senza il minimo di inibizione, dove tutti siamo amici e la tristezza non può trovare dimora.

Ogni estate, però (e per fortuna!!) è una estate diversa, mai una qualsiasi.
Ogni anno ha un significato diverso, nuovo, e solo suo.

E dopo due anni sono ancora qui, sul terrazzo di casa mia, vista mare e coccolata da uno di quei tramonti che solo Luglio ci sa dare.

Come dicevo, anche questa è una estate particolare, simile a quella partita a carte dove non puoi sbagliare la mano e cosa più importante durante la quale non è consentito barare.
Il gioco, per ora, è appena iniziato e io non voglio pensare a come si concluderà, perché “prima che il vento si porti via tutto e che settembre ci porti una strana felicità”, voglio godermi questa incredibile e sempre meravigliosa libertà.
Rimango qui, incredula di come il rosso di questo cielo non mi stanchi mai, sorrido a mio padre appena rientrato dal lavoro e in attesa delle ferie, gli racconto di com’è dolce il sapore del mare, il sapore di casa quando rientri, e ricreo in lui i ricordi e le gioie delle estati ormai passate.

“Non avere paura del domani, Settembre arriverà comunque e una soluzione arriverà con lui. Per ora, divertiti e sorridi. Non perderti mai un tramonto, e ricordati di ammirare il cielo anche all’alba, perché le sfumature non sono sempre le stesse. Osserva la luna sul mare e parla con lei, perché è un’amica sincera che non si stancherà mai delle tue paturnie. Goditi la tua estate, ‘a papà. E ricordati di emozionarti, perché è “vietato non innamorarsi ancora”.”

A proposito dell'autore

Martina, sempre la più piccola dell’annata ‘94, laureata LUISS in Giurisprudenza, si definiva ad otto anni “simpatica, anche se i miei fratelli dicono che parlo troppo. Sono una persona responsabile, riflessiva, apprensiva, equilibrata, e molto sensibile, ma soprattutto un po’ pettegola. Sono allegra, divertente e socievole, mi piace stare in compagnia per scherzare, giocare e raccontare barzellette.” Da allora le cose non sono cambiate: parla sempre tanto, pensa sempre troppo e rimane la solita rompi scatole.Va sempre di corsa, non sa stare ferma e forse mostra troppi denti quando sorride.Ama emozionarsi con le piccole cose e cerca in ogni momento un motivo per sorprendersi.E’ un’inguaribile romantica e a volte, a furia di stare con la testa fra le nuvole, rischia di cadere in qualche burrone, dal quale però, trova sempre la forza di rialzarsi!

Post correlati