Da pochi giorni ho finito il corso de Les Chefs Blancs – il favoloso corso di cucina professionale che ho intrapreso mesi fa – e da un po’ di tempo ho trovato lavoro, quindi il tempo di pensare al Natale, ai regali, ai parenti e tutte queste cose è passato in secondo piano, o anche in quarto, ma ora, a distanza di pochi giorno, mi si è accesa la lampadina…
Ti starai dimenticando di qualcosa…?” mi sono chiesta ieri.
Ah, già, quelli che si chiamano regali e hanno più o meno la forma dei soldi che prendono il volo e ti prosciugano tempo e portamonete!
Il Natale, che è già dietro la soglia di casa, bussa prepotentemente e si avvicina a grandi passi. Mancano solo 7 giorni e mi verrebbe da dire, come mi ripete ultimamente un amico: “OH-MA-MAM-MA-M-AOOOOO”!
Come tutti sanno, Natale è la grande festa del consumismo sfrenato: si mangia oltre ogni limite umano; si è forzatamente felici (quando in realtà si vorrebbe solo ammazzare metà del vicinato, tra cui la zia 80enne che chiama alle 8 di sera per dire che ha finito di cucire le borsette per tutta la generazione tua, di tua madre e di tuo nonno morto 20 anni fa!); si vedono i parenti che non si ca**no da una vita e ci si scambiano i regali.
Una volta erano dei gran regali, anche perché erano quelli che avevi chiesto per circa 6 mesi a tua madre e puntualmente non arrivavano mai (o, al massimo, ti venivano regalati a Santo Stefano di 5 anni dopo… se eri fortunato!).

Sono dell’idea che i regali a Natale bisognerebbe farli solo ai bambini, almeno finché non scoprono che Babbo Natale, quel simpatico e gioioso cogliooo*e e ubriacone vecchietto inventato dalla Coca Cola quasi un secolo fa, non esiste. Purtroppo, però, per convenzione sociale, non possiamo limitarci a farli solo ai bambini, tocca farli anche ai parenti e agli amici.
E qui si scatena la vera tragedia: cosa regalo?
La cosa peggiore, oltre a essere costretti a vedere i parenti che in genere si tenta di evitare, sono proprio i regali. Sceglierli, comprarli, girare per negozi, immergersi nel gregge di bestiuole che sta facendo la stessa cosa. Insomma, uno sbattimento di marron glacé assurdo per fare qualcosa che, ammettiamolo, non abbiamo nessuna voglia di fare!IMG_0474
In questi tempi di magra fare i regali potrebbe essere un vero problema, dal momento che, giustamente, nessuno vuole spendere tutto lo stipendio in regali.
La cosa più logica da fare è quindi scremare: decidere a chi fare il regalo e chi lasciare fuori. Dopo di che, bisogna riuscire a trovare un dono che possa piacere a chi lo riceve e possibilmente che costi poco, ma che non ci faccia sembrare dei barboni che sono andati al risparmio.
Come si potrebbe fare per soddisfare tutti i requisiti?
Innanzitutto, dato il poco tempo, mi sono dovuta spremere le meningi e capire cosa regalare anche per non cadere nelle stesse idee ripetitive dello scorso anno (mossa furba perché, se i Maya avessero ragione, non avremmo perso un sacco di tempo e soldi in roba che poi non serve a nessuno). Seconda mossa: scegliere a chi fare il regalo e a chi no.

Si potrebbe limitare al minimo il problema con alcune pratiche soluzioni:

  •  SOLUZIONE A:

Non comprare nulla a nessuno per mancanze di denaro o perché il prof ti ha spostato l’esame al 24 mattina, con tanto di pandoro Bauli del ’95.

  • SOLUZIONE B:

Andare da Tiger e comprare le prime 4 cosucciole di finto design (tipo il pettine rosa schoking gigante che fa tanto pop art!) uscendotene da gran “paravento” come se avessi ‘’spaccato’’ con il regalo alternativo (sì, da 5 euro però, e che fra un mese si rompera’ in mano). Se decidiamo per questa soluzione aspettiamoci di essere ricambiati alla stessa maniera, perchè ciò che si semina si raccoglie! Oppure, aspettiamoci di accettare (per finta!) la storia de: “L’importante è il pensiero”, che vale più per noi verso gli altri, che non per gli altri verso di noi. In tal caso, alleniamoci a mantenere il sorriso e manifestare un misto di gioia e stupore quando, scartando il nostro regalo, ci troviamo davanti una delle peggiori put***ate che siano state messe in commercio. Se accadesse che scegliate questa soluzione, continuate a sorridere e far finta di essere felici, mentre naturalmente dentro state morendo. Questo passaggio è fondamentale. Non scordatelo né per questo natale, né per gli anni a venire, senza questo passaggio tutto il resto va a farsi benedire. Sono perle di saggezze meglio di quelle illuminanti di Osho!

  • SOLUZIONE C:

Fare un regalo alternativo ma fico davvero, senza false scuse o paraculaggini di vario tipo (e, modestamente, io l’ho trovato, senza un euro nel portafogli e senza deludere nessuno!).
Come? Ovviamente regalando ad ognuno.. del cibo! Un the’, una cioccolata, dei cereali, dei biscotti…ricercati a tema, cioè associando un alimento a seconda della personalita’, delle abitudini, dei gusti e dei rituali a cui ognuno è abituato. Idea originale e divertente da ricevere, da fare, ma, soprattutto, azzeccata e non sprecata, perche’ con il food non si sbaglia mai!
Metti che non hai nulla a casa quella sera, ti ricorderai dell’amica, della cugina o della vipera che ti regalò quella tavoletta di cioccolato che ancora non hai mangiato!
Una sola cosa importante se optiamo per la soluzione C: ricordiamoci che possiamo avere un massimo di 4 nonni da far star male sotto il periodo natalizio….!!
Questa soluzione è la migliore soprattutto per mancanza di tempo e quando siamo costretti a fare un regalo a qualcuno che non conosciamo bene.
Funziona anche perché “la magia” del Natale opera misteriose cancellazioni di memoria e ci troveremo sempre a spaccarci il cervello cercando di ricordarci una delle ventordicimila cose per cui chi riceverà il nostro regalo ha detto “mi piacerebbe…“. Le uniche cose che rimarranno nelle nostre menti affannate a scavare nei ricordi saranno solo costosissime, dai 700 € in su.IMG_0084IMG_1985 21-19-12

Quindi perché non regalare una bella marmellata di arance e zenzero a zia Peppina che puntualmente compra sempre le fette biscottate ma poi si dimentica di comprare tutto il resto? Quest’anno ci sarai tu a risolvere il problema, almeno per le prime due settimane di carestia di gennaio; quale regalo migliore di questo? Magari non lo apprezzerà subito, ma vedrai che finite le feste ringrazierà tutte le Madonne esistenti e non del calendario Gregoriano!

  • SOLUZIONE D:

(Di solito non si mette ma io ho deciso di inserirla lo stesso!)

Litigare con l’amico/parente prima di Natale, della serie “ne stermino una decina e mi tengo 20 euro in piu’ in tasca”!
Però dobbiamo scegliere il giusto tempismo, perché, se litighiamo troppo sotto Natale, quando chiameremo al telefono l’amico per scusarci, potrebbe succedere una cosa del genere:
Ciao Gargiulo, sono Chreddy. Senti, ti volevo dire che sono stato davvero stronzo… Ci ho riflettuto molto e potevo risparmiarmela quella scenata per un’idiozia da niente… spero che tu non ce l’abbia con me e che possiamo andare a bere una birra…”
Ma no, Chreddy, figurati. So che sei fatto così, ogni tanto sbrocchi. Ti volevo chiamare anche io per fare pace. E poi volevo vederti perché prima di litigare ti avevo preso il regalo di Natale e vole…
Figlio di pu***a, non farti più sentire!”
[Tut… Tut… Tut…]
Pronto?… Chreddy?… Che stronzo!!

Così potremmo perdere un amico per sempre e in più vivremmo il resto della nostra vita con l’ansia di non sapere cosa ci aveva comprato Gargiulo…

Babbo-NataleComunque, io lo so come finirà: gli ultimi giorni mi troverò in qualche sovraffollato supermercato Bio o direttamente da Eataly, correndo da uno scaffale all’altro, in preda ad attacchi di panico e disperazione per tentare di mettere insieme fagioli neri, curcuma in polvere, thè nero indiano, biscotti con doppio strato di frolla, formaggi caprini invecchiati al Rum degli anni 30’ e cose simili.
Perché i parenti sono infiniti e io sono troppo generosa e spendacciona! Alla fine sono sicura che avrò fatto la cosa migliore scegliendo la soluzione C mentre il resto della gente avrà regalato delle porcate abissali, e vedrò la gioia morire negli occhi degli altri, davanti al mio barattolo di legumi misti provenienti dall’entroterra di chissà dove, sostituita da odio e delusione di regali inutili, mentre il sorriso rimarrà fisso sulle loro facce grazie alla soluzione C!
Viva il Natale!

A proposito dell'autore

Ginevra Stancati

Ginevra Stancati nasce a Roma il 06/11/1988.
Creativa dalla nascita, studia allo IED di Roma moda e design. Dopo qualche anno nel campo della moda decide di cambiare rotta, rimanendo sempre nel mondo del design ma spostandosi nel food design. Terribilmente testarda,sognatrice e con la testa sempre fra le nuvole. Ribelle e coraggiosa. Spietata con chi, secondo lei, se lo merita!preferisce spesso gli animali agli esseri umani. Amante della natura,
Intuitiva,con un gran sesto “sesto senso” nascosto nel cassetto. Occhio a incontrarla, potreste rimanere fulminati!!

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