Recita così la locandina di presentazione del concorso letterario “LANTIVIRUS”. Uno slogan semplice e d’effetto, al quale è stato affidato il compito di catturare le menti di tanti scrittori che da ogni parte d’Italia hanno preso parte alla iniziativa.

Nel mese di Marzo, nel pieno dell’emergenza Covid-19, la libreria Mondadori di Cosenza e le Edizioni Erranti hanno promosso il concorso un letterario chiamato “Lantivirus” e rivolto a chiunque abbia voluto scrivere, appunto, riguardo la situazione di forzata ma necessaria clausura per il virus Covid-19, attraverso 10mila battute circa, nella forma di racconto breve inedito.

I racconti, prodotti dalle menti di ben ottanta scrittori, hanno ricevuto un certosino lavoro di selezione e raccolta, curata dallo scrittore e direttore Agenzia Ansa del Friuli Venezia Giulia Francesco de Filippo che, insieme alla casa editrice Edizioni Erranti e la Libreria Mondadori, ha dato vita, alla fine, alla “Antologia di Racconti: LANTIVIRUS”.

Dal mese di Giugno, il libro è presente nella libreria di Cosenza ma le normative riguardo la sicurezza e il distanziamento sociale hanno permesso solo lo scorso mercoledì 29 Luglio di ritrovarsi, autori e promotori dell’iniziativa per presentarlo ufficialmente al grande pubblico. In occasione della rassegna “Libri a Palazzo, organizzata dal comune di Mendicino nel meraviglioso giardino di Palazzo Gaudio-Campagna si è svolto un vero convivio letterario, durante il quale si ha avuto la possibilità di conoscersi e di rileggere i racconti attraverso una forte elaborazione critica, alla luce degli ultimi eventi post pandemia.

Una condivisione di pensieri, già viva dal momento in cui è stato bandito il concorso. Come ha sottolineato, in occasione della presentazione della raccolta, Pino Sassano, libraio e fondatore libreria Mondadori di Cosenza, scrivere in corso di pandemia, ha voluto dare voce a due evidenze: definire un luogo pubblico d’incontro, differente dalla istantaneità dei social network, un luogo fisico, tangibile e permanente che fosse lo specchio di una comunità di scrittori che ancora prima sono lettori; dare inoltre evidenza alle parole, nella particolare situazione hanno assunto un falso significato riguardo la concezione di distanziamento sociale, legato solo a una condizione fisica ma non reale, data l’incidenza dei social nelle nostre vite.

Un distanziamento esclusivo dei corpi, ha concluso Pino Sassano, che produce smaterializzazione e assenza di un elemento fondamentale dell’umano che è il tatto, uno dei sensi importanti quando prendiamo in mano un libro e che richiama, mediante la tangibilità, l’olfatto:

I libri odorano, sono una vera boccata di aria fresca a dispetto dei filtri rappresentati dalle mascherine.

Questa è l’operazione che chi ha ideato LANTIVIRUS voleva raggiungere: fare acquisire alla pandemia una caratteristica permanente e materiale, che riguarda chiunque perché racconta una esperienza umana che non può passare sottaciuta.

Ho personalmente partecipato all’antologia, con il racconto “Sul fare della sera”. Nel periodo del Covid, la proposta del concorso letterario, l’ho avvertita come una “chiamata alle armi”, per bloccare il tempo attraverso le parole, portare testimonianza viva della delicata situazione che stavamo vivendo. Il concorso ha rappresentato un’occasione di riflessione, di indagine introspettiva nonché di osservazione del mondo che mi circondava. È stato difficile affidare alla scrittura i sentimenti che mi hanno travolta ma è stato importante scegliere questo modo per fissarli nella mente e averli sempre disponibili.

Molto emozionante è stato il momento in cui ho ricevuto la mail che mi informava della scelta del mio racconto a comporre la antologia. Con estrema agitazione ho atteso la pubblicazione del libro e finalmente nei primi giorni di giugno, ho sfogliato l’antologia e mi sono meravigliata della affluente partecipazione.

L’emergenza sociale ha prodotto l’impossibilità di conoscere fisicamente gli altri autori dei quali ho cercato di definire i tratti attraverso i loro racconti. Le storie si intrecciano in una trama che ci ha accomunati tra paure, apprensioni e speranze. Ogni autore ha utilizzato un proprio timbro espressivo, una metrica differente. Scorrendo l’antologia si ritrovano racconti piuttosto brevi mentre altri sono più lunghi, è particolare notare come la “brevità” varia in relazione al contesto. È un libro che non deve essere letto tutto d’un fiato, che segue una linea comune dettata anche dalla differente suddivisione in macro-argomenti. È evidente, a fine lettura, come il tratto comune è rappresentato dal coraggio di scrivere, esercitato dagli autori in questa “corsa alla scrittura” partita durante il lockdown. Nei quattro mesi di chiusura, la nuova emergenza ha creato confusione e attraversare oggi questa antologia di racconti, restituisce uno spaccato sociale molto variegato ed interessante. Ogni lettore riesce a riconoscersi in una frase, in un brano grazie anche alla scelta di un linguaggio semplice, non casuale e soprattutto non scontato, a tratti privo delle “frasi fatte” proprie del periodo. Ci sono dei rimandi letterari, testimonianze di vita, emozioni e percezioni distopiche della realtà che lo definiscono a pieno titolo un perfetto antidoto contro il virus.

L’esperienza Covid ci ha allontanati ed è stato bello “riabbracciarsi” nel corso della presentazione.

Una festa di speranza, con LANTIVIRUS come protagonista e antidoto all’inquietudine. L’evento sarà ripetuto giorno 9 Agosto, ore 18.30, presso la sede del Parco della Sila a Lorica, durante la giornata conclusiva della manifestazione “Lorica Libro Amica”. LANTIVIRUS si racconterà, quindi, ancora una volta. Partecipare, anche e soprattutto da non autore dell’antologia, vuol dire condividere ogni abbraccio, ogni carezza che non abbiamo potuto dare e ricevere, nel ricordo di un momento tempestoso che sembra essere lontano nel tempo ma che ci ha visti tutti, differentemente, partecipi.

Articolo già pubblicato sul Quotidiano del Sud – l’Altravoce dei ventenni di lunedì 3/8/2020


A proposito dell'autore

Maria Francesca Astorino

Classe 1996, laureata in Biologia presso l'Università degli studi della Calabria, è impegnata come consigliere e rappresentante di dipartimento, DiBEST. Sognatrice dalla vena poetica, le piace raccontare il mondo che ha intorno attraverso fotografie, didascalie e brevi racconti. Ha a cuore la sua "Terra di Calabria" e si impegna a promuoverla attraverso i social. Ama perdersi nei tramonti, nei cieli immensi e stellati. Lì dove è lecito allontanarsi dalla realtà, magari in compagnia di un buon bicchiere di vino.

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