Gli studenti universitari rientrano in una particolare categoria di esseri umani, si riconoscono a prima vista, soprattutto sotto esame. E d’estate. Con il caldo.
Luglio non è esattamente il mese più confacente alla preparazione di difficili prove, eppure non è che abbiamo molta scelta : o l’esame o più stress a Settembre.
I più furbi cercano di darsi tutti gli esami ai primi appelli, così li vedi a metà mese già freschi, felici e magari abbronzati. Maledetti.
In realtà, non so se si tratti di furbizia o magnanimità dei professore nel concepire le date degli esami.
Giugno passa abbastanza in fretta, c’è chi ha ancora lezione e così, a malapena ci si accorge che la sessione è alle porte. E in quel caso siamo fregati.
Il destino è già stato scritto : gli esami a luglio. Con il caldo.
Credo che nella vita di uno studente affrontare questo bollente mese dell’anno sia una delle sfide più difficili, perché ogni momento ci sembra buono per gettare la spugna.
Così ci ritroviamo con le scrivanie invase di libri, dispense, fotocopie.
Scoppia la ricerca a dir poco folle di riassunti, appunti del professore, e in generale, di strumenti che possano renderci la vita più semplice.
Ovviamente non è che nelle sessioni passate il meccanismo sia molto diverso, ma d’estate è tutto molto più faticoso, il caldo ci attanaglia e non c’è modo di respingerlo.
Vediamo il mare a malapena in fotografia, e vorremmo che tutti soffrissero come soffriamo noi.
Il ventilatore, l’aria condizionata, le docce a qualunque ora del giorno e della notte diventano le nostre armi più efficaci per combattere il feroce nemico.
Ci manca il sonno, le occhiaie diventano parte integrante della nostra bellezza, e a tratti, anche alle ragazze sembra che cresca la barba, di questi periodi. (Quindi attenzione!)
Ma alla fine? Alla fine arriviamo stremati, stanchi e sudati.
L’unica cosa che ci spinge ad arrivare fino in fondo è il pensiero delle vacanze, chi va al mare, chi in montagna, chi va in India e chi al polo Nord.
Inizia un percorso di sofferenza spirituale e fisica paragonabile alle sette piaghe d’Egitto. Tutte insieme.
Così, oltre ai libri, sulle nostre scrivanie fanno le loro comparse bottiglie di acqua gelida, gelati, oppure una nostra foto dell’estate scorsa, spensierati e allegri.
Ci motiviamo dicendoci che finirà tutto presto, ma poi guardiamo il calendario e vediamo che Luglio ha 31 giorni, e con un po’ di sadismo, la data dell’esame è stata fissata dopo la metà del mese.
E allora il rituale si ripete.
Però, c’è da dire che, quando la sessione si chiude, nel bene o nel male, sentiamo le vacanze così meritate e agognate che le viviamo tutte fino in fondo.
Si ritorna a casa carichi, pronti per affrontare un’estate che abbiamo aspettato per troppo tempo.
Portiamo con noi gioie e soddisfazioni, ma anche delusioni e desiderio di riscatto.
Ci godiamo la sabbia che scotta, il sole che bolle, l’acqua a volte troppo fredda.
Le nostre occupazioni diventano solo quelle di riposare il corpo e la mente.
Ci affanniamo un anno intero dietro esami e professori, senza accorgerci, quando è arrivato il momento, che possiamo davvero staccare la spina e lasciarci andare.
Essere uno studente universitario è proprio un modo di essere, e non c’è modo di sottrarsi.
Però, l’estate con i nostri amici non ce la toglie nessuno, quella voglia di esagerare senza pensarci, perché Settembre è sempre in agguato.
Rispolveriamo vecchie abitudini che abbiamo riposto in un cassetto e speriamo che durino abbastanza.
Certi pensieri ci frullano sempre nella testa, come le zanzare che di notte non ci fanno dormire, ma la necessità di trovarci dove siamo ci spinge a spegnere il cervello.
Nella mia sessione estiva ho pensato molto al mio rientro a casa, a quello che mi aspetta una volta lì.
Inutile dire che un sorriso mi ha sempre colta, anche quando sembrava impossibile.
Il pensiero di trascorrere un mese con le persone a me più care, con il sole che tramonta troppo tardi era una motivazione più che valida per darsi da fare.
Sarò un po’ sentimentale, ma anche l’idea di tornare a casa mia era sufficiente.
Perché in fondo è così, stiamo seduti ore ed ore su quella sedia perché abbiamo un obiettivo, e il fatto che sia un premio alla fine, ci fa vivere tutto in modo più intenso.
Quindi, non vedo l’ora che arrivi quel momento tanto desiderato.
Perché se è vero che gli esami non finiscono mai, meglio darsi da fare prima che ricomincino!

Buona meritata estate a tutti, cari compagni di sventure, ci rivediamo a Settembre!

A proposito dell'autore

Maria Letizia Stancati

Nata a Cosenza nel 1994, vive da quasi tre anni a Roma, dove si è trasferita per studiare Lettere Classiche. Non ha idea di cosa farà terminati i suoi studi, perché l’unica aspirazione che ha è quella di affiancare J.K. Rowling nell’harem degli scrittori. Ama la musica, viaggiare, la vita la coinvolge totalmente e vorrebbe scoprire il mondo. La sua passione più longeva è sicuramente la lettura, il primo libro che ha letto è “Giovanna nel Medioevo” e ha pianto senza ritegno dopo aver terminato “La piccola Principessa”. Incapace e negata per ogni tipo di sport (ma è fiera di aver praticato basket per una settimana), ama correre con le cuffie nelle orecchie e camminare per tutta Roma. Introversa, apparentemente timida, molto logorroica, ma pur sempre sincera, leale, solare . Il suo gruppo preferito sono gli Oasis, e mentre spera che tornino insieme, immagina sempre come sarebbe la sua vita se la smettesse di sognare ad occhi aperti.

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