Il posto più sicuro non può essere sfruttato

L’estate è ormai iniziata da settimane, ma potrebbe non essere una calda estate per il turismo italiano. È un problema che avrà delle ripercussioni, specie se consideriamo che il settore turistico genera almeno il 5% del PIL italiano e l’Italia è uno dei 5 paesi più visitati al mondo. Da Nord a Sud, l’Italia è colma di paradisi turistici (tra cui vi è anche la Calabria, nonostante la descrizione paradossale di EasyJet, poi prontamente corretta, che tentava di promuoverne i voli). È davvero un peccato, dunque, che una nazione con questo potenziale vada incontro ad un probabile flop turistico, nonostante attualmente il meridione sia tra le regioni mondiali con meno casi attivi di COVID-19 al mondo. Un paradosso, quello di avere le regioni turistiche probabilmente più sicure al mondo e non poterle sfruttare.

Il primo problema deriva dalla mancanza di turisti extra-europei. Questi sono una larga fetta del turismo italiano: non solo per numero ma anche per spesa effettuata da ciascuna persona. Fino al primo luglio non era consentito l’accesso in Europa per turismo ai non-residenti. Adesso, per 15 paesi extra-EU (tra cui mancano USA, Russia, Brasile, etc) è stato finalmente consentito l’accesso senza obbligo di quarantena: ma non in Italia. Nel Belpaese, infatti, resterà l’obbligo di 14 giorni di quarantena. Questo, ovviamente, è un enorme deterrente verso i turisti non europei che è probabile che preferiscano spendere le due settimane di quarantena obbligatoria a visitare un qualunque altro paese europeo piuttosto che starsene chiusi nella, seppur bellissima, Italia.

D’altro canto, il problema del turismo non è unicamente italiano, e pertanto anche i nostri connazionali sono limitati nella scelta delle mete turistiche. Visti i piani vacanze all’estero praticamente saltati, questa potrebbe essere un’ottima occasione per noi Italiani per riscoprire la nostra terra ed agevolare il turismo interno. Bisogna considerare che, soprattutto nel meridione, oltre la metà dei turisti annuali sono difatti italiani.

Il governo, pur restando prudente, vuole comunque incentivare il turismo interno anche per aiutare il settore turistico italiano. Dal primo luglio, grazie al Decreto rilancio, si potrà richiedere il cosiddetto “Bonus Vacanze”, dal valore di 500 euro per famiglie di almeno 3 persone, 300 euro per le coppie e 150 euro per i single. Tuttavia, come denunciato da “Il Corriere della sera”, soltanto 4 su 100 hotel accetterebbero questo bonus. Nel Sud Italia la situazione è quasi tragicomica, dove in Calabria non vi è alcuna struttura disposta ad accettare questi bonus, mentre l’intero meridione viaggia sul centinaio di strutture aderenti a fronte di circa 5000 disponibili. .

Il risultato è quindi un paradosso: il meridione, che è tra le regioni più sicure al mondo, non può essere sfruttato proprio per mantenere bassi i numeri del contagio.

Infatti, l’intero Sud Italia, che conta una popolazione di circa 20 milioni di abitanti, ha attualmente soltanto circa mille casi attivi di COVID-19. È un risultato notevole, specie se paragonato alle altre mete turistiche Europee come Spagna, Francia, Portogallo o anche la Grecia, che nonostante abbia solo qualche migliaio di casi attivi, è comunque meno popolosa ed estesa rispetto all’intero meridione italiano.

Ovviamente, ad esser prudenti di questi tempi non si sbaglia mai e bisogna anche riconoscere i meriti delle amministrazioni (locali e non) per avere ottenuto tali risultati. Ma la domanda è d’obbligo: visti i dati attuali ed i mezzi a disposizione per testare e monitorare gli infetti, visti i miliardi investiti nel bonus vacanze, vista la crisi economica e la criticità del settore turistico, non si poteva fare di meglio?

Difficile fare di meglio, ma non impossibile. La quarantena obbligatoria per i non residenti in Europa non ha molto senso, specie per le 15 nazioni a cui è concesso venire in vacanza. Turisti in arrivo da nazioni come il Giappone, che ha una popolazione il doppio di quella Italiana e 15 volte meno casi attivi di COVID-19, sono difatti più sicuri rispetto ad un turista Europeo, o anche Italiano. Pertanto, si potrebbe benissimo fare del turismo selettivo, come sta facendo il resto d’Europa, ed usare le risorse generate per continuare a monitorare la situazione o addirittura aumentare i controlli, dove necessario.

Perché questa pandemia ci ha insegnato non solo ad essere ancora più prudenti, ma soprattutto a prendere decisioni in maniera razionale e non soltanto emotiva.

Articolo già pubblicato su Il Quotidiano del Sud- l’Altravoce dei Ventenni il 6/07/2020

A proposito dell'autore

Rocco Stirparo

Calabrese, 30 anni. Laureato a Pisa e dottorato in Belgio (ricerca sul cancro). Amante degli esempi e delle metafore, adora raccontare e scrivere storie. Curioso da impazzire, è un ricercatore del dettaglio e delle sfumature, ma spesso perde di vista la sostanza. Oltre al suo ambito di studi, si interessa di tecnologia, start-up, politica, innovazione e tante altre cose su cui non è affatto preparato. È negato a scrivere autobiografie e giocare a tennis. Fondatore entusiasta di DNA Disk

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