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I dromedari sono tra gli animali esotici che nel nostro immaginario appartengono a un mondo lontano, affascinante e molto diverso dal nostro: l’Oriente. Ma è così, appunto, solo nel nostro immaginario, perché nella realtà i dromedari sono molto più vicini a noi di quanto possiamo pensare.

Qualche settimana fa, per caso, abbiamo scoperto Carmen, Jamila e Mustafà, tre dromedari che si aggirano beatamente sulle pendici dell’Etna.

I dromedari in Italia e Sicilia non sono una novità: già presenti nella nostra penisola in epoca romana, si aggiravano in Sicilia anche nel Medioevo, durante la dominazione musulmana; e la loro presenza è ricordata anche dalla festa messinese “du Camiddu”, che si svolge ogni agosto.
Carmen, Jamila e Mustafà appartengono a Santo Fragalà, talentuoso venticinquenne di Messina, veterinario e docente di Fisiologia Equina, che da qualche mese ha avviato un’attività molto particolare ed innovativa, (ri)portando i dromedari in Sicilia.

Santo ha aperto Gjmàla, azienda che si occupa della produzione di prodotti caseari e cosmetici a base di latte di dromedario, e che oggi è il secondo allevamento di dromedari in Europa (il primo si trova in Olanda).

Famoso fin dall’antichità, il latte del dromedario è il cosiddetto “oro bianco del deserto”, nel quale probabilmente si immergeva Cleopatra per i suoi bagni di bellezza. Ricco di nutrimenti, calcio e vitamine, è un latte leggero e nutriente consigliato per i bambini affetti da intolleranze al latte vaccino e per questo assimilato al latte di asina, dal quale però si distingue per la quantità prodotta al giorno – un dromedario può produrre in media 10 litri di latte al giorno, contro il litro scarso dell’asina – e per il prezzo – circa 6 euro a litro, contro i 12 euro al litro del latte d’asina.
Ho contattato Santo per e-mail e lui, in modo divertente e allegro, mi ha raccontato della sua azienda e dei suoi tre dromedari da “700 kg di bontà”, facendomi sorridere anche quando, scherzando, mi ha corretto sul nome di Jamila (da me erroneamente chiamata Jasmine).

Innanzitutto, cosa significa il nome “Gjmàla”?
Il nome Gjmàla non è altro che la versione fonetica del termine arabo per indicare Dromedario.

Com’è nata l’idea dell’azienda?
L’idea dell’azienda forse nasce direttamente dal mio patrimonio genetico. Il mio cognome Fragalá appartiene alla dominazione araba in Sicilia, nonostante io abbia tratti somatici prettamente normanni, e significa gioia di Allah. Più in particolar modo, ho un dottorato di ricerca all’università di Messina in Fisiologia Equina e, mentre stavo svolgendo uno studio sulle proprietà del latte di diverse specie, mi sono imbattuto in un articolo della FAO che parlava del latte di dromedario. Questa è stata la scintilla che ha scatenato la voglia di poter fare un allevamento in Sicilia.

Quanto tempo è stato necessario per avviarlo?
Tanto, tanto tanto… Due anni di preparativi, di disbrigo pratiche, di autorizzazioni e ancora ce ne vogliono!

È stato complesso?
Abbastanza, soprattutto perché la burocrazia italiana ha tempi biblici. E inoltre quando ci si trova di fronte a qualcosa di nuovo è più facile sbarrare le porte che assumersi delle responsabilità.

Gestire i dromedari immagino non sia proprio semplice (e usuale)…cosa prevede?
Considera che sono animali che possono arrivare a 700 kg di peso, possono scalciare e mordere. Dunque bisogna avere attenzione e dimestichezza. Io però dico che i miei sono 700 kg di bontà! La loro gestione prevede comunque una buona alimentazione, un controllo sanitario di routine, e poi la pulizia del mantello e la pulizia costante dei luoghi dove loro alloggiano, quest’ultima resa più facile per la presenza di deiezioni abbastanza compatte e poco voluminose.

Come ti sei organizzato?
Per adesso l’azienda ha una conduzione familiare, ma non nego la volontà di allargare il tutto. Gestione e protocolli alimentari e medici li controllo io, alla fine è il mio mestiere, mentre la pulizia viene eseguita da altri componenti della mia famiglia!

Oltre a Carmen, Jasmine e Mustafá intendi (presto) prendere qualche altro dromedario?
Come tutti fai lo stesso errore – ride di gusto (ndr.) – non è’ Jasmine ma Jamila, significa bella in arabo. Infatti è la più bella del trio, è l’unica a manto bianco!
Qui rido anch’io, un po’ per l’imbarazzo, un po’ per la simpatia di Santo (ndr.)

Foto tratta dalla pagina Facebook di Gjmàla

Foto tratta dalla pagina Facebook di Gjmàla

Comunque sì, proprio in questi giorni siamo in trattative per acquistarne altri.

Chi viene a visitare Gjmàla cosa trova?
Da me vengono a visitare l’azienda, famiglie e gruppi organizzati. Questi ultimi svolgono un percorso didattico allo scopo di conoscere e valorizzare il latte di dromedario, ma anche imparare il rispetto per la natura e gli animali!

Si possono vedere gli animali e l’attività produttiva?
Certo, gli animali sono sempre visibili. Inoltre l’azienda nasce all’interno del mio quartier generale, dove ci sono gli uffici dei miei marchi e il mio giardino zoologico privato. Di conseguenza, su richiesta è possibile vedere altri animali, mentre l’attività produttiva non è sempre visibile, dipende dai periodi di mungitura! Inoltre la trasformazione del nostro latte avviene in laboratori esterni all’azienda che lavorano per noi. In determinate occasioni, con la disponibilità dei gruppi, organizziamo dei percorsi anche all’interno di questi laboratori.

Qual è il canale distributivo? I prodotti sono acquistabili solo presso l’azienda o anche in qualche negozio o shop online?
I prodotti possono essere acquistati in azienda, sull’e-commerce, oppure in negozi che, dopo aver dato la loro richiesta, sono stati valutati da noi. Il nostro è un prodotto di nicchia, cerchiamo dunque boutique che abbiano un loro charme e che valorizzino ancora di più il nostro prodotto.

Al momento alcuni prodotti sono importati dall’allevamento olandese. Cosa riesci a produrre già in proprio?
In mancanza di latte nostro, noi importiamo solo del latte grazie ad una linea diretta con l’azienda olandese. Considera che siamo una start-up, di conseguenza non possiamo avere una produzione elevata e costante tutto l’anno, spero in futuro sì! Tutti i trasformati, ovvero dolci e cosmetici, già sono prodotti da noi, seguendo alcuni dettami della tradizione siciliana.

Quali altri prodotti prevedi di offrire nel futuro?
Segreto… Aspetta dicembre e lo vedrai!!

Il mercato del latte di dromedario è ancora una nicchia in Europa che però tende ad ampliarsi (mi viene in mente la recente apertura agli Emirati Arabi da parte dell’UE). Com’è il mercato in Italia?
La mia azienda nasce come un’azienda che vuole produrre ma soprattutto promuovere il latte di dromedario. Il latte di dromedario in Italia ha un mercato ancora poco fertile, considerato anche il fatto che il dromedario appartiene a un immaginario collettivo che non lo classifica come animale da reddito ma da circo! Entra nella testa della gente, che storce il naso ancor prima, dico, non di assaggiare ma di vedere! Per adesso comunque ti posso dire che ci stiamo facendo conoscere.

Dove vendi principalmente i tuoi prodotti?
I miei prodotti vengono venduti ovunque, sia per curiosità che per vero interesse culinario o cosmetico. Ovviamente gli stranieri acquistano di più!

Quali sono i progetti futuri di Gjmàla?
Tanti progetti… Ma non si dicono, sono uno scaramantico!!!

Allora nell’attesa di scoprirli, IN BOCCA AL LUPO!!

Foto tratta dalla pagina Facebook di Gjmàla

Foto tratta dalla pagina Facebook di Gjmàla

 

A proposito dell'autore

Elvira Scarnati
Presidente - Founder

Classe 1991. Cosentina di nascita e milanese d'adozione. E' testarda e orgogliosa, maniaca della perfezione e del controllo. Laureata in economia, le piace pianificare e organizzare qualsiasi cosa. Curiosa, creativa e amante di tutto ciò che è nuovo e innovativo, ha creato questo piccolo contenitore virtuale di pensieri e idee. Adora i dolci, l’estate e ascoltare Cesare Cremonini…magari in spiaggia, sotto il sole della sua Calabria.

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