Venerdì 23 Maro 2017 il Teatro Auditorium Unical di Cosenza, in collaborazione con Mk Live e Be-Alternative Eventi, ha ospitato un giovane artista, rapper e cantautore italiano, conosciuto dal pubblico come Ghemon – evento di cui troverete allegate le foto di Marco Dodaro, presente la sera del concerto.
Non tutti ancora sanno bene di chi sto parlando.
Personalmente ricordo di essermi avvicinata alla sua musica durante gli ultimi anni di università, perché un mio amico – irpino come lui e suo conoscente – mi invitò non tanto a sentirne un pezzo ma piuttosto a leggerne le parole:

“E’ la stessa storia ripetuta sempre
Faremo poi, ma viviamo mentre

Rapita da questa rima, iniziai a incuriosirmi e ad ascoltare altri brani fino ad innamorarmi della sua musica, un pò particolare ma incredibilmente unica nel suo genere.
Per inquadrare il personaggio e la sua discografia, però, ho pensato di fare una breve ricerca sulla sua storia per capire da cosa sia nata la sua passione per la musica e come questa si sia evoluta in maniera così intensa tanto da portare Ghemon a conquistare il pubblico così rapidamente.

Giovanni Luca Picariello nasce come writer di graffiti e si avvicina all’hip hop nel 1993 ascoltando i Litfiba e gli Articolo 31 di cui si divertiva sporadicamente a cambiare le rime e poco dopo inizia ad entrare in qualche gruppo e fare vera musica.
Si laurea poi in giurisprudenza alla LUISS e gli anni “romani” lo inducono a plasmare una nuova visione del mondo – il suo – e gli stessi influenzeranno anche i  motivi delle prossime produzioni.
Fece musica per un paio di anni, autoproducendosi e autodistribuendosi (La rivincita dei buoni (2007), E poi all’improvviso impazzire (2009)), formando qualche anno dopo insieme agli amici Tsura e Fid Malla il trio “Ghemon & i Love 4et”.
Nel 2012, poi, esce l’album “Qualcosa è cambiato –  Qualcosa cambierà Vol. 2″ in cui decide di ritirarsi dalla scena hip hop e passare definitivamente al rap dichiarando di non voler abbandonare la musica perché da lui  ritenuta” la principale forma di espressione”.
Nel 2014 esce “Orchiedee“, un album ricco di emozioni, metafore, racconti; un album capace di toccare nel profondo ogni persona, ognuna con i propri problemi e paranoie: Ghemon riesce a trovare le parole giuste per farci compagnia e addolcirci nello sconforto e allo stesso tempo ridere con noi in qualsiasi circostanza.
Infine arriviamo al 2017 che è l’anno di Mezzanotte, album a cui l’artista sta dedicando l’attuale tour girando in tutta Italia.
Cito testuali parole “Quello che meglio inquadra Ghemon è il suo modo di scrivere e di proporsi al microfono. Il tentativo è quello di realizzare pezzi profondi e dalle rime curate sotto l’aspetto lessicale, sposando il concetto di “rivoluzione personale”: la fedele trasposizione dei rapporti tra le persone, senza dimenticare la critica sociale e quella ai luoghi comuni, evitando l’autocelebrazione e autoreferenzialità frequente nei rapper.
Dalla personalità sorprendentemente ad ampio raggio, Ghemon nutre interessi che vanno dall’arte, allo sport (affermato amante del basket e delle scarpe da basket soprattutto), ha partecipato anche alla redazione della serie TV The Get Down in collaborazione con Netflix, ama viaggiare e divertirsi con gli amici senza rinunciare alla normalità della vita di ogni giorno.
Ghemon non è uno che si è montato la testa, è un ragazzo qualsiasi che è diventato qualcuno e ne approfitta per divenire profeta delle masse, per raccontare il suo punto di vista che poi è il mio punto di vista e probabilmente anche quello di te che stai leggendo.
Oltre a scrivere piccole verità e a rapparle incredibilmente creando sinfonie e rime pazzesche, dall’esito della performance cosentina, ho capito che è anche un’agitatore di folle: è uno che sa tenere il palco, che sa come far divertire, che si fa voler bene, probabilmente perché parla il nostro stesso linguaggio o forse perché condivide il nostro stesso pezzo di universo.
Ghemon trasporta.
Ghemon emoziona.
Il pubblico si lascia andare ed impazzisce per lui.
Ghemon è l’amico simpatico (e un pò stronzo, in senso buono – che non fa mai male!) che ti dice se è una cosa è tutta nera, tutta bianca o, se si può, colora il foglio insieme a te.
Grazie perché se prima mi chiedevo “quando imparerò”?, adesso ti dico che “non mi sono mai seduta!
Consiglio vivamente a chi non abbia mai sentito parlare di Ghemon di fare in questo modo: quando è buio, magari quando tutti dormono, aprite Spotify (ricordandovi di pagare sempre per la musica, perché l’arte è sacra e deve essere sostenuta), buttatevi sul letto o uscite a passeggiare senza una meta, mettetevi le cuffie, e abbandonatevi totalmente alla sua poesia in rima baciata.
Non ve ne pentirete!
E lui vi dirà che:

Devi avere una visione e va oltre la visuale
Non è da dove vieni ma è dove vuoi arrivare
Pensa il sarcasmo che ha la vita delle volte
Ti rifà le domande dopo che le ha già risolte
Ti ridà le certezze dopo che te le ha tolte
Costringendoti a stare insonne per una notte.

Buon ascolto!
Ps. se poi volete conoscerlo meglio seguite la sua pagina Instagram… oltre ad essere un grande artista, è un ragazzo decisamente simpatico!

PHOTO GALLERY DI MARCO DODARO

 

 

A proposito dell'autore

Martina, sempre la più piccola dell’annata ‘94, laureata LUISS in Giurisprudenza, si definiva ad otto anni “simpatica, anche se i miei fratelli dicono che parlo troppo. Sono una persona responsabile, riflessiva, apprensiva, equilibrata, e molto sensibile, ma soprattutto un po’ pettegola. Sono allegra, divertente e socievole, mi piace stare in compagnia per scherzare, giocare e raccontare barzellette.” Da allora le cose non sono cambiate: parla sempre tanto, pensa sempre troppo e rimane la solita rompi scatole.Va sempre di corsa, non sa stare ferma e forse mostra troppi denti quando sorride.Ama emozionarsi con le piccole cose e cerca in ogni momento un motivo per sorprendersi.E’ un’inguaribile romantica e a volte, a furia di stare con la testa fra le nuvole, rischia di cadere in qualche burrone, dal quale però, trova sempre la forza di rialzarsi!

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