Antonio Bianco, trentadue anni, nasce a Zagarise un piccolo paesino della Presila Catanzarese, da una famiglia semplice e di grandi valori.
“Mi sento molto fortunato di essere nato in Calabria e cresciuto a Zagarise, crescere qui (come immagino in molti altri paesini Calabresi, perché non in tutti è presente la ‘ndrangeta), mi ha permesso di provare un grande senso di libertà fin da piccolo grazie al quale mi sono reso conto che per poter fare bene nella vita bisogna rimboccarsi le maniche e impegnarsi duramente. Sin da piccolo Alessandro ha sempre detto alla mamma che lui preferiva il lavoro “di testa” a quello “di mani”. “Tra alti e bassi sono stato sempre un bravo studente, pur avendo un papà bravissimo sia con le mani che con la testa come la mamma d’altronde:chissà da chi avròò preso”.

A forgiare il carattere di Antonio è sicuramente l’aver praticato arti marziali, in modo particolare il Taekwondo che lo ha reso una persona migliore per educazione e rispetto per gli altri. “I gesti ripetuti tipici delle arti marziali mi hanno fatto capire che se uno vuole diventare davvero bravo in qualcosa dipende tutto da quanto duramente è disposto a lavorare. Se si fallisce non è colpa di nessuno se non di se stessi; quindi facendo un’analogia con la vita direi proprio che: se il fallimento è sotto il nostro controllo vuol dire che dipende da noi e anche la reazione a ciò è di nostra responsabilità.

Gli studi

Nonostante fossi stato uno studente diligente e avessi conseguito il diploma senza alcun problema, non riuscii a superare i test di ammissione alla facoltà di ingegneria dell’Unical. Non ho mai avuto dubbi sul voler studiare Ingegneria e l’amore per la mia terra  non mi avrebbero mai portato fuori regione. Mi trovai così di fronte ad un bivio: “ripiegare” su un’altra facoltà oppure andarmene fuori per poter seguire la mia ambizione di diventare ingegnere.  Da un punto di vista personale avevo sempre vissuto una situazione di comfort così decisi di uscire dal mio guscio e mi trasferii a Napoli per iniziare gli studi di ingegneria Gestionale alla Federico II.  Ho sempre studiato portando una sorta di infelicità con me: il mio pensiero costante era casa mia. Dopo aver concluso la triennale a Napoli mi trasferii a Pisa per la Magistrale. Ho concluso i miei studi universitari e senza accorgermene la mia testa ha iniziato a progettare Discovering PreSila

Come nasce Discovering Presila

Dopo una breve parentesi Romana a cavallo della fine degli studi a Pisa fui chiamato da una società di consulenza di Padova e ufficialmente il 15 Novembre del 2015 è iniziata la mia carriera da lavoratore dipendente. Ammetto che non era un lavoro che mi piaceva molto, ma durante questa esperienza ho imparato davvero tanto e ho avuto modo di conoscere alcune delle persone  grazie alle quali è stato possibile riavvicinarmi a casa dopo undici lunghi anni. E fu proprio a Padova una notte di Marzo del 2018  si concretizzò nella mia testa l’intero modello di Business di Discovering Presila: frutto di tutte le esperienze avute negli anni precedenti. Strutturai il modello di “Business” : un modello costi varibili o liquido nel gergo delle start up. Premetto che un modello di questo tipo per poter esistere deve basarsi sulla perfetta integrazione di tutta un’altra serie di fattori: nel caso di Discovering Presila sono il territorio, le persone e le attività presenti , quindi vuol dire che tanto più Discovering Presila si evolve e cresce tanto più questo inevitabilmente si ripercuote sulle persone, sulle realtà e sul territorio che lo ospita. Discovering Presila si trova appunto in Presila. Non nasciamo per rubare il mercato a chi c’è già, bensì per potenziarlo mettendo a disposizione la nostra giovane età, le nostre conoscenze e competenze acquisite in realtà di fama mondiale:  tutti i membri del team lavorano  in contesti multinazionali. Nella nostra ottica, il nostro territorio è proprio come una grande “azienda” in cui fondendo tecnologia, creatività, tradizioni, competenze e cuore costituiscono un movimento socioculturale che viene riconosciuto in tutto il mondo per valori come:Resilienza ,altruismo ,ottimismo ,spirito di squadra e onestà

Quali sono le difficoltà che hai incontrato?

In molti territori della nostra regione le infrastrutture sono scarse e anche raggiungere alcuni luoghi è molto complicato, la viabilità non è delle migliori e i servizi sono pessimi, ecco noi tutte queste cose abbiamo pensato bene di farle diventare i nostri punti di forza. Per me conta l’aria buona, la tranquillità, la fiducia che ancora c’è tra le persone, le verdure squisite dell’orto di papà, il maiale allevato a casa da mia suocera e i salumi che ne derivano. Ho avuto modo di constatare con la mia esperienza che  ci sono molti che invece hanno bisogno di tutto il contrario, ovvero, di servizi eccellenti, di strade comode e super veloci, di pranzi pronti ma queste sono le stesse persone che per un periodo limitato ogni anno hanno bisogno anche di tutto quello di cui ho bisogno io, nel senso, io voglio vivere qui e andare ogni tanto da loro per capirne un pò di più del mondo, ma loro che vogliono vivere li ogni tanto per qualche giorno hanno bisogno di staccare, di aria buona, cibo genuino e fare delle esperienze completamente immersi nella natura ritrovando una delle cose più belle del mondo le relazioni umane vere in posti lasciati come Madre Natura li ha “fatti” e senza sviluppo. Quando ho capito questo, grazie a tutte le persone che ho avuto modo di conoscere vivendo lontano da casa per undici anni, ho capito che dovevo creare Discovering Presila per la mia terra, ma anche per tutti loro. Puntando sull’unica cosa che non potranno trovare facilmente da nessun’altra parte: la nostra capacità di essere ospitali e di costruire delle vere e proprie relazioni. Quello che dico sempre ai ragazzi con i quali lavoro, che poi è quello che effettivamente è successo durante le esperienze che abbiamo organizzato per i nostri clienti in estate, è che un cliente da noi deve arrivare come un cliente, ma deve andare via come se fosse un nostro carissimo amico.


Anna Zupi

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