Di Davide Nappi

tumblr_muzy8mqugx1qm3oero1_500Una sorta di prurigine eccitata travolge il mondo all’avvicinarsi del nuovo anno, un formicolio che nasce dalla consapevole archiviazione di ciò che è stato in favore del crearsi di aspettative tutte nuove, dello stilarsi della lista “cose da fare”, tristemente famosa per non essere mai, o raramente, portata a compimento.
E c’è una parte d’eccitazione, forse un po’ più contenuta, che solletica la curiosità di chi da sempre, assieme alle “cose da fare”, stila la sua personalissima “ da leggere”, contenente i titoli più attesi del nuovo anno. Questa potrebbe esserne un esempio.

Partendo dalla letteratura nostrana, crea sicuramente tanta curiosità il titolo che sancisce il ritorno di Umberto Eco sulla scena editoriale, “Numero zero”.
Thriller storico che ripercorre le ombre e le controversie del nostro Paese nei primi anni Novanta, è sicuramente più che appetibile per chi è in cerca di una penna colta e tagliente, che racconta il mondo tramite gli artifici stilistici più raffinati.
Si vocifera inoltre di un nuovo Baricco per la Feltrinelli in uscita a Febbraio, ma si tratta ancora di ufficiosità, il che non fa che accrescere la curiosità degli amanti dello scrittore torinese.
Oltreoceano è attesissima la nuova uscita di Jonathan Franzen, “Purity”, che nonostante sia in programma per settembre fa già parlare di se, profumato com’è di seriosità e quotidiano, inoltrandosi nella tematica “rapporti padre-figlio”.
Permeato anch’esso di lunghe ricerche a sfondo “genitorialità perduta”, il nuovo romanzo della scrittrice Premio Nobel Toni Morrison, in uscita ad Aprile, titola “God help the child”. Non si sa molto sulla trama, ma pare che la protagonista sia una bellissima donna, figlia di una prostituta, costantemente alla ricerca dell’amore materno, perduto.
Per gli amanti del Fantasy, poi, potrebbe essere finita l’attesa, protrattasi ormai per anni, per il nuovo capitolo della saga di “Game of Thrones”, del caricaturale G. R. R. Martin.
Per molti infatti potrebbe essere l’anno giusto per l’uscita del sesto capitolo “The Winds of Winter”, le cui previsioni di vendita sono stellari.
Lo stesso possiamo dire per la nuova opera, in uscita per Bompiani, di Michel Houellebecq, “Sottomissione”, che trattando di un ipotetico futuro di una Francia in mano al potere islamico, avrà inevitabilmente come triste trampolino di lancio il terribile attentato terroristico alla redazione del settimanale satirico Charlie Hebdo.
Infine, il nuovo anno potrebbe portare con sé delle pubblicazioni che avrebbero del clamoroso.
Si perché voci non troppo inaffidabili vorrebbero il 2015 come anno prescelto da J. D. Salinger per l’inizio di una pubblicazione postuma di alcuni suoi scritti.
Si è sempre saputo, per ammissione dello stesso scrittore, che nei quaranta anni di inattività editoriale Salinger aveva continuato a scrivere, e un docufilm sulla sua vita anticipava che per suo espresso volere il 2015 sarebbe stato l’anno scelto per l’uscita di cinque suoi lavori inediti.
Ovviamente nulla è ancora sicuro.
Certo è che con questi presupposti l’attenzione verso le novità editoriali del nuovo anno farà fatica a scemare, e non è escluso che per alcuni la lista del “da fare” sia soppiantata da quella del “da leggere”. E non sarebbe poi un gran male, anzi.
Se tutte le anticipazioni si dimostrassero veritiere, potrebbe essere la prima volta che riusciate a spuntare tutte le voci in lista.

 

A proposito dell'autore

Davide Nappi

Calabrese, 21 anni. Sempre occupato in estenuanti ricerche per scoprire se l’infatuazione che prova verso la carta stampata sia stata già catalogata come vera e propria patologia sotto qualche voce terminante in “-ite acuta”, cresce nell’era “ Tutti pazzi per la Rowling” e scansa per poco quella “ Amo Edward Cullen”. Melanconico irrecuperabile, frequenta “il circolo dell’allegria” che vede militanti Leopardi, Schopenhauer e Zygmunt Bauman prima di Saramago e Calvino, ma non contento s’innamora della celeberrima soavità della lingua russa : Tolstoj, Turgenev e, soprattutto, Dostoevkij, a cui concede un 10 nella sua scala da 1 a 5. “All’ombra delle fanciulle in fiore” conosce Proust , ed abbattuto da una perfezione stilistica che mai raggiugerà sfoga la sua frustrazione sul pianoforte, a volte a testate a volte a suon d’ Yiruma. Ama il Mc Donalds e la pallavolo, odia la virgola tra soggetto e predicato e la falsità. Ora vive a Roma.

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